Oh, trincea,
cosa arriva,
un denso incenso,
verrà forse dalla tabacchiera
intagliata
nel tronco
che tiene tutte le chiavi
al riparo
dell'utilità.
In un
viavai di polveri
che fa, una medaglia caduta
dalla tua spalla,
la sera è consunta
come bandierine azzurre.
dal ferreo elmo infuocato,
ch'entrando nel borgo schiantato
a fil di spada, l'elsa argentata,
ogni anima pagana hanno svenata.
Tu giacevi, scarno fagotto d'ossa,
insanguinata, tra le macerie celata.
Non ti vide alcuno, tranne il mio sguardo.
Incrociai il tuo occhio, flebile luce,
pozzo profondo, d'ostinata sfida colmato.
Non so se bella eri, se giovane, se madre.
La tua sfida spensi con un sol tratto
della mia sacra spada, l'elsa argentata
di rosso colore tutta inondata.
P.S. Qualche giorno fa lessi che Papa Gregorio VII prediligeva questo motto, tratto dalla Bibbia (Geremia):
"Maledetto colui che compie l'opera dell'Eterno fiaccamente, maledetto colui che trattiene la sua spada dallo spargere il sangue!"
Da li è nata la poesia.
Malinconia che stringe il cuore
senza far rumore ricordando.
Malinconia di un giorno d'autunno
che riaffiora nel dolce ricordo
vorrebbe andar via senza esitare
ma quando il freddo cade
cerchi calore che non si confonde
con il resto del mondo
ma come mai non sa andare via?
Quiesta triste malinconia!
Posso fare tantissimo male io
quanto basta per saper giocar
con le parole.
Posso salire sull'albero io
e scrutare oltre i confini,
fino a Riohacha.
Posso sognare di Aracataca
e misurare il tuo amore
con i carati del carrubo.
La Mauvaise Réputation,
Les Amoureux des bancs publics,
e il cimitero dei poveri du Py.
E De Andrè, e Michail Bakunin,
l'anarchia, Kropotkin, Malatesta,
e il fuorviante canto delle sirene.
E poi ancora José Arcadio Buendía,
Macondo, Melquíades, e Rebeca,
con il pollice infilato in bocca.
La mia infanzia, Marquez e Brassens,
e quei quattro impulsi primari
che mi hanno rovinato.
La nutrizione, la continuità della specie,
il saccheggio e la compassione:
il mondo è, e basta.
Posso farmi tantissimo male io
quanto basta per saper giocar
con i pensieri.
Perché come diceva Cioran, la vita,
più che una corsa verso la morte,
è una disperata fuga dalla nascita.
che conduce ai segreti
fatti di misteri
e mi perdo
dentro a mille luci
attraverso stanze multicolore
ascolto in sottofondo
musica fatta di luccichii
ancora un passo
poi un altro
ed arrivo dentro me
ancora molto da scoprire
ancora molto da riflettere
ancora molto da vedere
sono dentro
eppur non mi conosco
cerco dietro alle parole
oltre la mente
per arrivare giù nel profondo
come acqua di mare
mi lascio trasportare
fino al mio porto naturale
La luna è un gettone
....la luna è un gettone
per il mio juke-box di emozioni
e mentre io cerco la nostra canzone
si accendono stelle, come luci, sui bottoni...
...è una notte d'estate, questa, la adoro
l'ho già vissuta come un desiderio, nascosto
io e te sulla spiaggia e la sabbia come oro
sono anni ormai amore, ma ancora non conosco...
...
... non conosco, questa stupenda macchina del tempo
che è stata capace di modificare, in eterno
questo nostro amore nato da un lampo
sto pensando che ci sia qualcosa di divino... dentro...
...la luna è un gettone
e questo amore, mi emoziona ancora...
...come una canzone...
ascoltata solo ora...
non ti sento più straniera,
vivi in me, possente e deliziosa,
creatura recatami in dono
da un fato che adesso
ci è amico.
Mi sveglia il mattino
vestito col tuo respiro
che caldo mi concede
attimi di tregua
da questo nostro amore
senza requie.
Il giorno ci vedrà
sconosciuti amanti,
da troppe verità celati
e da tenui fili avvinti,
tra risate e sguardi di fuoco,
dove rivivono i sogni.
che hai sulle spalle
farlo mio facendoti evadere
dalla prigione che ti rinchiude
non posso inverosimile
ma è tuo non ho potere di scelta
Il compito dalla vita
affidatomi è starti accanto
moglie, amica e amante
complice dei tuoi pensieri
dei desideri, delle gioie e dei dolori
Accompagnarti si
in questo percorso corale
ardito, esteso e ed effimero
tamponare la tua fronte
di sudore imperlata
ma a te non posso sostituirmi
Perdonami …
in fondo chi sono io
per intrufolarmi tra te e la tua vita?
Se così è per te
chiedo solo a chi mi sta intorno
lasciate che io viva il mio dolore
percorra la mia strada
che sia in discesa o in salita
limpida come un cielo terso
o buia come una spelonca
Alla fine della fiera
sulla terra di passaggio siamo
corpi imperfetti e peccatori
involucri di un'anima
intrisa di spiritualità
che andrà oltre ogni cosa terrena
di cui resterà solo polvere ….
inzuppata di rugiada.
Non sentir la sveglia che richiama all'obbedienza.
Il corpo cancella indisturbato ogni travaglio terreno.
Un fresco ripostiglio di rovere e abete.
La gioia di non soffrir fame e sete.
Sciami di vermi circuiscono quel corpo supino.
Per un appetitoso pasto.
E nel campo consacrato Mano divina stende
il sudario del conforto
sul cenere senza favella.
dei monti,
delle onde del mare,
degli alberi dritti
a cercare la luce,
del sole che scalda
che brilla che illumina
il tempo,
mi attrae lo stupore del pianto
dell’anima volta all’eterno,
dei vecchi una volta bambini
dei sogni nel buio degli occhi,
di stelle e di luna
mistero e fortuna
del manto celeste.
E quanto stupore, mio Dio,
se penso alla vita,
agli anni trascorsi in un colpo
a quando bambino felice
correvo abbracciare la mamma.
nascosto dietro i sogni di bambino
aspettavo che qualcuno mi prendesse per mano
facendomi volare ancora
poi sotto la luce del sorriso
prendevo tra le mani il viso
ed ero ancora io
che vedevo e parlavo
sono stato sognatore
mago del mio colore
vestito di racconti e parole
camminavo sulle tue aiuole
sono stato arcobaleno
dai miei occhi al tuo pensiero
nudo alla luce
del nostro tempo
aprendo la finestra dell’estate
raccoglievo viole e baci
conoscevo questo mondo
che mi avrebbe dondolato
poi oltre il profumo
sgranato dalla pelle
mi sono tuffato
per riemergere
sono stato sognatore
mago del mio colore
vestito di racconti e parole
camminavo sulle tue aiuole
sono stato arcobaleno
dai miei occhi al tuo pensiero
nudo alla luce
del nostro tempo
ed ora che ci siamo
sono ancora sognatore
con le ali al tuo cielo
posso dire così è perfetto
Potrebbe esserci mare
sotto quella nebbia mattutina.
Potrebbe essere solo un'illusione,
un arrivo che rimanda alla partenza,
un riga intensa simile al deserto,
molte assenze che sento sulle spalle.
Potrebbe essere solamente ombra
che allunga le sue mani nei miei anni,
un orizzonte che lento si avvicina.
Forse si tratta di vera nostalgia,
qualcosa che di nuovo si presenta
come scenografia di un'esistenza.










