brillanti sulle spille messi lì ad adornar capelli
mille miliardi di fili neri, giocosi spiccioli di sogni
per attimi di complicità perfetta e rara
E un'esistenza meno amara...
Abbraccia questo cuore e fa dell'esistere
angolo di coraggioso paradiso.
A volte,
per asciugare il pianto
basta un accenno di sorriso.
Sorriso.
vorrei dirti,
che più non sei
i miei pensieri,
che più
non
rimbombi nella testa
ad ogni risveglio,
foto d'epoca
impressa a magnesio
e viva carne
E quanto e come
vorrei dirti,
che più non sei
i miei secondi
una,
dieci,
cento lacrime di sabbia
in una clessidra alla rovescia,
più non sei
quella fiamma ghiacciata
dal dolore,
che il cuore
non
piange, ride,
non dispera
e più non muore di terrore,
Quanto e come
vorrei dirti,
che sfinito e dissanguato,
l'Amore è partito
per il sogno californiano,
lasciandomi accanto la sveglia
una ballata antica,
un pacchetto di Diana
ed un carillon non caricato
Che nella mia ora d'aria
rincorro i miei giorni,
che Lui non ritorna
aguzzino e puntuale,
Boia superiore,
ad ogni tramonto
che il secolo perde,
e non bussa
e non mi sveglia,
e non si ascolta
Quanto e come
vorrei dirti,
che più non sei i miei sogni,
che più non vivo
da mezzanotte all'alba,
in un mare in cui ancora
ti proteggo dalle onde,
dolce Dulcinea
del mio folle viaggio,
in un cielo senza lacci,
senza croci
Quanto e come
vorrei dirtelo,
dopo un lustro solitario,
senza mentire,
senza che tu non ne sappia nulla,
Quanto e come vorrei dirti
che più non sei mia gemella,
anima nell'anima,
senza che il viso tradisca
un rossore,
bastardo rilevatore d'emozione
e come non vorrei dirti, invece,
alla fioca luce di una luna scriba
che t'amo,
che un motivo per non farlo,
dopo i consigli,
dopo questi anni,
ancora non trovo,
che dopo un lustro solitario,
il mio canto è ancora intatto,
e come non vorrei dirti
che il tempo è un buon Michelangelo,
che ti sta scolpendo biglia perfetta,
ancora più bella di quel che ricordo,
ancora più inafferrabile,
ora,
che ci penso
È un parallelismo strano che un po' mi perseguita,
una roccaforte azzurra o rossa che è li solo per te,
per regalare ai tuoi occhi colori più caldi di prima.
Così ho sognato della tua collina di San Cristóbal,
del Barrio Bellavista, e di te già mia Matilde Urrutia.
Così ti ho mostrato il mare, la strada per arrivare qua,
il pinus pinaster e i riflessi ingannevoli della salsedine.
Eri tu la mia Chascona, la mia musa bella e spettinata,
eri tu la casa che ho voluto tanto e che ora è vuota.
di spazio compresso, sordo attutito
dalla sosta al limitare del ciglio
del baratro.
Pensieri al limite dei sogni, quasi
irreali, ma fuggevoli, sfuggenti
alla coscienza vigile del mondo,
non desta, ma nebulizzata su
cuscini arenati.
Tinti di rosso fuoco, bagliori come
forni, si destano, s’insinuano come
avvoltoi, ci ricordano tragedie
di umanità che rinnega se stessa
in atrocità perpetrate.
Identità bruciata, brandelli d’uomo,
senza sesso età e pietà, sul ciglio,
dipartono adesso in balenio
rientrato in quel cielo infuocato.
Osservo filo spinato che segna
pazzia tra l’io rinnegato e cenci
d’io dichiarato!

Come un desiderio
mai esaudito
scivola questa vita
te lo porti addosso
senza mai dimenticare.
Gli istanti più belli
non si possono cancellare
come quando si accese il cuore
col suo dolce odore.
Son bastate solo due parole
un incontro d'occhi
senza troppo pensare
ed è stato come un lampo
quando cade dal cielo.
Gli istanti più belli
rivivono adesso
nel fondo di una bottiglia
che ti sei bevuto
per la rabbia che ti prende dentro
quel tuo desiderio
così infinito ed importante
ha incontrato il freddo
e si è gelato.
Ora aspetti impaziente
che passi l'inverno
dopo un lungo letargo
ti svegli....
Vedi lei che ritorna
a sciogliersi i capelli.
Come i giorni più belli
quando c'era il sole
ed il giorno non finiva mai.
Perché l'amore brillava
dentro gli occhi tuoi...
e come quel bambin di sesto senso
scopro eccezionali sensazioni
come se viaggiassi tra gli alti luoghi inesplorati,
incontrando taluno che ci avea lasciati.
Ho incontrato persone a cui volli tanto bene,
ho visto persone salutare me ed il mondo che m’appartiene
ho stretto la mano a colossi della Finanza,
ho dato un bacio a color che partiron senza
un piccolo saluto, affidandosi alla Provvidenza.
E mentre viaggio tra quei grandi Più,
sporgendomi azzardo a scrutare laggiù
come il Mondo cambiato sia
e un padre di famiglia debba fare di peripezia
una ragion di vita per far quadrare
i conti famigliari per poter dare ai figli da mangiare.
Quasi quasi io resto qui,
in quest’altro Mondo in alto,
senza saluto mi dileguo alquanto
e vi prego, non una goccia di pianto,
perché sto bene, io, mentre trasvolo
quel Mondo che mi faceva sentire così solo.
nuovo.
Trovarsi a parlare
con uno sconosciuto.
Pian piano scoprire
le mille cose in comune.
La chat che si riempie
giorno dopo giorno.
Scambiare opinioni importanti
oppure solo delle risate.
Attendere....
quella presenza....
Sentire la
"mancanza".
Mi sembra strano ammetterlo
ma mi piaci ! ! !
i piedi schiariti da imminenti stelle
nell'ortogonalità cristallina e ambrata del centro
Sulla piazza del Mercato si comprano presepi
di carta e vetro -torri e pinnacoli veri
s'incartano tra le pagine stupefatte degli occhi
Auschwitz e Nowa Huta musei d'ideologie
ancora si ergono -residui d'ignominie
si possono sgretolare muri
a un segno ben assestato di Croce
A Cracovia si respira aria
ma colta e sacra -Bellezza salvatrice
puri e immuni da ogni perversione antiumana
da ogni invasione barbarica del cuore
il sale e il tempo corrodono tutto
e nel fermarci crediamo di dare un senso
a quello che per noi è stato bello o brutto
ma il sale e il tempo non corroderanno tutto
c'è una parola difficile da dire
per la quale bisogna saper sciogliere il sale
e correre più veloce del tempo
quella parola è amore e la portiamo dentro
... l'amore resta nelle foto ad ingiallire
negli occhi stanchi di chi ci vuole bene
nelle preghiere sussurrate ad un altare
e nelle mani strette di un girotondo di bambini
l'amore torna come schegge tra la pelle
ha cicatrici che ci fanno ancora male
e segue i sogni in una notte fra le stelle
è la cosa che ci rende la vita speciale
l'amore può avere gli occhi di un cane
o la cornice di legno sul comodino
il silenzio di una tomba che rimane
come unico ricordo di un cammino
il sale e il tempo corrodono tutto
e nel fermarci crediamo di dare un senso
a quello che per noi è stato bello o brutto
ma il sale e il tempo non corroderanno
... quello che penso.
una pagina lunga e deturpata
di vite che hanno viaggiato
strette l'una all'altra
e inconsapevoli della meta
verso false ed effimere promesse
compresse in vagoni bui
freddi e macabri
su binari di vana speranza
verso un mondo tetro, senza scampo
costruito su una un'unica verità
un'aberrante realtà
dove pensieri
parole
preghiere
sogni
hanno riempito di fumo umano
orgoglio e glorie
di una mente boriosa
avida sostenitrice di purezze razziali
sua disumana e agghiacciante virtù
Strisce e numeri
volti e corpi senza più nome
sfilate di catene senza colore
su passerelle di diritti infangati
vestiti di torture e soprusi
uomini
donne
bambini
svuotati e scherniti
di ogni umana sembianza
spogliati e denutriti della propria dignità
figli senza colpa di una stella
che distingue le origini
Anime tormentate all'estremo
in nome di un vanesio credo
spente senza pietà
in nubi di gas
e bruciate in un inferno terreno
vivranno e racconteranno a gran voce
di morte ingiusta e sterminio
attraverso il tempo
che nella storia dell'umanità
affonda profonde radici nella memoria
per non dimenticare
Cosa sono le parole
se non sappiamo scrivere
con la polvere del cuore
Cosa sono se non amiamo
quello che scriviamo
intenerendo il senso delle cose
Cosa faremmo se non riuscissimo
a interpretare le nostre emozioni
che alimentano la nostra anima
e la mente del segreto nascosto
in noi, nei rifugi riservati?
Quando i tuoi occhi diventano del tutto simmetrici,
come due cristalli di neve fatalmente mai identici,
il freddo polare irrompe nella nostra casa al mare.
E per un attimo c’è neve in Liguria, ondate di rischio
e cristalli, come a conferma di un iperbole teorica.
Ma dura poco l’inverno da noi, che già la tristezza
fonde i fiocchi in caduta sulla chioma delle Arecaceae.
Il tuo respiro è una precipitazione nevosa imminente,
e il nostro futuro solo un’idea che aspetta il disgelo:
il resto, e non è casuale, è la geometria di un frattale.










