“Il nome giusto”
Stiamo perdendo l'uso della parola,
del nostro io-vocabolo-pittorico,
dell'arte rivelatoria del pensiero,
del potere associativo del suono,
delle infinite tonalità dei colori,
di un mondo solitamente tattile.
E ci dilegueremo, gradualmente,
come fa il suono nel pentagramma,
come tanti corvi e lupi, per il mondo;
saremo viandanti con la barba cadente,
e la bugia che nel sogno diventa quasi vera.
Nell’islam Dio ha novantanove nomi, troppi,
ma nei miti scandinavi sono Wotan e Donur,
ubriachi di idromele, a vincere il caos coi versi.
La nascita del suono e della forma, il significato.
Con la guerra, con la magia, col simbolismo Bahai,
studiando l’epoca vichinga e la tradizione norrena,
il numinoso e la profezia, troveremo il nome giusto:
perché si dice sia il centesimo, quello più grande di tutti.

Commenti
Da leggerti accanto alla Porta della felicità di un Topkapi che sa scomparire accecando con il riflesso dell'oro nel sole.
Grazie