se le falsità
mettono radici,
dove la ragione
va a morire .
Quante volte ho
lasciato i segni del
mio dolore sul tuo corpo.
Avrei rubato la tua dolcezza ,
fatta mia,
per poi ridonarle quel vigore
che un tempo respirava di te .
Solo,
fuori dal muro resto,
per diventare traccia
sull’ombra della tua vita
Al di fuori di strepiti appenninici
e di cinture di selve
svaniscono i pensieri coerenti,
fusi in fievoli ombre
di colline.
Aspri sentieri,
venuzze di bronzo,
selci celesti,
si sciolgono in turgidi calanchi
e affiorano, come da un caleidoscopio,
in filettature verdazzurre,
nella buccia rutilante
di fichi e mandorle.
Vittoria so che ama la neve
e quando i campi ne sono pieni
lievitati ad uno stadio superiore
lei è come l'ultima foglia d'un manicomio
dimentica del tinello di ciliegio
del colletto con le punte aggrovigliate -
la neve è arrivata oggi alle undici di mattina
prima di pettinarsi,
quando il treno da Mosca ha fatto il suo ingresso nell'atrio
pronto a liberarci tutti.

i colori seminati
dal verde tuo destino,
dai teneri fiori di campo,
dal tuo sguardo lucido
e il caldo tuo orizzonte.
Non est pecunia-
Affrettarsi di volti alla stazione
in cerca di solidità,
ma vuoto l'essere
si nutre del sottile balenare
di una felicità senza prezzo.
quando al rientrando a casa
saro' sola.
Nella sera,
mai cupa
disegnero' di colori
queste stelle,
che mi vestono
con le loro cadenti scintille.
Una bambina,
un cuore tenero.
Mai nessuno mi rubera'
questo sogno.
Sogni di donna
cuore di bambina.
Mani che colorano la sera
in questa stupenda magia
da cui non riesco a svegliarmi.
Mai nessuno
mi portera via il sogno.
Entrero' in casa
L'irreale saggezza
di chi chiude la porta
senza voltarsi.
Nella mia fantasia
vuoti d'anima
e notti e giorni palpitanti
di ricordi.
E sono attimi fragili
che trattengo e colmano la sete,
sono mazzi di papaveri
che consolano i sensi e il sonno,
sono fuochi accesi
che inceneriscono la mia sera.
tu non temere
principessa Pettirosso...
ho racchiuso il fluido Tudemai
con le briciole della tua festa
in sospesa bottiglia di vetro blu
bevine un sorso ogni giorno
e se tutto andrà secondo i piani
questa primavera di tepori
dopo la neve prevista a stelle
dopo le spine tolte dagli occhi
resterà soltanto una macchiolina
di mela matura rossa sotto la gola
con sgomenti sospiri,
consegniamo al tempo
l'incapacità d'attendere.
Squarci di sole nel cielo,
ticchettando
sulla clessidra del vivere.
--
We dissipate doubts
with dismayed sights,
we commit to time
our inability to wait.
Sun breaks in the sky,
ticking
on life sandglass.
della notte, trovò sorpreso un idèa,
sorridente e così radiosa almèa
che le fattezze mostrava incèrte
Un vispo danzar di merletti cèlebra
quel giorno, mentre una strenna di lùce
coscienza rivela e confini addùce
la dove solenne c’era la tènebra
Si volta a salutare quel ricòrdo;
Un sorriso per quella fatuità,
un offerta per la sua vanità
e nel sole spiccò come il tòrdo
il vuoto dentro
e fuori, devastante.
Osservo il viso della gente,
senza sorriso, preoccupati,
ansiosi.
La depressione
prende
il sopravvento.
Improvvisamente...
capisco
il mio cammino è finito.
Non ho
più nulla
da vedere qua.
Lo sguardo si perde
nel cielo immenso
oltre le nuvole.
Ci sarà molto da scoprire
una seconda vita
tutto sarà nuovo.
Volti ritrovati
oltre le nuvole
la vita riprende.
mentre rincasavo dalla notte,
ancora una volta perdente,
io.
La marea degli anni
mi coprì di un ricordo stempiato
mentre coltivo rose
e saluti...
tra la nebbia
che mi investe, incredula,
con voce secolare
d'odio e d'amore.
Io ritorno a te,
mio delicato pensiero assiomatico
di giglio acquatico,
di madre distesa nel vacuo.
Appari mite, in un angolino
infreddolito, dove vicino
a finestre c'è il cielo
che si chiede, se sopravviverà
se i rumori potranno stonare
e dar spazio alla quiete felice
che non si spaventa, di quel che
accadrà, ad uno oscuro futuro
disarmato senza batticuore
e lame ben affilate, fra luci
nella nebbia calata
insistentemente
e farò in modo
che il tempo rallenti
cosi ch'io possa guardarti
poterti leggere
e scavare dentro il tuo cuore.
Mi fermerò a lungo
cercando di non distrarmi
mentre scende adagio la neve
ponderando le parole
provando a non ferire l'attimo
colmo di nuova luce.
Mi fermerò ancora
dentro un altro Natale
fra le promesse scombinate
di un futuro migliore
schivando le falsità dagli occhi
che assicurano pace e amore.
Per te sarò
come una giunchiglia
che sul petto stringe il sole
e conta le notti per respirare i
profumi di ogni fiore.
Per te sarò
uno sguardo delle nuvole,
per le mani un verso che spia l'inverno,
per l'anima un tramonto nudo
sulla sabbia del mare,
per la voce un ricordo
fermo nella fretta del cuore!









