Mille specchi di solitudine
e nessun riflesso alla riva
non una fiamma alla candela
nulla di quel che resta si consuma
nella notte triste del disperso
lasciata indietro la speranza confusa
ha mani di spine e d’inquietudine
l’inganno al sentire oscuro.
Mi manca il fiato al fine
sono piaghe con parole rassegnate
e nausee premeditate che rinnegano
la luce al custode del mio giardino
dimenticando la chiave del destino.
Saprebbe il giorno contenere lacrime
di una notte se solo fosse l’addio
al tempo di morire con la dolcezza
che avvolge nella morte
l’anima alla salvezza di dio.
e nessun riflesso alla riva
non una fiamma alla candela
nulla di quel che resta si consuma
nella notte triste del disperso
lasciata indietro la speranza confusa
ha mani di spine e d’inquietudine
l’inganno al sentire oscuro.
Mi manca il fiato al fine
sono piaghe con parole rassegnate
e nausee premeditate che rinnegano
la luce al custode del mio giardino
dimenticando la chiave del destino.
Saprebbe il giorno contenere lacrime
di una notte se solo fosse l’addio
al tempo di morire con la dolcezza
che avvolge nella morte
l’anima alla salvezza di dio.

Commenti
A destra, a sinistra ...solo un'immagne, la propria. Eco i pensieri con unico timbro di voce ed uno strappo violento quel momento che ferma l'orologio alla vita senza dar possibilità di salutare nessuno... Questo ho percepito in questa tua.
Grazie Rosaria.