il vento di tramontana
le stelle allontana
e mi spettina i capelli,
tra i marosi argentati
catturo pensieri
lasciati alla deriva.
Tutto il peso della vita
indugia sulle spalle,
più gravoso del vento
agita il mare dentro !
e nessun limite per la bellezza,
noi quattro come d'incanto dispersi,
noi quattro con quella strana certezza.
Pie donne a maledire i miracoli,
si fanno sentire anche nello spazio
dove il nulla crea tutti gli ostacoli;
ma proprio nel nulla brilla un topazio
come noi che pensiamo già al Natale,
come se lì ci nascesse qualcosa,
come se la casa fosse speciale.
Sai, temono un'altra festa noiosa
in cui le luci non sono un segnale:
ma dimmi se lo è a dicembre una rosa.
dal mondo dalla vita dal gioco dell’amore,
scriviamo perché intanto
non resta che sperare
in due filastrocche che vogliono comprare
le briciole di un mondo che non fa più per noi,
perché siamo degli elfi di un bosco ormai perduto
gli gnomi di un irreale foresta di sambuco
gli estremi sognatori di boschi di betulle,
gli antichi vogatori di un fiume sconosciuto.
Scriviamo perché intanto
non c’è altro da fare
i sogni sono vuoti
non c’è di che sognare
scriviamo perché il cuore
ci detta di rapire un’ultima speranza
per non dover morire.
Dietro voce d'acqua sosta l'umanità
in un aggiustamento d'ali di fringuello,
la luna chiara sulla sua fronte
rotea da millenni vuota
su cigolio d'astri.
Afflizione e basso di cometa risuonano
concentrici, ellittici.
Attendere
- meglio la notte che il giorno -
una carezza adibita ad eternità.

perché è nel rigore dei minuti
che è nascosta la verità,
ti porterò ad osservare
la tenacia che mette ali
al salmone per risalire fiumi,
perché in lui è nascosto
il vocabolario
della passione controcorrente,
ti farò alzare gli occhi al cielo
perché è nel passaggio delle nuvole
Il segreto del "tutto" che passa
e si avvicenda,
cercheremo un albero
trafitto da un fulmine
ed osserveremo
i suoi nuovi rami teneri,
per comprendere
che le tue radici forti
ti faranno rinascere
ogni volta che dovrai,
ti porterò al mare
d'inverno,
ti indicherò il volo di un gabbiano
e capirai
come la libertà può dominare il vento,
tuo padre ti porgerà arco e frecce
ti insegnerà,
con pazienza,
che potrai tirare a segno
ma solo dopo molti sbagli,
ti darò un bacio ed una carezza
sulla fronte,
fermi... ripensandoci ,capirai
e riconoscerai
baci e carezze
che hanno l'eternità del tempo.
I ricordi inseguono
capelli sparsi
dal vento aspro dell’oblio,
le onde, le trecce
dei sogni di fate remote,
i giochi di fanciullo
immemore di futuri
già passati.
Mani sottili e occhi complici
nelle notti blu d’insonnia,
nelle sinuose insinuazioni
di gambe color tramonto.
Perchè tifi una squadra diversa
da quella della tua città?
Perchè non sei Cristiano
e cattolico come tutti noi occidentali?
Perchè non porti tautaggi,
nè percing come tutti?
Perchè non hai l'ultima versione
dell'Ipad? Dello Smarphone?
"Perchè voglio scegliere io
cosa essere."
serpeggia la luce
ondeggia bagnando la riva che
ritrovo di perduti passanti ciechi
gravida il bosco vicino, osservante
di more e ghiande, pronto a cullarsi
di cesto sembiante
che dell'evento mormora appena
prima di addormentarsi
mentre l'acqua continua a sussurrare nei sogni
dal suo letto
ai bagliori del tempo.
forse chissà, se domani ci saremo
forse chissà, domani dove andremo
al sorgere del sole il tutto può cambiare
il filo che ci regge potrebbe anche spezzarsi
e allora chi saremo con tutti i nostri vizi
con tutti quei servizi del nostro andare avanti,
forse chissà se il mondo ci sarà
domani chi lo sa se ancora leggeremo
di storie o di poesie
o di palpiti d’amore
protesi ad inventarci
com’è l’eternità.
del tuo sorriso
mi consuma le palpebre,
che tremano ingenue
come foglie vergini
al vento imbizzarrito.
Il tuo odore magnifico
mi estasia, mi ipnotizza..
Mi ubriaca a tal punto,
da non chiedere piu'
-davvero- altro paradiso.
hanno il canto delle cicale
nelle notti matide
d'estate.
I bambini
hanno lacrime come foglie cadenti
in attesa
di un vento caldo d'autunno
a soffiarle via.
I bambini
sono come lupi
affamati nella neve
d'inverno
in cerca di tracce.
I bambini
sono germogli
in primavera
che insegnano
lo stupore della vita.
Se ne stava fermo sopra la ruota
dondolante sotto l'antico tiglio,
cercava l'attimo come un idiota
ma le foto non venivano meglio.
Nascosto sul ramo con lei di sotto,
il muso sul tronco per far la conta.
Conta fino a sette, conta fino a otto,
quel che basta per lasciarci un'impronta.
Ma l'occhio tappato per distrazione,
la lente messa a fuoco per amore,
scatti sfocati per un'emozione:
lui inesperto conobbe lo stupore,
cadde come foglia: senza una ragione.
“Legge degli istanti, non hai più valore”.
non può adombrare il sole dell’aurora,
i fulgidi pensieri del mattino
non possono penare con la sera,
al tuo intimamente sospirare
rivolgo i miei lamenti recidivi
di amore soprafatto dalle pene
di un vivere in anonime sembianze
di tante moribonde mie speranze
che annegano nel vuoto del tuo mare.







