che ridono,
quando a far volare gli aquiloni
ci riescono.
Cuori che cadenzarono l'esistere
e solido resistere
al temporale della vita:
tempeste e spesso ripida salita
fino allo sfiancamento e poi desistere...
Ma noi, non ci annientò
la pioggia e il vento forte,
per noi,
quest'Amore fu vita contro la morte,
e battito di ciglia
come ali a planar nel cielo
dei nostri sogni,
fu incommensurabile volo
ma anche esistenza,
che dentro lasciò i suoi dannati segni.
E oggi ancora,
fa che in te possa vedere
un'alba nuova,
e che d'amarmi tu
non perda mai la voglia
e giuro che sarò per te
come per l'albero la foglia...
hai scalato il monte più alto
senza fermarti anche
se coperto di neve
andando incontro
a una forte bufera.
Con la forza dell'amore
scavalcato onde gigantesche
in una mare senza confine
aggrappandoti.
E senza paura andare incontro
ai pericoli più grandi
e non arrendersi mai
perchè è con l'amore
che si va in capo al mondo
e si sorpassa l'orizzonte infinito.
son passato dove ha corso il nostro amore
vedo sogni, scritte dolci, poche persone
ha un sorriso però un bimbo da regalare
io correvo, non l'ho visto, c'era il sole
son passato dove ha camminato il nostro amore
c'erano fiori, panchine piene e luce ogni lampione
ha un bastone però un vecchio per potersi appoggiare
io camminavo, ero distratto, l'avrei potuto aiutare
... sono qui adesso, dove resta fermo il nostro amore
vedo altri correre, faccio fatica, ho il fiatone
ho una foto nel taschino della giacca, dove prima c'era un fiore
sono fermo, te ne sei andata...
un altro errore
allargo il corpo
per vincere ed uscire
gocce di sudore
lambiscono la mente
che arrendersi non vuole
sforzi sottolineati dall’inarcarsi
pugni stretti al corpo
niente sembra essere
tutto poi trattiene
angolo per angolo
lato per lato
dammi la giusta dimensione
incrocia il mio respiro
segui il mio sguardo
dammi la giusta dimensione
quello che mi spetta
libero nell’aria
le sbarre trasparenti ormai dietro
libero al vento
libero di essere
libero dal mondo
che incastra
Salvatemi! Poeti. Salvatemi!
Dall’imminenza del pensiero Grigio
e riconducetemi alla sensorialità tattile.
Salvatemi! Poeti. Salvatemi!
Dalla deprivazione come tortura
e riportatemi al mio stato di coscienza.
Riconciliatemi con lo Spirito del Tempo,
prima che l’abbandono trascenda l’intelletto,
prima che il dilemma sveli la condizione umana.
Occultatemi al mondo della esopolitica,
proteggetemi dalle sette sorelle delle Pleiadi
e parlatemi ancora della fratellanza interplanetaria.
Ed io mi scioglierò nell’immaginario collettivo,
diverrò il sesto senso, la vostra voce poetica
in transito antisociale verso il dolore globale.
Come una stella assorbirò luce, mi impressionerò,
e nei Giorni del Cane influenzerò il vostro pensiero:
un’allucinazione che chiarirà alfine l’esistenza di Dio.
appena svegli alla vita,
tu guarderai i miei,
e vedrai quell'ombra
che non ti lascerà mai più,
che per sempre sentirai
vicino a te.
Un giorno guarderò nei tuoi occhi
che saranno pronti a vivere
e vedere da soli,
e da lontano sarò sempre con te
senza vederti, senza toccarti,
la tua essenza resterà tatuata
alla mia nella mia anima.
Intanto ti aspetto,
quando cadrai fra le nostre braccia
sapremo prenderti senza farti male,
guidarti senza trascinarti,
sollevarti e risollevarti.
La vita non farà sconti,
nemmeno a te,
il tuo cuore si spezzerà, e piangerai,
ma saprai anche ridere,
sperare, sognare e dare amore,
lo imparerai da noi.
Aspetteremo che il tuo nido
sia sempre più stretto,
ed invece di allargarlo
ci faremo forza insieme,
tua madre ed io,
per insegnarti a volare.
ha fatto le uova nella padella
e così quella covata
è finita in gran frittata!
Guarda, guarda quel micio rosso
corre, corre a più non posso:
non s'è accorto che il topolino
si è nascosto in quel buchino!
Guarda, guarda quel cagnolino
s'è svegliato di buon mattino:
sta scavando un grande fosso
per nasconderci il suo osso!
Guarda, guarda papá pinguino
porta a spasso il suo piccolino,
sistemato sulla zampina,
sotto una calda copertina!
Guarda, guarda quel coniglietto
s'è nascosto sotto un funghetto:
sta mangiando una carotina
in compagnia d'una lumachino!
Guarda, guarda quella bambina
vuol far tutto, ma è piccolina:
Ella è proprio un gran tesor:
il suo nome è ... Micol!!!
così può perdersi,
rischio d’impazzire
se mi manca l’aria,
non c’è più ragione
di riuscire a vivere
con il cuore che,
smette di combattere.
Ma ho ricominciato a scrivere
chilometri di fogli,
ed ho pure urlato
non è stato inutile.
L’ anima mia così sensibile
è riuscita a sopravvivere
da tempeste gelide.
Torno a respirare
e mi piace l’aria.
Ora c’è ragione
per riuscire a vivere….
questa musica si alza e rimane
un filo sottile nelle orecchie.
Una nota restituisce immagini
e sono troppe queste riflessioni
per un così piccolo passo.
Vorrei riuscire a spezzare ogni
singolo cavo che mi alza
e trattiene al di sopra.
al lounge bar,
un ragazzo vede che il mare di fronte
"è una cartolina".
detto questo, spegne la sigaretta e si allontana.
Nel voltarsi, mi lascia la cartolina
sul tavolino del bar
ci scrivo qualcosa
CRONACA DELL'EMOZIONE INENARRABILE
cielo grigio tinta unica
su
mare chiaro in orizzonte turchese
si toccavano tipo i versi sopra
ad occhio quasi perso una minuscola barca bianca
lui che sfidava i venti e l'acque gelide
visse soltanto nel ritaglio di quella cornice
è lui l'ulisse originario
lui l'eroe
di qualsiasi cosa scriviamo
Rimane sempre rosso il cielo
nell'indietro tornar nel tempo
e quella perpetua fitta al cuore
riporta immagini cariche di viltà
riaprendo amare ferite.
Né vento né tempo
potranno cambiare colore al cielo
e i rumori rimarranno chiari
ad ogni nuova luce
di quei battiti
cessati per mano umana.
Non vi sia amnesia per coloro
che hanno chiuso in gabbia la libertà
bagnando di lacrime e sangue
la terra come fosse pioggia d'inverno.
(Prigionieri in camera da letto)
Svegliarsi,
cercarsi,
guardarsi.
In uno sguardo
leggersi, ascoltarsi
e desiderarsi.
Rubarsi.
Riempirsi e versarsi.
Indossarsi.
Abitarsi e non stupirsi.
Amarsi.
Ancor di più
appartenersi.
Giocarsi
con le mani
a scolpirsi e disegnarsi
e poi scoprirsi
a rincorrersi,
a volarsi intorno
finché stanchi riscindersi
per sdraiarsi,
addormentarsi
per poi sognarsi.
Saprofagi d’arte, spazzini per istinto,
avete tutti il profilo del Gyps Fulvus;
fisionomia rapace e capo ipognato;
e ho paura di voi, della deriva genetica
che vi farà evolvere in blattoidei,
oggi predatori, domani prede.
E non credo più a Dio, alle Scritture,
o al Creazionismo Biblico:
è il libero arbitrio che determina,
fra le altre cose, il vostro aspetto,
come il solo vero riflesso dell’anima.
che gioca a coprirsi
sotto il cappello
di una notte trascorsa
a contare
gocce di porpora
piove
e porta con sé
i segreti di un giorno
passato come un treno
che taglia
prati e fiumi
sferzando i capelli
di primavera
piove
e bagna i vestiti
di piume leggere
come l’aria colorati
come i viaggi intrapresi
nel cuore
piove
e suona come musica
si avvicina
e si disperde
come onda nel mare
piove sulle mani
che non vogliono lasciare
quel viso
che non vuole piangere










