dai quadri di Baschenis
a pizzicare liuti capovolti
ombreggiate doghe d'acero e palissandro
Nell'indifferenza mutevole
delle cose morte e mute
l'accordo in re minore
sfugge e si propaga dai taciti spartiti
Tracolla un flauto
dall'equilibrio prestabilito e precario
e.
Se quando batti le ali, è per venire da me,
non mi importa se sarai farfalla o zanzara:
chiederò agli elementi di essere lievi con te,
alla mia mano di accogliere la tua planata;
e ti parlerò, e ti ascolterò con occhi sbronzi,
socchiusi, in balia della magia del momento.
Se quando batto le palpebre, è per sognare,
non importa se parrò un bambino spaurito:
chiederai a Dio di avere pazienza con me,
e il tuo respiro si farà casa per le mie paure;
e mi parlerai, e mi ascolterai con occhi saggi,
vigili, attenti alla mia disarmante vulnerabilità.
Siamo il vino che scivola sul legno del violino,
io il suonatore Jones e tu il mercante di liquore.
Eccola la vita: la faccia al vento, la gola al vino,
e mai un pensiero al denaro, all'amore, o al cielo.
E così suoniamo ancora, oggi e in questa vita;
che poi tutto finirà, si sa, in un vortice di polvere.
prendemmo il cielo a cento mani
facendo poi… più attenzione
che nuvole non rimanessero domani
sul nostro amore pieno di passione
facemmo poi un grande vento
perchè ci fosse aria dentro
aria nuova senza indugio
senza alcun pallore, grigio
demmo così calci ad un inverno
eppure scoprimmo sul più bello
che era già lì.. un ombrello
appoggiato ad un ricordo
facemmo correndo, passi cento
per non far bagnare questo sogno
sotto un portone, al campanello
suonammo e fuori nacque il sole…
ma pioveva già dentro
di parole e fantasie
scorre lento l’inverno
stretto ad il suo candore
scivola il cielo
misto alla strada
tace l’atmosfera
accesa solo dalle luci
di un sogno ad occhi aperti
ed in lontananza
sbocciano sguardi sinceri
fotogramma dopo fotogramma
sembra sempre più vicino
chiedo se è il mio destino
avvolgendo il sorriso
in mazzi di colori
viaggio dentro il tempo
viaggio con il tempo
viaggio per il tempo
che sarà
Er poeta oggi n'un sa che fà
se fermasse a scrive
du righe pe l'amata
o annà a spasso de qua e de là.
Ce sta a pensà
vorrebbe annà
ma er foglio sta lì
che lo guarda dispettoso.
Ho deciso dice: resto quà
voglio scrive du righe
pe l'amata mia
così stasera ie faccio na sorpresa.
Du versi de quelli che fanno
tremà er core
che te fanno inginocchià
davanti alla luna.
Si du versi pe l'amore mio
de quelli che so bono solo io.
Er poeta si, n'se po negà
sa come se fà!
come fiori d'aprile
per i giorni andati, scomparsi
d' esistenza di giochi e cortile...
Ora il tempo allunga le ombre
e la sera diventa regina
come quando arriva settembre
e l'estate non è come prima.
Io son vecchio e il mio treno è passato
le fermate le ha già fatte tutte
ma ogni volta il biglietto ha pagato
la mia vita, per vittorie o sconfitte.
Oggi libero i sogni rimasti in galera
e li spingo a volare lontano
rondini d' entrata primavera
che ti tengon la mano.
Ora abbracciami fino a farmi male
e intrecciali tu questi stupidi versi,
accarezzo il tuo viso d'aprile
mentre penso ai miei giochi
e al cortile,
ormai persi...
S’appresta calmo
il tuo inceder
occupando spazio e tempo
negli angoli della mia mente
mentre l’agitar di fronde
irrompe e avvelena il cuore
sono barca in balia del vento
che di te
raccoglie gracile ogni attimo
che porta alla notte
fuori
aldilà dei freddi ricordi
che vivono
solitari dentro l’anima
solo nel tuo presente vivo
solo di te, Io vivo
come da un rubinetto rotto
danzando nella sua musicalità ritmica
a scorrere nelle vie
e ingrossa fiumi di tristezza, freddi
smorza colori e luci
Mi spegne
nel grigiore soporifero
col suo ticchettio sui muri e sui davanzali
scivolando giù dai vetri
impantana le emozioni più belle
Catinelle d'acqua noiosa
melodia piovana sonnolenta
di questa giornata uggiosa
in cadenza malinconica
di un costante rumoreggiare continuo
che allaga la mia mente
fradiciando i pensieri
e gocciolanti
se ne vanno a dormire
canti tremuli d’uccelli,
pozze d’acqua fresca,
prati verdi con papaveri.
Una giornata tra gli alberi,
sensazioni semplici,
profumi di fiori,
attimi di vaneggiamento.
E’ un ritiro tranquillo
e non odo neppure
gli echi dei miei gesti.
E la memoria dorme
come in una processione infinita.
Socchiudo gli occhi
e la vita scorre
come la vela bianca
che intravedo in lontananza.
Nei calici della mia meditazione
s’incunea il sorriso di un bimbo.
ma dove vado?
A Parigi ci sono stato
affanculo mi hanno già mandato
e allora dove vado?
Provo all'inferno
ma non garantisco il mio ritorno
allora mi chiudo in un convento
e prego Dio in eterno
soluzione forzata
non sono portato
per questa cazzata.
Allora vado
faccio una passeggiata
magari sul lungomare
dove la brezza sfiora le vene
e posso smaltire le pene
dove posso confondermi
e appendere l'anima alle inferriate.
Vado
cerco un posto migliore
dove non si contano le ore
ma tutto è spontaneo
come un bacio
una stretta di mano
un orgasmo al chiaro di luna.
Si ho deciso
vado
vi lascio queste poche righe
fatene cenere e disperdetele
mentre sicuramente vi chiederete
“dov'è la poesia?”.
La poesia l'ho ingoiata
e ne faccio bolle
la poesia è nella mia gola
confusa tra le mie papille
la poesia non è niente
è lo sciabordio delle lacrime
dentro le mie pupille.
Vado.
il sole sta per affacciarsi
ho paura
penso che potrei scottarmi
mi nascondo
mi chiudo al buio
dietro le persiane
giuro che non li aprirò.
Non posso nascondermi per sempre
quel sole nascerà
prima o poi
dentro di me
prepotentemente nella mia vita
sconvolgendola
quell’alba spunterà ! !
Quel sole si alzerà
brillerà alto nel cielo
scotteranno i raggi luminosi
scalderanno il cuore
che avevi chiuso
come un congelatore.
e si frantumano silenzi
nel brusio di un mare distante
che c'incanta e naufraga
nel fondo delle sue segrete
Forzieri di tesori
le tue le mie le nostre certezze negate.
Tu credi ancora alla sorgente
che si fa rio e torrente e fiume sino alla foce?
E allora bàgnati delle mie parole
e di quei baci fuggiaschi
che ci hanno dischiuso sipari di stelle
inopportune stelle
a scandagliare anse della mente
per non trovare ragioni plausibili
che ci facessero desistere dall'amarci
Così io non nego evidenze limpide
acque dove gli abitanti del mare risalgono
dagli estuari ai fiumi ai ruscelli
fino alla sorgente di un amore certo
inammissibile
ma certo.
non sapean cosa lor sarebbe successo,
le lor famiglie li salutaron col broncio alla stazione
e le mie lacrime dagli occhi scendon ancor adesso.
Alcun di loro lo conobbi tempo fa,
quando inesperti arruolati eravam.
Quand’ebbi visto quel dì i loro volti scolpiti
sul giornale, un tuffo al cor mi venne,
sapendo ch’eran lor gli Eroi colpiti
a Nassiriya dai kamikaze, che l’ebbero dormiti.
Un camion prima e un’auto poi correva,
diretto sulla struttura che li ospitava.
Uno dei militi di guardia che vedeva,
fuoco contro quel commando dirigeva,
ma non riuscì a scongiurar però l’intento
dei mezzi che oramai centraron il casamento.
Una frazione di secondo e il cozzo fu fatale,
le vittime al destin non riusciron a scampare!
Amo quei due coi qual studiammo insieme,
Filippo e Alfonso, li ricordo ancora bene,
ma restano nel cor mio e degli italiani saggi
anche gli altri, massacrati da quegli uomini malvagi!
Or che oramai molto tempo è passato,
preghiamo ancor per lor che la Vita han dato!









