Bentornata da questo viaggio,
io da amico ti caldeggio
di strapazzi ancor far
e che, anzi, devi ancora riposar.
Bentornata e te lo dico
a nome d'ognun che t’è amico,
sappi che nel corso t’eravam vicino
anche se non t’accorgesti di noi,
del nostro regalino.
Or che a casa tua sei arrivata,
sicuramente i tuoi t’avranno abbracciata,
lo stesso facciam noi di questo club poetico,
augurandoti di presto rimetterti al meglio.
io da amico ti caldeggio
di strapazzi ancor far
e che, anzi, devi ancora riposar.
Bentornata e te lo dico
a nome d'ognun che t’è amico,
sappi che nel corso t’eravam vicino
anche se non t’accorgesti di noi,
del nostro regalino.
Or che a casa tua sei arrivata,
sicuramente i tuoi t’avranno abbracciata,
lo stesso facciam noi di questo club poetico,
augurandoti di presto rimetterti al meglio.
Cerco il tuo sorriso
che mi porta lontano
voglio illudermi ancora
una volta e…
vorrei toccare ancora
quella terra dove
un giorno amai
posare i primi passi.
Il sole è appena nato oggi
e toccare con le mani
i germogli freschi
ad un passo dal giorno
mi emoziona
rinasce l’anima mia
nel respirare il profumo
della mia terra.
Tra le zolle fresche
spuntano le viole
e le giunchiglie
che sfioro senza
disturbarne la purezza.
Tu sei nella mia mente
e nel divagare
la natura si sente
m’offre il non pensare
di quel che non ho più.
L’ieri del lavoro
oggi negato
e con te terra mia
per qualche soffio
l’ho dimenticato.
Guardo questo sole
e… all’orizzonte il mare
i campi pieni di grano
e le vele bianche
guardo la mia fonte
d’acqua ora chiusa
e ricordo i girasoli.
Mi divago per non pensare
ma penso in questo divagare
e non c’è divago se non penso
l’anima in subbuglio
il mio sentire incerto…
una voce implora
lascia stare!!!
Guarda l’acqua fresca
che scende cantando
verso il mare
e sogna nel tuo
pensare!!!
che mi porta lontano
voglio illudermi ancora
una volta e…
vorrei toccare ancora
quella terra dove
un giorno amai
posare i primi passi.
Il sole è appena nato oggi
e toccare con le mani
i germogli freschi
ad un passo dal giorno
mi emoziona
rinasce l’anima mia
nel respirare il profumo
della mia terra.
Tra le zolle fresche
spuntano le viole
e le giunchiglie
che sfioro senza
disturbarne la purezza.
Tu sei nella mia mente
e nel divagare
la natura si sente
m’offre il non pensare
di quel che non ho più.
L’ieri del lavoro
oggi negato
e con te terra mia
per qualche soffio
l’ho dimenticato.
Guardo questo sole
e… all’orizzonte il mare
i campi pieni di grano
e le vele bianche
guardo la mia fonte
d’acqua ora chiusa
e ricordo i girasoli.
Mi divago per non pensare
ma penso in questo divagare
e non c’è divago se non penso
l’anima in subbuglio
il mio sentire incerto…
una voce implora
lascia stare!!!
Guarda l’acqua fresca
che scende cantando
verso il mare
e sogna nel tuo
pensare!!!
A Primavera
il cielo azzurro
danza di rondinelle,
più in la in molti campi coltivati a grano
le farfalle abbracciano gladioli selvatici ,
anemoni e campanelline.
L'aria è tiepida sul paesino
dai cento nascondigli,
dai prati verdi e boschi rigogliosi,
dalle case appiccicate e colorate,
dai vichi stretti muschiati ed impediti,
dai portali antichi e strade pietrate,
dai fichi spinosi e saporiti,
dall' abbraccio umido del mare
e dal gorgoglio sotto del fiume.
Un falco stride nel cespuglio...
Una volpe spaventata
accellera la corsa
nel silenzio squarciato
dal rosso tramonto.
Al mio paese, Montepaone

il cielo azzurro
danza di rondinelle,
più in la in molti campi coltivati a grano
le farfalle abbracciano gladioli selvatici ,
anemoni e campanelline.
L'aria è tiepida sul paesino
dai cento nascondigli,
dai prati verdi e boschi rigogliosi,
dalle case appiccicate e colorate,
dai vichi stretti muschiati ed impediti,
dai portali antichi e strade pietrate,
dai fichi spinosi e saporiti,
dall' abbraccio umido del mare
e dal gorgoglio sotto del fiume.
Un falco stride nel cespuglio...
Una volpe spaventata
accellera la corsa
nel silenzio squarciato
dal rosso tramonto.
Al mio paese, Montepaone

Un dì ti svegliasti e ti accorgesti di essere uguale agli altri, pulsioni sessuali , occhi, bocca, sangue nelle vene. Ti accorgesti di essere come le persone che guardavi attraverso un vetro, dentro una teca. Avrei voluto avere la forza per avvicinarmi e chiederti chi fosse prigioniero della teca, se tu o loro.
Vorrei tu dormissi, perché fuori piove, perché bussano alla porta, perché ho promesso a chi ti ha sempre amato che avrei vegliato sulle tue notti, consapevole che se gli incubi avessero interrotto i tuoi sogni per noi non ci sarebbe stata speranza.
Mi bastavano le bugie, mi bastava il tuo “sto bene”, mi bastava non vedere le tue lacrime per illudermi che tu non soffrissi. Tu eri appena venuto alla luce quando io mi accorsi di essere uguale agli altri. Vidi dentro me l’ingordigia per le ricchezze, il divertimento per le angherie sul prossimo, gambe rese veloci dalla vigliaccheria , amnesie fittizie per salvarmi dalle mie colpe.
Ero uguale agli altri anche davanti al tuo dolore di cui fui padre.
Volevo chiederti scusa, ma non per medicare il tuo dolore, bensì per trovare la pace, per essere orgoglioso dell’umiltà albergante in me. Gli altri saranno anche tremendi, ma specchiandomi non trovo chi possa ritenersi migliore di loro.
Vorrei tu dormissi, perché fuori piove, perché bussano alla porta, perché ho promesso a chi ti ha sempre amato che avrei vegliato sulle tue notti, consapevole che se gli incubi avessero interrotto i tuoi sogni per noi non ci sarebbe stata speranza.
Mi bastavano le bugie, mi bastava il tuo “sto bene”, mi bastava non vedere le tue lacrime per illudermi che tu non soffrissi. Tu eri appena venuto alla luce quando io mi accorsi di essere uguale agli altri. Vidi dentro me l’ingordigia per le ricchezze, il divertimento per le angherie sul prossimo, gambe rese veloci dalla vigliaccheria , amnesie fittizie per salvarmi dalle mie colpe.
Ero uguale agli altri anche davanti al tuo dolore di cui fui padre.
Volevo chiederti scusa, ma non per medicare il tuo dolore, bensì per trovare la pace, per essere orgoglioso dell’umiltà albergante in me. Gli altri saranno anche tremendi, ma specchiandomi non trovo chi possa ritenersi migliore di loro.

Quando con la tua essenza
tu giravi intorno a me
cambiai pelle e coscienza
misurandole su di te.
.
Non m'hai detto e non so
il vissuto della tua storia
e per sempre ti ricorderò
in pochi attimi di gloria.
.
Tra le domande curiose
le attese e le proposte
si son perse mille cose
che aspettavano risposte.
.
So che né tu e né io
prenderemo una decisione
saranno le fauci dell'oblio
ad inghiottire un'illusione.
.
E quegli echi di parole
mai state pronunciate
si son dissolti al sole
di una soffocante estate
E quegli echi di parole
mai state pronunciate
si son dissolti al sole
di una soffocante estate
.
Ma verrà l'eco di una canzone
non so ancora come e quando
mi riporterà un'emozione
e io piangerò cantando.
Una sorta d’inquietudine m’afferra
nella notte galavernosa
e non riesco a prender sonno.
Contemplo la campagna scura e azzurrigna
nel suo riposo rigenerante
dal ballatoio.
Nelle tenebre cerco un cesto
per metterci dentro,
come lucciole nel buio,
tutti i bagliori della vita.
Saltella una faina
sui rami dell’albero,
un topo fugge spaurito
oltre le striature colorate della roccia.
Brillio filiforme in una tela di ragno
tra foglie di eucalipti attraversate da aghi di luce,
iridescenze in una pozza d’acqua,
riflessi di luce nel cielo stellato
e, sulle labbra, strani batticuori.
Come turaccioli liberati
in fondo a un mastello d’acqua
i ricordi riemergono
dalle finestre della coscienza.
nella notte galavernosa
e non riesco a prender sonno.
Contemplo la campagna scura e azzurrigna
nel suo riposo rigenerante
dal ballatoio.
Nelle tenebre cerco un cesto
per metterci dentro,
come lucciole nel buio,
tutti i bagliori della vita.
Saltella una faina
sui rami dell’albero,
un topo fugge spaurito
oltre le striature colorate della roccia.
Brillio filiforme in una tela di ragno
tra foglie di eucalipti attraversate da aghi di luce,
iridescenze in una pozza d’acqua,
riflessi di luce nel cielo stellato
e, sulle labbra, strani batticuori.
Come turaccioli liberati
in fondo a un mastello d’acqua
i ricordi riemergono
dalle finestre della coscienza.
“Del resto, a dire anche una parola sulla dottrina di come dev'essere fatto il mondo, la filosofia arriva sempre troppo tardi. Come pensiero del mondo, essa appare per la prima volta nel tempo, dopo che la realtà ha compiuto il suo processo di formazione ed è bell'e fatta.” Cit. Georg Wilhelm Friedrich Hegel
Apprendista, compagno o maestro,
cosa importa? Sono solo e profano io,
sono nient’altro che gente comune.
Ma mi intriga la civetta di Minerva:
come simbolo di serenità e saggezza,
di armonia e bellezza, di post-veggenza.
E mentre cerco la mia luce interiore,
trovo sempre e solo lei, la filosofia,
che è come un miraggio e una bugia,
che è un segreto e un mistero invisibile,
la costante di Fidia, il mio ultimo scopo.
Per questo non sarò mai l’Uomo-Re,
la Piramide, ma sarà con il senno del poi,
che mi trascinerò dove batte il tuo cuore,
verso l’amaca, dove la luce filtra soffusa,
dove il mare si vede e si sente, tanto,
come l’eco delle poesie di Montale.
Ha ragione tu, Eugenio, siamo logori,
inanimati e inutili come ossi di seppia.
Direi che va bene così.
Il fondo guarda in su
della chicchera rimasta
dei Principi d'Aosta e di Genova
rinsecchito nella cesta
portata sulle spalle
un nastro uscito a morire,
il bottone rosso premuto
quello verde oliva sollevato
e un ricamo di ferro
applicato
due margheritine avvinte
all'ultima foglia del tuo aprile.
Il fondo guarda in su
della chicchera rimasta
dei Principi d'Aosta e di Genova
rinsecchito nella cesta
portata sulle spalle
un nastro uscito a morire,
il bottone rosso premuto
quello verde oliva sollevato
e un ricamo di ferro
applicato
due margheritine avvinte
all'ultima foglia del tuo aprile.
Alle sette
del mattino
respiro
essenza d'ambra e
nettare dolciastro
tra foglie di artemisia e
alberelli in fiore...
l'erba
umida di rugiada
appare cristallizzata e pesante,
mentre un raggio di sole
impertinente e ignaro
si affaccia
su un volo di colombe,
ed è subito mattino.
Allora
le nubi imbronciate
si diradano basse sul mare e
annegano silenziose,
lasciando limpido il cielo,
mentre
due farfalle volteggiano
in un turbinio d'ali
un ciclamino rosa.
Pieno di vita
e di freschezza
il giorno inizia !
del mattino
respiro
essenza d'ambra e
nettare dolciastro
tra foglie di artemisia e
alberelli in fiore...
l'erba
umida di rugiada
appare cristallizzata e pesante,
mentre un raggio di sole
impertinente e ignaro
si affaccia
su un volo di colombe,
ed è subito mattino.
Allora
le nubi imbronciate
si diradano basse sul mare e
annegano silenziose,
lasciando limpido il cielo,
mentre
due farfalle volteggiano
in un turbinio d'ali
un ciclamino rosa.
Pieno di vita
e di freschezza
il giorno inizia !
E' morente nell’apparir il buio in vita
Trafitto cielo d’oblio tonante
fiamma timida, vuoto suo distante
con lingue ferme a indicar la fame
che sventra l’animo nell’ora del falso niente.
L’attimo si rilassa nel dire io c’ero
e quel che resta roteando nella testa
è giostra d’istanti smarriti in tal tempesta
appoggiando il petto al mondo del bambino.
La vita è tenerezza dalla tomba al grembo
nell’amore il dolore è sempre troppo vicino
vivente paradosso a colmo del suo tempo
madre cinta dall’essere cimelio infetto
rinato morto sul grande suo cuscino.
Un fiore all’innocenza è tutto quel che resta
brivido nell’esser sempre a te destino
in piedi a stringere il tuo addio eterno.
Trafitto cielo d’oblio tonante
fiamma timida, vuoto suo distante
con lingue ferme a indicar la fame
che sventra l’animo nell’ora del falso niente.
L’attimo si rilassa nel dire io c’ero
e quel che resta roteando nella testa
è giostra d’istanti smarriti in tal tempesta
appoggiando il petto al mondo del bambino.
La vita è tenerezza dalla tomba al grembo
nell’amore il dolore è sempre troppo vicino
vivente paradosso a colmo del suo tempo
madre cinta dall’essere cimelio infetto
rinato morto sul grande suo cuscino.
Un fiore all’innocenza è tutto quel che resta
brivido nell’esser sempre a te destino
in piedi a stringere il tuo addio eterno.








