«Per me si va ne la città dolente, per me si va ne l'etterno dolore, per me si va tra la perduta gente.» cit. Divina Commedia vv. 1-3
Ci sono cirri rosa nel cielo, che oggi non vogliono parlare,
e che nella paralisi ipnagogica della siesta sul mare
lasciano intravedere al cosmo la mia smorfia:
oltre il regno della percezione umana,
al di là delle illusioni del rapid eye movement,
sotto la spinta al principio del piacere allucinatorio.
Tutto è illusione: tu ed io, la nostra vita, e questa baia,
tutto ci riporta a mondi paralleli, ultraterreni,
a dimensioni istintuali indispensabili.
E nel sogno si realizza la fusione pulsionale,
fra la vita intelligente e una bolla di vento stellare;
attorno ai 4 gradi - come per le lacrime e l’acqua salata.
Ma ci vuole terra ferma, un mare denso e impenetrabile,
ci vogliono cambiamenti di stato, e ci vuole fede
per la crescita e l'economia della mente.
Così nelle profondità più recondite del pensiero umano,
il mondo si rovescia, e per circa undici volte
la nostra realtà si scinde in altri mondi.
Tanti universi che sono ugualmente veri,
tante possibili interpretazioni non interagibili
che coabitano nell’indeterminazione e nell’incertezza.
Ogni evento, conseguentemente, è come un crocevia,
come un punto di diramazione, di sincronismo,
in una relazione di complementarità.
Sono il macro-cosmo, i miei pensieri,
e laddove il tuo amore si insinua nello spazio,
il tempo si ferma per aprire un varco nell’incredulità.
Non c’è città dolente, eterno dolore o perduta gente,
ci sono tante menzogne quante domande,
e l’uomo che, spaventato, cerca Dio.
Te……..
una foto ingiallita
Quel colore degli occhi…..
Il cuore si tuffa nel ritmo del vuoto
e nella testa che però non annega
in quei laghi d’azzurro
Un moto di rabbia e un invito per te
Trovati un ponte
non uno qualunque
in questa città che ne è piena
Scegline uno dove il fiume è più fondo
dove le rapide spezzano tronchi
come fuscelli sulle pietre affilate
Adieu
Ti scriverò, ti scriverò
rubando il blu dal cielo
il bianco dalle nuvole
il rosso delle fragole
Ti scriverò, ti scriverò
prendendo il nero di un giorno
sfumandolo leggero
dipingerò il tuo ricordo
Ti disegnerò…ti disegnerò
con tratti di matita
prendendo dalla vita
la tonalità dei grigi
dei miei pomeriggi
in cui …ti scriverò…
un pò di arancione
di rosa
e delle nuvole
illuminate di rosso
ad accogliere
le luci tenue
della sera,
che corre silenziosa
sul mare.
In lontananza
vanitose
due barche
ondeggiano gelose
nel limpido specchio
in compagnia del
volo basso
dei gabbiani,
con i loro
colori smaglianti
di stelle marine,
cavallucci e
sirene che
a poppa e a prua
animano una
veloce
corsa.
Poco rimane
di quegli occhi
visti in un attimo,
non c’era tempo
per pensare ad altro,
le parole non servivano.
Ora devi solo capire
ed ascoltare ancora
il battito del cuore.
Una musica così gradevole
esalta i pensieri
se riesci a sentirla.
Poco rimane
di quei momenti,
quando una donna ti amava,
carpiva ogni tuo respiro.
Sembra passato un secolo,
di quei fiori appassiti
ed era ieri.
Quell'erba cosi alta
nasconde ogni traccia …
mentre i tuoi occhi
sfidano i miei
e le labbra tacciono
sorridendo
nell'attesa
Potrei baciarti qui
e rischiare
di assaporare il gusto amaro
della delusione
e nascondermi disincantata
rannicchiata tra i pensieri
nel buio della notte
Potrei potrei...
rubarti un bacio inaspettato
e constatare
che non potrebbe dispiacerti
come il tira e molla
di parole nascoste
tra le righe dei doppi sensi
che scagliamo divertiti
su di noi
E avventurarci infine
legandoci a nodi stretti
a questa follia emotiva
che ci accarezza
sfiorando i respiri
e ci stuzzica impertinente
attende impaziente
che tutto abbia inizio
Sono...
inviti a volare
gli sguardi le carezze
le parole
che sfiorano le labbra
e irrazionalmente ci fan perdere
tra i respiri
legati ai sospiri
che annullano l'anima.
Sono...
faro e poesia
quei pensieri che danzano
come aria invisibile
sfiorando i nostri corpi
fiaccati dal tremolio del mare
e dagli amplessi ardenti
di cuore a cuore
in attimi senza tempo
in questo nostro amarci
follemente.
di guerre e povertà
di scandali e quotidianità.
Vuota resta la scena
in un teatro di inutilità.
Fantasmi attaccati ad un tram
che passa e non sa
dove arriverà.
Deliri e oscillazioni
osservazioni scrupolose
di menti fatte di studi impeccabili.
Tradimenti che restano sepolti
dietro ad un sorriso smagliante
di incolti.
Non sembra vero
Raccoglierti in un lenzuolo
toglierti piano ogni velo,
stringere il tuo corpo nudo
aprire bene gli occhi e dir
...non sembra vero...
contare palmo a palmo
ogni centimetro del tuo corpo
baciarti dolcemente il collo
aprire bene gli occhi e dir
…siamo al mondo…
poi scivolare tra le tue paure
sorreggerti piano la schiena
e riposare tre le tue radure
…fino a sera…
controllare ogni battito
catturato nel tuo petto
e capire come in un attimo
tutto possa essere perfetto
…a godere e godere restiamo ora
su di un mare di… si e di ancora..
volgiamo vivere nello stesso pensiero
aprire bene il cuore e dir…
…non sembra vero…
« Moby Dick non ti cerca. Sei tu, tu, che insensato cerchi lei!. »
(Moby Dick, Cap. 135)
Nell’Oceano Pacifico del Sud, brilla,
a ridosso del Tropico del Capricorno,
la mia stella più cara: Pitcairn Island.
Un piccolo paradiso tropicale, dove,
fra la laguna e la barriera corallina,
in cima alla Collina delle Difficoltà,
la vita assume la sua forma finale.
La Baleniera Essex e il naufragio,
il cannibalismo e la natura umana,
Herman Melville e Moby Dick,
e poi William Bligh e i 47 giorni,
gli ammutinati del Bounty,
il Capitano Edward Edwards
con il suo vaso di Pandora,
i costumi liberi di Tahiti,
le tribù indigene di Tubuai,
il liquore forte di McCoy,
e quei mille, o forse più,
sogni, visioni, ed atolli.
È un mondo disabitato,
inospitale e selvaggio,
quello cui io anelavo:
e non lo avrei mai detto,
ma la storia è passata
anche per quei mari.
tutto si muove
tutto si colora
dai dipinti di una sala
fino al campo di girasoli
suonano le campane
la domenica a festa
vestiti in eleganza
non comune
saltano e corrono
sembra non avere tempo
il sole
ancora una carezza
di profumo
ancora un battito
di ali
e vola alta negli occhi
la primavera
trascina con se
anche quello che vorrebbe
implodere
lega nastri di parole
a nuvole di pensieri
accompagnando mani
e sguardi
verso l’estate
che segue il sentire
puntando col dito
il sigillo coinvolto.
Ha radici sul viso
e rughe di vetro
l’enorme amore
a inganno di cuore
Urla “Vivo alla vita”
e si bagna piangendo
nel mare in silenzio
corona di tempo.
Io muoio vivendo
al tuo solo pensiero
illumino a nero
il restante maniero.
E’ questo che sento
col cuore potendo
nutrire dolore
senz’ali nel vento
un vago timore.
Capire nel vivere
scrivendo in prigione
la muta agonia
di cara poesia.
Scritta su un fiore
si legge dolore
credere credere credere
fino ad amare
con pugni serrati
e intenti purgati.
Si scuote la mente
che triste acconsente
su pelle furiosa
la lama riaccesa
e lottando ha paura
ma cede alla pioggia.
Io sono la goccia,
la mia sola misura.
quello che la luna fa con la notte,
cosi vicina da sentire il suo respiro.
Imprigionata nel buio infinito
senza sapere come, dove
e quando finisce.
Attende allora l’amore nascosto
come un fiore che rompe il cemento,
s’intrecciano i venti
s’accendono le stelle
e l'incendio ha inizio!
sarà che inseguo sempre le mie ombre
e le farfalle variopinte della mia chimera.
Sarà che credo ancora nelle favole
e mi lego ai soprammobili e alla sua polvere
alle nostalgie di ieri e alle mie lacrime.
Sarà che sorrido ancora con gli amici
mentre sorseggio il vino all'osteria
e ci tocchiamo, ci verifichiamo
per capire quel che ancora siamo.
Sarà che porto ancora dentro il cuore
i miei momenti d'oro
sarà la primavera
o questo amore che mi tiene in volo.
Legato al graffio di una carezza
di un abbraccio come pegno
un orgasmo senza coito
un bacio sulla guancia
vorrei che mi lasciasse il segno
questa nuova alba.










