Finché sarà poesia
vivrò di questo amore
Il tempo porta via
i fumi del dolore
amico sarà il tempo
e il vento a mio favore.
Finché sarà poesia
vivrò del tuo sorriso
L'ansia che provavo
di colpo è cancellata
respiro il tuo respiro,
e la tua pelle delicata.
Finché sarà poesia
vivrò del tuo calore
Presto sarà inverno
ma avremo ancor parole
e sussurri appassionati
brucianti più del sole.
vivrò di questo amore
Il tempo porta via
i fumi del dolore
amico sarà il tempo
e il vento a mio favore.
Finché sarà poesia
vivrò del tuo sorriso
L'ansia che provavo
di colpo è cancellata
respiro il tuo respiro,
e la tua pelle delicata.
Finché sarà poesia
vivrò del tuo calore
Presto sarà inverno
ma avremo ancor parole
e sussurri appassionati
brucianti più del sole.
4 commenti
Tramonto azzurro verdastro
tendente al grigio bianco,
nebbia rosa spenta
nascosta dai monti.
Giro le spalle
alla finestra grigia,
ai gelidi vetri
e al sortilegio della penombra.
Una grande pace
si disperde fredda
nell’astratta aria autunnale.
Osservo e dimentico.
E come un oppio
m’invade
una tenue nostalgia.
Poi la folla aumenta, un terreno della stessa specie
punte di tetti acuti caduti asciutti muti -
lungo via San Bartolomeo -
se ne andranno a poco a poco in polvere
platani, e si farà largo allora il vigile del fuoco dei miei piedi
ola kalà, dare un calcio al vuoto delle dame
tutte finalmente senza verdi affanni.

“Fa' ch'ogn'uno tralasci e balli e canti
l' aria che temperata dà piacere,
e la Staggion ch'invita tanti e tanti
d'un dolcissimo sonno al bel godere.”
Ah la trasognata ebbrezza del vino,
l’autunno che punge e il mio occhio che vaga;
e siamo incerti, e il cielo è foriero di sventure, quasi bisesto.
19189 Stradivari, la Caccia alle streghe, l’Adagio Molto,
la triade del Fa maggiore, la terra e il cielo, il mare,
e poi un sonno mai riverso.
Eccolo il riflesso rosso rubino, il pigmento cocciniglia,
e poi ancora un pensiero, un bagliore, un singulto:
forse davvero la vita sta tutta in un bicchiere,
forse davvero siamo tinte complementari,
la mescola che genera il grigio puro.
Così dormiremo sdraiati sul fianco sinistro
in modo da proteggere pancia e cuore,
serrati in posizione fetale a percepir l’amore:
come il colore del mondo al di là della forma,
come l’impulso all’abbandono,
il potere di una scelta.
Giallo-viola, rosso-verde, blu-arancione,
siamo la luce acromatica di Ottobre,
l’effetto dell'opposto affiancato,
un modello matematico astratto.
Siamo ubriachi, finalmente puri,
come queste radiazioni luminose
che penetrano i nostri occhi
e ci lasciano col ricordo di una nuance.
Siamo un pianeta mancato, forse,
ma siamo amore al suo equinozio:
una stagione mai più meschina.
Siamo il riposo della terra,
siamo la vita stessa,
la natura propria
del pigmento.
Alessandro a San Patriniano
Hai detto:
“ho visto gente piangere”,
quel giorno che ti ho incontrato.
Ed ero felice di trovarti
bello come prima,
pulito come prima,
lucido come prima...
E mi hai parlato del pane,
e mi hai parlato
delle loro parole,
dei silenzi
della forza
e del LIBERARSI...
E guardavo quella cravatta
che non avevo mai visto
e ti ascoltavo
mentre dicevi
che non avresti più potuto
Parlarmi,
Ascoltarmi,
Vedermi,
Accompagnarmi...
Io ero il passato
e in quel posto
il passato è cancellato,
il passato è passato
e deve essere abbandonato,
lasciato,
dimenticato...
E mi veniva da chiedere,
a quella gente,
se avevano provato a far capire
quale era il passato;
che non tutto era il passato
che io non ero quel passato...
E loro non c’erano
e io non c’ero...
Per loro eri solo un nome,
un paziente,
una cura...
Per me eri,
semplicemente,
il più caro degli amici!
E non ti ho aiutato
perché non c’ero
quando il passato è tornato;
nemmeno loro c’erano
ed è per quello
che hai vissuto l’ultimo atto:
perché eri rimasto
solo...
Hai detto:
“ho visto gente piangere”,
quel giorno che ti ho incontrato.
Ed ero felice di trovarti
bello come prima,
pulito come prima,
lucido come prima...
E mi hai parlato del pane,
e mi hai parlato
delle loro parole,
dei silenzi
della forza
e del LIBERARSI...
E guardavo quella cravatta
che non avevo mai visto
e ti ascoltavo
mentre dicevi
che non avresti più potuto
Parlarmi,
Ascoltarmi,
Vedermi,
Accompagnarmi...
Io ero il passato
e in quel posto
il passato è cancellato,
il passato è passato
e deve essere abbandonato,
lasciato,
dimenticato...
E mi veniva da chiedere,
a quella gente,
se avevano provato a far capire
quale era il passato;
che non tutto era il passato
che io non ero quel passato...
E loro non c’erano
e io non c’ero...
Per loro eri solo un nome,
un paziente,
una cura...
Per me eri,
semplicemente,
il più caro degli amici!
E non ti ho aiutato
perché non c’ero
quando il passato è tornato;
nemmeno loro c’erano
ed è per quello
che hai vissuto l’ultimo atto:
perché eri rimasto
solo...
Tra cornamuse isteriche
e moltitudini di fango
io m'abbandono.
In questo letto straniero
dove la morte s'adombra,
tenue.
Come tenera pennellata
d'acquerello celestiale
tra cancrene amputatate e aliti di sangue.
{ occhi chiusi }
Un esercito di sogni nel mio cuscino
prende vita,
e anima la speranza delle mie visioni deliranti:
sogni di un altra vita,
stroncati da una lacrima porpora, brutale.
Macigno che cade assassino.
"Oh mezzaluna d'autunno,
riportami indietro
nei campi sterminati
della mia infanzia radiosa.
Oh mezzaluna d'autunno
proteggimi .."
Imploro gli ultimi respiri, a fatica.
E' finita.
e moltitudini di fango
io m'abbandono.
In questo letto straniero
dove la morte s'adombra,
tenue.
Come tenera pennellata
d'acquerello celestiale
tra cancrene amputatate e aliti di sangue.
{ occhi chiusi }
Un esercito di sogni nel mio cuscino
prende vita,
e anima la speranza delle mie visioni deliranti:
sogni di un altra vita,
stroncati da una lacrima porpora, brutale.
Macigno che cade assassino.
"Oh mezzaluna d'autunno,
riportami indietro
nei campi sterminati
della mia infanzia radiosa.
Oh mezzaluna d'autunno
proteggimi .."
Imploro gli ultimi respiri, a fatica.
E' finita.
Cigola tra i battenti del cielo
quell'oscura tristezza del giorno!
Tutta la pena vorrei affogare
nel vago mare stellato,
ma la falce celeste
recide senza indugio
ogni arbusto dei miei sogni.
Sono solo una misera incognita
della fatale
equazione della vita.
quell'oscura tristezza del giorno!
Tutta la pena vorrei affogare
nel vago mare stellato,
ma la falce celeste
recide senza indugio
ogni arbusto dei miei sogni.
Sono solo una misera incognita
della fatale
equazione della vita.
Tu sei entrata nella nostra vita
come un fulmine non di temporale,
ma lanciato dalla mano di Dio
Doveva essere così
era scritto nel cielo, hai squarciato l'universo
illuminando i nostri cuori
portando calore ed allegria
Tu con la tua esuberanza,
la tua risata che è musica
arriva dentro ed accarezza l'anima
Tu, e la tua generosità soprannaturale
seguendo l'esempio di Cristo
ti porti agli altri con discrezione
non facendo sapere
“alla mano destra, ciò che fa la sinistra”
Tu con il tuo sguardo birichino,
che nasconde la stessa sofferenza
che provo io, con un solo sguardo
noi parliamo amica mia ….
Soffri anche tu per il tuo amore
abitato dalla “Maledetta”
tiri da un pozzo magico forza, e tanto amore
come è bello essere stretta dal tuo abbraccio,
sentire la tua mano stringere la mia,
una linfa magica ci attraversa
donandoci serenità
Fortunato colui che come moglie
ti ha preso, e il frutto del tuo ventre
che mamma meravigliosa hanno scelto ….
Grazie mia dolce amica
il bene che ti voglio durerà sempre
è una corda forte a tre capi
io, te e Dio ...
*********************************************************************************************************
Alla mia carissima e dolce amica Cinzia
come un fulmine non di temporale,
ma lanciato dalla mano di Dio
Doveva essere così
era scritto nel cielo, hai squarciato l'universo
illuminando i nostri cuori
portando calore ed allegria
Tu con la tua esuberanza,
la tua risata che è musica
arriva dentro ed accarezza l'anima
Tu, e la tua generosità soprannaturale
seguendo l'esempio di Cristo
ti porti agli altri con discrezione
non facendo sapere
“alla mano destra, ciò che fa la sinistra”
Tu con il tuo sguardo birichino,
che nasconde la stessa sofferenza
che provo io, con un solo sguardo
noi parliamo amica mia ….
Soffri anche tu per il tuo amore
abitato dalla “Maledetta”
tiri da un pozzo magico forza, e tanto amore
come è bello essere stretta dal tuo abbraccio,
sentire la tua mano stringere la mia,
una linfa magica ci attraversa
donandoci serenità
Fortunato colui che come moglie
ti ha preso, e il frutto del tuo ventre
che mamma meravigliosa hanno scelto ….
Grazie mia dolce amica
il bene che ti voglio durerà sempre
è una corda forte a tre capi
io, te e Dio ...
*********************************************************************************************************
Alla mia carissima e dolce amica Cinzia
(O vivir con honor o morir con gloria)
La tranquillità dello spirito
è uno strumento il cui fine è la felicità.
E come per la Sentinella di Pietra che beve mate,
anche per noi la vita si risveglia assonnata, quasi fosse l’ultima,
fra la devozione del guanaco e il ricordo del mare, de la Feliz:
da dove questo Vento Blanco e il Ferrocarril Trasandino,
davvero sembrano la pace di cui ti ho tanto parlato.
La nostra finca esiste, è al di là del Salto del Soldato,
affacciata verso il Nevado de Las Tres Cruces,
sulla strada che da Bariloche porta al Cerro Campanario.
Con lo sguardo di chi respira Steppa Patagonica
ci chineremo a raccogliere pietre sulla Ruta del Visionario,
sul Sendero Solitario, alla Cruce del Rìo Seco,
e sarà lì che poggeremo il focolare:
così, fra i tuoi lunghi capelli gialli,
sarà di nuovo a casa la poesia.
Tu ed io, finalmente soli.
Giusto il tempo di versare gocce di lampadario
nella tua caraffa,
la carta al posto della birra
signori miei deboli di vescica.
Giorno d'estate va via già troppo fresco
a portare sulle spalle il golfino rombante d'aereoplano,
sapore di metallo
e squarciato in quattro, o un fico nel piatto.
Velocemente innalzo i piedi
come i poeti in cammino.

C’è qualcosa oltre le ingenue apparenze:
le stìmmate della tua infanzia
hanno artefatto l’apparente lucidità delle intenzioni
e la curvatura dello spazio- tempo t’assale alle spalle,
in un déjà vu all’inverso
dove il presente ed il passato s’incontrano indistinti
e le memorie insane dell'infanzia turbano il succedersi,
in un incontro di rabbia e di rumore
che tutto pervade e ironicamente
distrugge.
Mentre i girasoli, impazziti, volgono le spalle al sole.
le stìmmate della tua infanzia
hanno artefatto l’apparente lucidità delle intenzioni
e la curvatura dello spazio- tempo t’assale alle spalle,
in un déjà vu all’inverso
dove il presente ed il passato s’incontrano indistinti
e le memorie insane dell'infanzia turbano il succedersi,
in un incontro di rabbia e di rumore
che tutto pervade e ironicamente
distrugge.
Mentre i girasoli, impazziti, volgono le spalle al sole.










