Guarda i miei occhi
senza tempo.

Come l'amore
gridato
al mondo,
perche' dentro di essi
ti perderai
e allora
vorrai amarmi
e sentire
la tenerezza
la passione.

Guardami adesso
ascolta le mie parole,
in loro vedrai
cio' che ogni uomo desidera.

Il piacere
il brivido.

Anche se lontano
le mie mani ti sfioreranno.

La lontananza tua amica
adesso,
io,
saro' per sempre con te.

Amico di un tempo cosi' recente,
vissuto con tutta l'intesita' di un passato.

Ti voglio bene

 
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Profilo Autore: Eleonora  

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Non esiste il paradiso
ma,
esiste il cielo.

Perche' non volare con la fantasia
e viaggiare
in questo azzurro mondo.

Non ho varcato la soglia
non esiste barriera.

Ho camminato
accarezzando le nuvole,
stanca
mi sono seduta
davanti al libro del destino,
dove solo pochi
possono guadare.

Pagine bianche
accenni di inchiostro,
ruvide tracce
di chi e' passato per quella strada.

Pagine senza parole.

E' questo il cielo.

Un libro bianco
dove le parole ci sono
senza bisogno di scriverle.



 
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Profilo Autore: Eleonora  

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Tra poco finisce anche questo tempo
con qualche coda di ruggine e bellezza
Qualcuno già saluta con la mano alzata
salendo sul treno che sa di ritorno
ma fischia l’oltre e il dopo
 
Corrono perfino gli alberi, tutti bianchi
con le folate dello stesso verso
Tu conosci un segreto e come si dissolve ?

No, i segreti  girano come curve
ci fanno sorridere nel buio
E il cielo è pieno di segni quando è nudo
intoccabile angelo che alita
dietro la nuca
 
 
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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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metto la maiuscola iniziale oppure no,
no, no, deve esprimere
un frettoloso passaggio di cipria stellare
difficile da vedere a occhio nudo,
non si sa se un viaggio,
in direzioni di severità, o con gesto di semina.
Siamo del vino versato sulla tovaglia
da un pianetastro disattento

o solo un fruscio, l'ultimo tratto lo
strascico-fradiciume di una casualità, la
vita che gira l'angolo di un vicolo verde, -
oh sì sembrava un'ebbrezza,
che va a chiudersi in una porticina.


 
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Profilo Autore: Alberto Automa  

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“Sophie, quando questo corpo tornerà ad essere polvere  brevi aliti di vita soffieranno in alto il mio spirito,  non  rimpiangerò la mia carne sofferente  ma vorrò riappropriami di quegli istanti  in cui questo cuore , in quelle due ore fu tuo  mia Musa,  solo allora mi ricongiungerò  con quello che sono sempre stato  Infinito.” 
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Profilo Autore: oasiall  

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Sarà che è freddo fuori
sarà che tutto è fermo
abbottonato  ai  vetri  l'Inverno.

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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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La casa invasa dai colori 
tele sui dei piedistalli 
alcune iniziate e lasciate a metà, 
come i tuoi giorni 
altre imbrattate, come i tuoi ricordi

Tante finite 
in fondo a destra 
la firma strana, scherzo
dell'anima, 
come tutti gli artisti. 

Tu sei diverso, 
freddo, scostante, isolato 
come un eremita 
volgi lo sguardo
al vuoto.

Non hai cuore 
dici che te lo ha
strappato la vita, 
le sofferenze 
ti hanno indurito. 

Le tue opere 
trasmettono l’agonia
della tua vita
che tutto d’un tratto 
diviene di dominio pubblico. 

Gli artisti 
sono cosi,
destinati 
a rimanere soli 
per una breve eternità.
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Profilo Autore: Silvana Montarello*  

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Chiedo ragione.
Mancava tanto così...
Troppo orgoglio.


 
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Profilo Autore: Marco Ghitti  

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E' arrivato il giorno
davanti a me
il tuo viso di donna
pieno di ombre
eppure cosi' vivo.

Avrei voluto che il calore
sciogliese il gelo
del tuo cuore,
stringerti
e non farti sentire piu'sola.

Il tuo essere donna
quella gioia nascosta
sempre pronta a rivivere.

Le tue ombre
amica mia
sono una sconfitta,
per chi come me
impotente
ti guarda
e vede il tuo viso
appassire senza carezze, amore...


Come il tuo dolce cuore merita
e che questa ingrata vita ti priva.

Sei il germe della vita
dolce tenero fiore
di un'amica.


 
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Profilo Autore: Eleonora  

Questo autore ha pubblicato 73 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Mi guardi
con gli occhi pieni di nostalgia
dietro ad un lume acceso.

Sai  di crepuscolo e d'inchiostro 
sigillato  su un foglio infinito
a Dicembre.

Ti tengo cosi,
steso  come si tiene il cielo, 
rubando  le stelle
 posso intuire i tuoi pensieri
e raccogliere i  bagliori 
distratti e caduti  
 dove cade la neve.



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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

Questo autore ha pubblicato 966 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Una dolce giornata di primavera 
le persone hanno gli abiti tirati sù
per cogliere i primi raggi
Donne pallide in viso
con gli ombrellini
bambini che giocano a riva
con enormi castelli di sabbia
un po'instabili

e la fatalità del momento
come se questi istanti 
non potranno avere seguito
Il mare ancora scuro 
un Sole a squarciare le nubi
dipinge ciò che accade
L'armonia pervade gli animi
la gioia per la nuova stagione
nell'idilio di colori e profumi
L'onda riversa
le sue perle 

conchiglie pesci   
ragazzini 
 con le gambe bianche
tentano di catturarli

 l'acqua è ancora fredda
i loro tentativi sono goffi

le mamme sorridono
tutto risponde
alle aspettative
dei partecipanti 

Cani che corrono giocosi
le signore stanno attente
che i loro figli non esagerino

tutto è così tranquillizzante 
un lungo rifiatare
dopo gli affanni dell'inverno.



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Profilo Autore: Simone*   Sostenitore del Club Poetico dal 25-03-2023

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«Se gli architetti che hanno costruito Genova avessero avuto spazio, se avessero potuto abbandonarsi alla fantasia e senza ostacoli ai loro capricci, non avrebbero potuto trovare le infinite risorse e la multipla varietà di motivi, di disegni e disposizioni ai quali la facciata dei loro palazzi deve un'originalità di carattere, e che introduce in ogni anfratto l'inatteso della grandezza.»

(cit. Louis Enault)
 
Oggi che piove, vecchia mia,
e che l’odore del tuo mare
si fonde con quello dei fiumi,
forse potrei dormire anch’io:
fino a pomeriggio inoltrato,
soggiogato dalle vibrazioni
proprie del poeta di razza.
In balia come sempre
del tuo respiro
e della tua complessità,
potrei persino essere io
l’uomo che pensa e che riposa:
con l’orecchio a ridosso delle mura,
nel susseguirsi di botteghe buie e sporche,
nel vociare di osterie e magazzini,
 di vele e catrame,
e con l’occhio rivolto ai ragazzi
dalle magliette a righe.
Sono loro i miei piccoli acrobati,
che come tante stradine intricate
in declivio su tetti di ardesia,
rimandano il cuore
al cupo silenzio del giorno dopo,
alla quiete del post disfatta.
Ma se fossi nato prima,
durante “El siglo de los Genoveses”,
potrei essere stato anche io, come te,
superbo per uomini e mura,
con i miei carruggi e le mie spianate,
i miei sagrati, le mie ville e i miei palazzi.
Se così fosse stato,
avrei incendiato la casa del Boia,
e poi cosparso le strade
di petali e fiori
per dare asilo alla povera gente.
Sono loro in realtà
il nero serpentinite, il bianco quarzo
e il rosso diaspro,
sono loro l’unico risseu carrabile,
gli unici ciottoli di cui si può
andare orgogliosi:
le mura del Malapaga
in prossimità dell’asilo notturno,
dell’opera pia del Massoero,
tra le macerie di ieri
e le troppe lapidi
di oggi.
Genova, amore,
tu mi appari
solo in sogno.

 
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Profilo Autore: Charlie  

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Congiungo le mani
come sacerdote assiro,
emetto pensieri cuneiformi
che legano l'anima
ai tuoi modi gentili
mentre sorseggi nel giorno
l'ultimo thè
seduto sul trono della solitudine.
Cerimoniali sotteranei
di cuori anonimi.
Punto e a capo:
non mi resta
che una virgola di luce
nelle viscere di una notizia
che non inquieta nessuno.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

Questo autore ha pubblicato 261 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nelle mie mani i tuoi solchi.
Nelle mie impronte tracce di te.
Ogni tuo sguardo, ogni tua carezza,
ogni tua offesa, mi dà nuova forma.
Io non sono più io, eppure mi riconosco:
son di noi l'immagine composita.
Io non sono più io, eppure sono integro:
son di noi l'insieme degli elementi.
Io non sono più io, eppure ho vecchie radici:
son di noi il seme germogliato.
Nessuno di noi si dica solo,
non guardando le proprie mani.
Ciascuno di noi si dica unico,
si liberi dal desiderio
di fondersi negli altri.

--

In my hands marks of you
In my fingerprints traces of you
each glance, each caress of you,
each offence, gives me new shape.
I am not me any longer, and yet I recognize myself:
I am the image of us together.
I am not me any longer, and yet I am one:
I am the set of our elements.
I am not me any longer, and yet I have old roots:
I am our bud that has germinated.
no one of us can say he is alone,
at least not looking at his hands.
each one of us is unique
just needs to free oneself
from the desire
to melt into the others.
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Profilo Autore: Marco Ghitti  

Questo autore ha pubblicato 44 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Senza fretta, piego il capo

e mentre si alza la tempesta

un raggio di sole

riesce ad attraversare la finestra

inondando di luce la stanza

dove ogni cosa è inerme

fuori dal mondo.

E sento levarsi la voglia di piangere

mentre sempre più cattivo

l’odore di muffa attacca i sensi

e si impadronisce dei pensieri

allontanando il sorgere del sole.

Niente ruota più intorno

la realtà continua a scorrere

sfuggente, astratta e come un parassita

aspetta il notturno sbocciare

per intrecciarsi, con il buio dell’anima mia.

Dietro… i ricordi.

Davanti… nessuna speranza.

Ora… l’attesa che più mi spaventa

che come un fiore appassisce

lontano dal tuo cuore.

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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

Questo autore ha pubblicato 331 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
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