Cielo e mare
Opera da castori
Nella foschia del Nordsee
tra flutti
arginati da quel gigante buono
che lo separò dallo Zuiderzee
s’intravedono all’orizzonte le Frisone
dai possenti cavalli
Dall’opposto lato
l’Ijsselmeer attende in silenzio il ghiaccio
mentre accoglie calmo in un abbraccio
L’Ijssel che da poco ha salutato il Reno
a dividerci la luna
dal gelido sapore,
a dividerci l'anima
da un frammento di colore ,
a sigillare
le nostre pagine imbrattate
dai profumi fruttati
dell'estate.
A dividerci
un sordo e muto crepuscolo,
due stelle e un pò di buio
nel cuore.
possa guarire
ci son tormenti
che non danno tregua
logorandoti all'infinito
su fili sottili, stesi
e mai guariti nelle anime
rapprese dei cervelli
pensanti di tutte le ore
sbiadite
Sebbene ci si provi
il rimedio non c'è
e passi dal buio del giorno
e della notte, ad immaginare
di salvare, l'universo crollato
di un tempo
che sazierà i sentimenti,
in cerca di luoghi
dove si dilateranno i sospiri
oltre i venti di queste stagioni,
dove l'ultma barriera
tra il sogno e la materia
sarà un sorriso incredulo.
Quì un cigolio di lamiera
denso di solitudine
fa da sponda alle domande,
quì il vuoto e la bellezza
si incontrano per un destino inevitabile
mentre volteggiano sulle lacrime
i petali dei ricordi
di tutti i cari amati.
Se invece ne avete, pardon!
Sono almeno 15.000
sparse in un libro ideale
che si regge con un pomello lunare
o guarda tutto di sfuggita
con occhi ad anelli con satellite orfano -
e andando avanti nel tempo
sempre più mi lascia una sgradevole scia
come da medico scapolo poco lavato.

Ho vissuto tempi
In cui ogni cosa era niente,
dove
il mio calore appassiva
senza sole mi bruciavo .
Ti ho cercata in ogni volto,
in ognuno
leggevo il tuo nome .
E ho dipinto ancora
quelle foglie d’autunno
per rinverdire la mia vita ,
dare un senso
all'eterna fonte .
Tu tempo di vita
rinasci in stagioni,
dai colore al rosso passione .
È tempo di te
di me
di noi
di questi momenti brevi .
Di un autunno !
Ha il verde sulla chioma ;
il dolce tuo sentire.
il sorriso stampato sul viso
tutto per te.
Un sogno
un desiderio.
Occhi chiusi
immaginando
una torre la più alta della città.
Il vento soffia alto
passa nei capelli... fischia.
Come se parlasse
qualcosa freme nello stomaco.
Sale fino in gola
ed esplode
gioia e felicità.
Quel raggio di sole
nasce dietro le montagne.
Innalzandosi fino al cielo
un raggio di sole
caldo e prezioso come l’oro.
Quel giallo intenso
che arriva sulla pelle.
Dentro le ossa...è li rimane
come pietra lavica
per sempre.
Come il pane che mangiamo
come l’acqua che beviamo
come le tue mani su di me
che percorrono i sentieri
del mio intimo sperare,
come il suono della tua voce
che raggiunge i miei sospiri,
come l’alito che sento
quando spii nei miei sogni,
come il sole del mattino
che gareggia con l’aurora
così sento la poesia
che riempie la mia vita.
E' curioso
incontrarsi per caso
e fondere
piacere con il sorriso.
Quelle distanze
che si accorciano
nel pensiero di incontrarti.
La curiosita'
spinge verso orizzonti
di fantasie,
che vivono dentro i cuori dei bambini.
E' cosi' bello
correre,
per poi fermarsi davanti a te.
La vita mi regala
perle di saggezza
diamanti di allegria,
verde come lo smeraldo
il mio pensiero,
chuiso in un fermaglio
che racchiude
la perla piu' preziosa.
L'amore
Cercami,
quando la notte
sentirai il bisogno
di parlare.
Tra le lenzuola,
il mio nome.
Sfiorare
senza mai toccare,
cosi' le carezze
pian piano
scivoleranno sul tuo corpo.
Sospiri....
e dirai basta
per ricominciare.
La tua pelle
come un'arancia,
carica di fragranza.
Aspetti...
Arriva intenso,
forte,
caldo.
Nell'ansito che placca il respiro
l'ardore adesso dorme
chiuso
dentro i tuoi occhi.
Nel rosso del cuore
battiti
in un sorriso
il mio nome
Il cantico del mondo
sotto una ripetizione di stelle
coi segni di fili scuri nelle mani
Sassi e frantumi, sogni catapultati
nell’età del nulla
felicità da osanna nei taschini
tenuta dentro
per la paura di svanire
Sale un ascensore dai mercati del caos,
i piedi molli ad un’altezza
porteremmo
fuori dal suolo duro
con gemme aperte al gelo
e spine d’ombre
che anche fanno parte
della luce
È una corda tesa
la porta del silenzio
che spegne ogni pio sorriso
e oscillando tra le chete foglie
si cela in un granello di sole.
La porta del silenzio
è un bambino
perso tra le foto in cornice
e nel cielo che nasconde le stelle
senza lasciar traccia alla via.
La porta del silenzio
è un frutto maturo
che accarezza il palato
è l'essenza della solitudine
che libera dai ferri le caviglie.
lontano dal tuo seno
è tutto piatto ma inconsueto
però devo fuggire
quando abituato ai tuoi baci
vado a cercare l'inizio del tempo
nelle sfumature dei colori nei quadri
appesi alle pareti di gesso
sulla linea tangente alla mia obliquità.
E ritorno strisciando
come un legionario dal suo deserto
cercando carezze
nelle certezze di sospiri sospesi nell'aria
e tu che mi aspetti come si aspetta il tramonto
mi apri le braccia, le gambe, il tuo grembo
ed io mi distendo stanco e ferito
con negli occhi la luna e sulla schiena il rimorso
mi accogli come una madre dentro il suo fiore
tra le maree di orgasmi infiniti.
Ritorno sempre da te
e così sempre sarà
fino a quando queste mie gambe
avranno la forza di scavalcare le dune
fino a quando questo mio cuore
non verrà calpestato dalle mie stesse paure.
E ritorno sempre da te
e tu sarai ad aspettarmi
alla finestra cantando il perdono.
Sarò solo una poesia
nell'azzurro
dove solo il vento mi vedrà
e da là ti parlerò
ti dirò quanto ho ascoltato
la mia verità, perchè possa
tu comprendere
che bisogna accettare
anche se male farà
ma non come la menzogna
che lentamente sfinisce
e per sempre morirà










