Di elettrodi valori e fantasia
Le stelle lo capiscono per via
Che sono lontanissime ed arcane
Ma il cuore di un poeta non ha pace
Intento a percepire quale sia
La vera identità che lo attanaglia
Se vive o se possibile variare
La vita che gli tocca continuare
Allora se ne va ma tristemente
Ascolta tutto ma non sente niente.
La zanzara finge che sia la luna
e si accontenta di infilzare me
Mi viene addosso impazzita
sperando che quel frigo caldo sia irreale
Le Sfingi vanno in porti sicuri
ma intanto le lune sono fin troppe
e non sanno stare nemmeno lì fisse
Forse perché troppo vicine
e non ci si può fare affidamento
riempi i viali tu sera
giù giù fino alla passeggiata a lago,
sera con un mento quadruplo di nubi -
ancora poco pochissimo da vedere
venticello rosé con occhi in cui le scale erano muschi
si chiudono in me con un catenaccio.
Dicono che ti assomiglio
che ogni espressione ricorda te
certo...
è diversa la voce
ma è egualmente dolce
come gli abbracci che donavi
quand'io pargolo m'assopivo.
Vorrei ancora sentire la tua voce
urlare al posto tuo
e piangere...
piangere come non ti ho mai visto fare
per non affollare questa tua assenza
con questi pochi e sterili versi
uniti ai pochi ricordi
che ancora vivono in me
solo per sentirti ancora vivo
anche se...
per un minuscolo istante
e mentre sfoglio l'album delle tue foto
occhi pari ai tuoi
dicono che ti assomiglio.
ma raccontala piano, quasi sussurrando,
in modo che io sogni con le tue parole.
Raccontami di vallate incantate,
raccontami di montagne nascoste dalla nebbie.
raccontami, si raccontami di grotte piene di tesori,
e di galeoni pirati che solcano gli oceani della fantasia.
Raccontami una storia,
ma raccontala piano, quasi sussurrando,
raccontami di magiche creature fatte di luce,
raccontami di casete abitate da gnomi.
Raccontami, si raccontami di case scolpite nella roccia.
Raccontami la storia di una sirena innamorata,
di una bimba che affidava i suoi sogni ad un fiammifero.
Raccontami una storia,
ma fallo piano, quasi sussurrando,
raccontami una storia, ma una vera.
Raccontami, si raccontami la vita,
quella con i sogni di un bambino,
pieni di colori e di fantasia.
Poi raccontami ancora i sogni di un adolescente,
fatti di luce e ombre di batticuori inaspettati.
E infine raccontami la storia di un adulto,
con ombre e luci, speranze e desideri.
Raccontami, si raccontami una storia,
raccontami la vita.
Un fantasma dopo l’altro
e la fiamma che prima scaldava,
si può far fioca, flebile, debole.
Ancora un’apparizione su questo orizzonte
e potremmo di nuovo cader preda di allucinazioni:
i lamenti orribili, i verdi occhi luminescenti,
le tante illusioni tattili e olfattive
che trascinano la mente alla fede,
e l’anima alla malattia.
Ma ti porterò con me
attraverso il buco nella luce,
e dall’inganno di un poltergeis qualsiasi,
e dallo sdoppiamento di una proiezione astrale,
finalmente muoveremo all’ubiquità.
Saremo soli noi, nello spazio e nel tempo,
nel dovunque e nel per sempre:
saremo amanti telepatici,
tu, io, e l’eternità.
da sotto una sottana
s'incammina barcollante
trascinandosi al muro
già dipinto dall'arte, da passanti notturni
aiutanti insperati, nulla facenti
scossa
con disinvolto fermento
rincorre dalla creazione
con immutato divertimento
insudiciando o stupendo
lasciando una scia
come brusio
paga di lusinghe e pretesti
Voglia edace e sgraziata.
Solido pensiero marmoreo,
scroscio di granelli di polvere
come istanti agitati
frullano nel motore
mentre percorri veloce
le vie della mia stanza.
Delicati fruscii di stelle
oltre la finestra
e battiti di luna nella mente
affogata nell'acqua
dell'origine.
Seguo l'istinto
come docile coda
di cane addormentato.
Un silenzio aspro
di vento elettronico
ghermisce i pensieri
rimasti a terra.
da non salvare
niente ragione, intenso vuoto
tristi racconti senza verità
con poca esultanza
molta incuria, da lacrimanti cuori
scarni contenuti, esili significati
commozioni bugiarde, aggettivi infantili
luoghi di leggende e favole
melense combinazioni
fumose, ipnotizzanti
da spavento.
Apro testi e dispero
dopo qualche riga
senza lasciar segno di un pianto
felice del riciclo che verrà.









