Ti fermi.
Accarezzato dalla flebile luce,
lo sgardo si perde nel tempo...

Vedi il dispiegarsi di un sospiro
in un attimo eterno.

E' una dolce brezza
nel vento...

 
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Profilo Autore: IAN  

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Ti fermerò
nei miei pensieri
ti chiuderò 
fra i miei ricordi
e tu sarai
vicino a me,
vela che corri sul mare,
dolce momento di un bacio,
dolce canzone di un sogno,
luce dei miei occhi.
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Bentornata da questo viaggio,
io da amico ti caldeggio
di strapazzi ancor far
e che, anzi, devi ancora riposar.
 
Bentornata e te lo dico
a nome d'ognun che t’è amico,
sappi che nel corso t’eravam vicino
anche se non t’accorgesti di noi,
del nostro regalino.
 
Or che a casa tua sei arrivata,
sicuramente i tuoi t’avranno abbracciata,
lo stesso facciam noi di questo club poetico,
augurandoti di presto rimetterti al meglio.
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Profilo Autore: Maurizio Vecchi  

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Cerco il tuo sorriso
che mi porta lontano
voglio illudermi ancora
una volta e…
vorrei  toccare ancora
quella terra dove
un giorno amai
posare i primi passi.
 
Il sole è appena nato oggi
e toccare con le mani
i germogli  freschi
ad un passo dal giorno
mi emoziona
rinasce l’anima mia
nel respirare  il profumo
della mia terra.
 
Tra le zolle fresche
spuntano le viole
e le giunchiglie
che sfioro senza
disturbarne la purezza.
Tu sei nella mia mente
e nel divagare
la natura si sente
m’offre il non pensare
di quel che non ho più.
 
L’ieri del lavoro
oggi negato
e con te terra mia
per qualche soffio
l’ho dimenticato.
 
Guardo questo sole
e… all’orizzonte il mare
i campi pieni di grano
e le vele bianche
guardo la mia fonte
d’acqua ora chiusa
e ricordo i girasoli.
 
Mi divago per non pensare
ma penso in questo divagare
e non c’è divago se non penso
l’anima in subbuglio
il mio sentire incerto…
una voce implora
lascia stare!!!
 
Guarda l’acqua fresca
che scende cantando
verso il mare
e sogna nel tuo
pensare!!!
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Profilo Autore: elvio angeletti  

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Verranno giorni
in cui, felici, su lidi
sabbiosi correranno i cuori
inseguendo aquiloni
che accecano al sole.
Verranno giorni...
Sarà giunta l'estate!
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Profilo Autore: catilo*   Sostenitrice del Club Poetico dal 15-12-2025

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Fredda la voce
della ragione cieca.

Un vuoto enorme
porta il nome del
vincitore sconfitto.

Così volli che fosse,
senza volerlo.

 
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Profilo Autore: IAN  

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A  Primavera
il cielo azzurro 
danza di rondinelle,
 
più in la in molti campi  coltivati a grano  
le  farfalle abbracciano  gladioli selvatici ,
anemoni e campanelline.

L'aria è tiepida sul paesino 
dai cento nascondigli,

dai prati verdi e  boschi rigogliosi,
dalle case appiccicate e colorate,
dai vichi stretti muschiati ed impediti,
dai  portali antichi e strade pietrate,
dai  fichi spinosi e saporiti,
 dall' abbraccio umido del mare
e dal  gorgoglio sotto  del fiume. 
 
Un falco stride nel cespuglio... 
  Una volpe spaventata 
accellera la corsa 
nel silenzio squarciato
             dal rosso tramonto.                


                                                          Al mio paese, Montepaone 


 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Alienato nella 
freneticità delle cose,
riesci ad ascoltare
il tuo respiro?

Un bisbiglio nella notte,
l'eco di un sospiro
lontano ...

Annichilito al pensiero
di non avertelo detto, 
ed essere ormai muto.

 

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Profilo Autore: IAN  

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Un dì ti svegliasti e ti accorgesti di essere uguale agli altri, pulsioni sessuali , occhi, bocca, sangue nelle vene. Ti accorgesti di essere come le persone che guardavi attraverso un vetro, dentro una teca. Avrei voluto avere la forza per avvicinarmi e chiederti chi fosse prigioniero della teca, se tu o loro.
Vorrei tu dormissi, perché fuori piove, perché bussano alla porta, perché ho promesso a chi ti ha sempre amato che avrei vegliato sulle tue notti, consapevole che se gli incubi avessero interrotto i tuoi sogni per noi non ci sarebbe stata speranza.
Mi bastavano le bugie, mi bastava il tuo “sto bene”, mi bastava non vedere le tue lacrime per illudermi che tu non soffrissi. Tu eri appena venuto alla luce quando io mi accorsi di essere uguale agli altri. Vidi dentro me l’ingordigia per le ricchezze, il divertimento per le angherie sul prossimo, gambe rese veloci dalla vigliaccheria , amnesie fittizie per salvarmi dalle mie colpe.
Ero uguale agli altri anche davanti al tuo dolore di cui fui padre.
Volevo chiederti scusa, ma non per medicare il tuo dolore, bensì per trovare la pace, per essere orgoglioso dell’umiltà albergante in me. Gli altri saranno anche tremendi, ma specchiandomi non trovo chi possa ritenersi migliore di loro.
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Profilo Autore: marco  

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Quando con la tua essenza
tu giravi intorno a me
cambiai pelle e coscienza
misurandole su di te.
.
Non m'hai detto e non so
il vissuto della tua storia
e per sempre ti ricorderò
in pochi attimi di gloria.
.
Tra le domande curiose
le attese e le proposte
si son perse mille cose
che aspettavano risposte.
.
So che né tu e né io
prenderemo una decisione
saranno le fauci dell'oblio
ad inghiottire un'illusione.
.
E quegli  echi di parole
mai state pronunciate
si son dissolti al sole
di una soffocante estate
.
Ma verrà l'eco di una canzone
non so ancora come e quando
mi riporterà un'emozione
e io piangerò cantando.
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Profilo Autore: littleangie  

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Una sorta d’inquietudine m’afferra
nella notte galavernosa
e non riesco a prender sonno.
Contemplo la campagna scura e azzurrigna
nel suo riposo rigenerante
dal ballatoio.
 
Nelle tenebre cerco un cesto
per metterci dentro,
come lucciole nel buio,
tutti i bagliori della vita.
 
Saltella una faina
sui rami dell’albero,
un topo fugge spaurito
oltre le striature colorate della roccia.
 
Brillio filiforme in una tela di ragno
tra foglie di eucalipti attraversate da aghi di luce,
iridescenze in una pozza d’acqua,
riflessi di luce nel cielo stellato
e, sulle labbra, strani batticuori.
 
Come turaccioli liberati
in fondo a un mastello d’acqua
i ricordi riemergono
dalle finestre della coscienza.
 
 
 
 
 
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Profilo Autore: Vincenzo Melino  

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“Del resto, a dire anche una parola sulla dottrina di come dev'essere fatto il mondo, la filosofia arriva sempre troppo tardi. Come pensiero del mondo, essa appare per la prima volta nel tempo, dopo che la realtà ha compiuto il suo processo di formazione ed è bell'e fatta.” Cit. Georg Wilhelm Friedrich Hegel
 
Apprendista, compagno o maestro,
cosa importa? Sono solo e profano io,
sono nient’altro che gente comune.
Ma mi intriga la civetta di Minerva:
come simbolo di serenità e saggezza,
di armonia e bellezza, di post-veggenza.
E mentre cerco la mia  luce interiore,
trovo sempre e solo lei, la filosofia,
che è come un miraggio e una bugia,
che è un segreto e un mistero invisibile,
la costante di Fidia, il mio ultimo scopo.
Per questo non sarò mai l’Uomo-Re,
la Piramide, ma sarà con il senno del poi,
che mi trascinerò dove batte il tuo cuore,
verso l’amaca, dove la luce filtra soffusa,
dove il mare si vede e si sente, tanto,
come l’eco delle poesie di Montale.
Ha ragione tu, Eugenio, siamo logori,
inanimati e inutili come ossi di seppia.
 
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Profilo Autore: Charlie  

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Direi che va bene così.
Il fondo guarda in su
della chicchera rimasta
dei Principi d'Aosta e di Genova
rinsecchito nella cesta
portata sulle spalle

un nastro uscito a morire,
il bottone rosso premuto
quello verde oliva sollevato
e un ricamo di ferro
applicato
due margheritine avvinte 
all'ultima foglia del tuo aprile.
 
 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Alle sette
del mattino
respiro
essenza d'ambra e
nettare dolciastro
tra foglie di artemisia e
alberelli in fiore...
l'erba
umida di rugiada
appare cristallizzata  e pesante,
mentre un raggio di sole 
impertinente e ignaro
si affaccia
su un volo di colombe,
ed è subito mattino.
 Allora
le nubi imbronciate
si diradano basse sul mare e
annegano silenziose,
 lasciando limpido il cielo,
mentre
due farfalle volteggiano
in un turbinio d'ali
un ciclamino rosa.
Pieno di  vita
e di freschezza
il giorno inizia !
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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E' morente nell’apparir il buio in vita
Trafitto cielo d’oblio tonante
fiamma timida, vuoto suo distante
con lingue ferme a indicar la fame  
che sventra l’animo nell’ora del falso niente.
L’attimo si rilassa nel dire io c’ero
e quel che resta roteando nella testa
è giostra d’istanti smarriti in tal tempesta
appoggiando il petto al mondo del bambino.
La vita è tenerezza dalla tomba al grembo
nell’amore il dolore è sempre troppo vicino
vivente paradosso a colmo del suo tempo 
madre cinta  dall’essere cimelio infetto
rinato morto sul grande suo cuscino.
Un fiore all’innocenza è tutto quel che resta
brivido nell’esser sempre a te destino
in piedi a stringere il tuo addio eterno.



 
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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