Entro ed esco
dai quadri di Baschenis
a pizzicare liuti capovolti
ombreggiate doghe d'acero e palissandro

Nell'indifferenza mutevole
delle cose morte e mute
l'accordo in re minore
sfugge e si propaga dai taciti spartiti

Tracolla un flauto
dall'equilibrio prestabilito e precario

e.

 
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Profilo Autore: Carla Vercelli  

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Se quando batti le ali, è per venire da me,
non mi importa se sarai farfalla o zanzara:
chiederò agli elementi di essere lievi con te,
alla mia mano di accogliere la tua planata;
e ti parlerò, e ti ascolterò con occhi sbronzi,
socchiusi, in balia della magia del momento.

Se quando batto le palpebre, è per sognare,
non importa se parrò un bambino spaurito:
chiederai a Dio di avere pazienza con me,
e il tuo respiro si farà casa per le mie paure;
e mi parlerai, e mi ascolterai con occhi saggi,
vigili, attenti alla mia disarmante vulnerabilità.

Siamo il vino che scivola sul legno del violino,
io il suonatore Jones e tu il mercante di liquore.
Eccola la vita: la faccia al vento, la gola al vino,
e mai un pensiero al denaro, all'amore, o al cielo.
E così suoniamo ancora, oggi e in questa vita;
che poi tutto finirà, si sa, in un vortice di polvere.
 

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Profilo Autore: Charlie  

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prendemmo il cielo a cento mani

facendo poi… più attenzione

che nuvole non rimanessero domani

sul nostro amore pieno di passione

facemmo poi un grande vento

perchè ci fosse aria dentro

aria nuova senza indugio

senza alcun pallore, grigio

demmo così calci ad un inverno

eppure scoprimmo sul più bello

che era già lì.. un ombrello

appoggiato ad un ricordo

facemmo correndo, passi cento

per non far bagnare questo sogno

sotto un portone, al campanello

suonammo e fuori nacque il sole…

ma pioveva già dentro

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Profilo Autore: tempo di poesia  

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Forchetta invece a tre denti

la forchettina ne ha quattro

un gambo stemmato al quale sto attaccato

come l'affamato dell'anno -

e il brodo caldo entra nella gondola,

piacere di immenso

che ha di un bacio

lo stesso penoso

deglutire.



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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Tra silenzi damascati
di parole e fantasie
scorre lento l’inverno
stretto ad il suo candore
scivola il cielo
misto alla strada
tace l’atmosfera
accesa solo dalle luci
di un sogno ad occhi aperti
ed in lontananza
sbocciano sguardi sinceri
fotogramma dopo fotogramma
sembra sempre più vicino
chiedo se è il mio destino
avvolgendo il sorriso
in mazzi di colori
viaggio dentro il tempo
viaggio con il tempo
viaggio per il tempo
che sarà
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Er poeta oggi n'un sa che fà

se fermasse a scrive
du righe pe l'amata
o annà a spasso de qua e de là.
Ce sta a pensà
vorrebbe annà
ma er foglio sta lì
che lo guarda dispettoso.
Ho deciso dice: resto quà
voglio scrive du righe
pe l'amata mia
così stasera ie faccio na sorpresa.
Du versi de quelli che fanno
tremà er core
che te fanno inginocchià
davanti alla luna.
Si du versi pe l'amore mio
de quelli che so bono solo io.
Er poeta si, n'se po negà
sa come se fà!

 
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Profilo Autore: Tiziana Rosella  

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Ho intrecciato parole per versi
come fiori d'aprile
per i giorni andati, scomparsi
d' esistenza di giochi e cortile...

Ora il tempo allunga le ombre
e la sera diventa regina
come quando  arriva settembre 
e l'estate non è come prima.

Io son vecchio e il mio treno è passato
le fermate le ha già fatte tutte
ma ogni volta il biglietto ha pagato
la mia vita, per vittorie o sconfitte.

Oggi libero i sogni rimasti in galera
e li spingo a volare lontano
rondini d' entrata primavera
che ti tengon la mano.

Ora abbracciami fino a farmi male 
e intrecciali tu questi stupidi versi,
 accarezzo il tuo viso d'aprile
mentre penso ai miei giochi 
e al cortile,
ormai persi...



 
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Profilo Autore: bruno leopardi  

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S’appresta calmo

il tuo inceder

occupando spazio e tempo

negli angoli della mia mente

mentre l’agitar di fronde

irrompe e avvelena il cuore

 

sono barca in balia del vento

che di te

raccoglie gracile ogni attimo

che porta alla notte

fuori

aldilà dei freddi ricordi

che vivono

solitari dentro l’anima

 

solo nel tuo presente vivo

solo di te, Io vivo

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Scende insistente
come da un rubinetto rotto
danzando nella sua musicalità ritmica
a scorrere nelle vie
e ingrossa fiumi di tristezza, freddi
smorza colori e luci

Mi spegne
nel grigiore soporifero
col suo ticchettio sui muri e sui davanzali
scivolando giù dai vetri
impantana le emozioni più belle

Catinelle d'acqua noiosa
melodia piovana sonnolenta
di questa giornata uggiosa
in cadenza malinconica
di un costante rumoreggiare continuo
che allaga la mia mente
fradiciando i pensieri
e gocciolanti
se ne vanno a dormire
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Profilo Autore: Anna  

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Ombre interrotte di fogliame,
canti tremuli d’uccelli,
pozze d’acqua fresca,
prati verdi con papaveri.
 
Una giornata tra gli alberi,
sensazioni semplici,
profumi di fiori,
attimi di vaneggiamento.
 
E’ un ritiro tranquillo
e non odo neppure
gli echi dei miei gesti.
 
E la memoria dorme
come in una processione infinita.
 
Socchiudo gli occhi
e la vita scorre
come la vela bianca
che intravedo in lontananza.
 
Nei calici della mia meditazione
s’incunea il sorriso di un bimbo.
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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Vado
ma dove vado?
A Parigi ci sono stato
affanculo mi hanno già mandato
e allora dove vado?
Provo all'inferno
ma non garantisco il mio ritorno
allora mi chiudo in un convento
e prego Dio in eterno
soluzione forzata
non sono portato
per questa cazzata.
Allora vado
faccio una passeggiata
magari sul lungomare
dove la brezza sfiora le vene
e posso smaltire le pene
dove posso confondermi
e appendere l'anima alle inferriate.
Vado
cerco un posto migliore
dove non si contano le ore
ma tutto è spontaneo
come un bacio
una stretta di mano
un orgasmo al chiaro di luna.
Si ho deciso
vado
vi lascio queste poche righe
fatene cenere e disperdetele
mentre sicuramente vi chiederete
“dov'è la poesia?”.
La poesia l'ho ingoiata
e ne faccio bolle
la poesia è nella mia gola
confusa tra le mie papille
la poesia non è niente
è lo sciabordio delle lacrime
dentro le mie pupille.
Vado.
 
 
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Profilo Autore: Demetrio Amaddeo  

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La vaschetta colma d'acqua

col vasetto che vi annega

l'ederina di foglie d'ottone sporco,

spio in giardino -

di giorno il vento le diceva sì,

verso sera inizia a dubitare dell'esistenza

di quella cosa

mezza morta fra le tante.

 
 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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L’alba sta nascendo 
il sole sta per affacciarsi 
ho paura 
penso che potrei scottarmi
mi nascondo
mi chiudo al buio 
dietro le persiane 
giuro che non li aprirò.
Non posso nascondermi per sempre 
quel sole nascerà 
prima o poi 
dentro di me
prepotentemente nella mia vita 
sconvolgendola 
quell’alba spunterà ! ! 
Quel sole si alzerà 
brillerà alto nel cielo 
scotteranno i raggi luminosi 
scalderanno il cuore 
che avevi chiuso 
come un congelatore.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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La mia voce si modula appena mi chiami
e si frantumano silenzi
nel brusio di un mare distante
che c'incanta e naufraga
nel fondo delle sue segrete

Forzieri di tesori
le tue le mie le nostre certezze negate.

Tu credi ancora alla sorgente
che si fa rio e torrente e fiume sino alla foce?
E allora bàgnati delle mie parole
e di quei baci fuggiaschi
che ci hanno dischiuso sipari di stelle
inopportune stelle
a scandagliare anse della mente
per non trovare ragioni plausibili
che ci facessero desistere dall'amarci

Così io non nego evidenze limpide
acque dove gli abitanti del mare risalgono
dagli estuari ai fiumi ai ruscelli
fino alla sorgente di un amore certo
inammissibile
ma certo.

 
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Profilo Autore: Carla Vercelli  

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Quando partiron per quei tristi luoghi,
non sapean cosa lor sarebbe successo,
le lor famiglie li salutaron col broncio alla stazione
e le mie lacrime dagli occhi scendon ancor adesso.
 
Alcun di loro lo conobbi tempo fa,
quando inesperti arruolati eravam.
 
Quand’ebbi visto quel dì i loro volti scolpiti
sul giornale, un tuffo al cor mi venne,
sapendo ch’eran lor gli Eroi colpiti
a Nassiriya dai kamikaze, che l’ebbero dormiti.
 
Un camion prima e un’auto poi correva,
diretto sulla struttura che li ospitava.
Uno dei militi di guardia che vedeva,
fuoco contro quel commando dirigeva,
ma non riuscì a scongiurar però l’intento
dei mezzi che oramai centraron il casamento.
 
Una frazione di secondo e il cozzo fu fatale,
le vittime al destin non riusciron a scampare!
 
Amo quei due coi qual studiammo insieme,
Filippo e Alfonso, li ricordo ancora bene,
ma restano nel cor mio e degli italiani saggi
anche gli altri, massacrati da quegli uomini malvagi!
 
Or che oramai molto tempo è passato,
preghiamo ancor per lor che la Vita han dato!
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Profilo Autore: Maurizio Vecchi  

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