Tristezza stasera  
è vedere gli amici che si annoiano,
tristezza stasera
 è vedere un bambino che soffre,
vedere un nipotino che ha la febbre,
vedere i suoi genitori che piangono,
vedere che il mondo sorvola
sui mali del mondo,
vedere che nessuno più si diverte
preoccupato del posto di lavoro,
capire che nessuno
più crede nel matrimonio,
nelle canzoni, nella musica,
nel dolce richiamo dei fiori a primavera.
Tristezza è non capire i figli
nella loro gioventù,
nell’amore che forse non esiste
nella cruda realtà
di un vivere infelice.
Tristezza è non credere
nei giorni di festa
nell’abbraccio sincero di un essere umano,
tristezza è non credere
che esiste l’amore.

 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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Delicata tu sei,
come un fiore
ricamato in un lenzuolo.
Ed io ti respiro
come l'aria dentro il cielo.
E mi piaci così
quando sei spettinata
e un pò poco truccata.
Io coltivo di te
ogni tua passione
facendone mia radice
eterna dentro il cuore.
Sei natura
di un risveglio
in un mattino pieno di sole.
Il profumo di una rosa
il fuoco di un camino
sempre acceso,
delicato petalo profumato
fai sbocciare il mio cuore
in un eterno amore...
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Non odora di pesce

quasi del gran fiume il marciapiede

in questo pomeriggio 

gli schiavi non esistono,

forse un lampadario a gocce
appeso in una stanza al primo piano
davanti ai titoli dei libri - acceso chissà perché
in un'ora d'abbacinante luce.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Al mirar mio la rosa d’acqua si denudò
e fragile si decompose velo in cristallo di sogno
accarezzato lieve dal morire del vento.
Solo un delicato reciso d’ombra sopravvisse
simile a sabbia riversa di dolcezza astrale
ora glaciale, ora agonizzante furia.
Seppi allora cosa fosse la delicatezza del dono
custodita l’eleganza nel sospiro del cuore
ne immortalai l’ultimo perdono.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Lascia che sia la luna 
ad accarezzare
 il tuo viaggio verso il mare
con ricami di luce.

Ora inciampi  tortuoso 
  e soffochi  le voci 
in mulinelli  e nuvole.

Indossi il vento
rigoglioso di foglie,
vesti la  pioggia  con  giunchi e radici,
 abbracci le sponde
 spoglie d' impronte
con  filari di pioppi,  salici, canneti,
rovi e cespugli di ogni tipo.

I  tuoi sentieri 
sono pagine scritte 
di colori e di profumi...
(Le certezze della vita)

Aspetto di guardarti 
con il  silenzio dell'estate,
quando il tuo viaggio
avrà  dipinto il  cielo,
in un rivolo fresco e  azzurro 
il mio respiro.

Ho nostalgia di te che vai.
 
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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“Sì, stavo seduto a mangiarmi la focaccina, a bermi il caffé e a ripassare l'accaduto nella mia mente quando ho avuto quello che gli alcolisti definiscono il momento di lucidità.” (Jules Winnfield)
 

Il risentimento cova,
da sempre, nell’architettura:
laddove il verde non muta in rosso,
laddove la vita è ferma sull’asse
e il frutto attende in pace
il compiersi del fato,
il suo destino.

Resta indolente,
compagno pomodoro,
inerte, deciduo e caduco,
precario come un acrobata
appeso al suo peduncolo;
e non pensare ad altro,
perché lo sosterrò io
il peso della tua
maturità.
 

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Profilo Autore: Charlie  

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A te che hai sempre sofferto
stando seduto su te stesso
a te che hai sempre sorriso
anche nel dolore
a te che seppur distante
eri molto più vicino
a te che mi accompagnavi
negli occhi di mio figlio
a te che mai hai detto no
anche quando sarebbe stato giusto
a te che mi hai fatto conoscere
bontà e lealtà
a te, alla tua generosità
a te, alla tua grandezza
un abbraccio infinito
nell’infinito


 
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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Voglio essere arcobaleno:
sette colori,
un’unica luce,
bianca, per dire Pace.
Voglio essere ponte che unisce
per mandar via
la diffidenza
e l’indifferenza
che rodono come malattia.
Voglio essere albero
affondare
le mie radici nella mia Terra
e avvolgerla
per non farla rovinare
via.
Voglio essere albero,
lanciarmi dritta verso il cielo,
allargare le mie braccia
per accogliere
e lasciare
respirare
Libertà.
Voglio essere albero
tra i viali
per ornare
le piatte strade
e dare
ristoro alla calura.
Voglio essere albero
per dire con linguaggio naturale
di un equilibrio da recuperare
per dare senso alla vita.
Voglio essere Olmo
e fare compagnia
al solitario Olmo del mio Paese:
memoria secolare
delle virtù della gente mia.



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Profilo Autore: Giovanna Vecchio  

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                                                      scrivo, ancora, a quest'ora, dunque sono:
l'inganno afono delle piacevoli idiozie, l'oro pallido della mente, lo smalto
bianco, l'indecenza del bronzo:
sono il rovescio di ciò che è logorato, rigirato: lamento e incantazione:
sono Bloom, il soave e grigio Bloom: mi sento, solo, così,solo Bloom,
quando uscì a comprare del rognone, fra le otto e le nove del mattino:
mi sento anche, un poco, un lomento secco, rotto, aperto negli acheni:
mi sento così, oggi, così, solo, come Bloom ai funerali dell'alcolizzato:
un poco canto, da presso: schizzo illeggibile, da lungi: insomma,
un Bloom con le petecchie, gonfiori e disturbi della pelle: rash, prurito,
bolle, lividi, ematomi, insolito sanguinamento, ecchimosi sottopelle:
Bloom non ha trovato Tiresia, solo mangiatori di loto e di parole:
già, alle quattro e mezza del mattino:
                                                             mi libererò mai dal quotidiano, 

dalle mie idiozie quotidiane?
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Profilo Autore: Salvatore Fittipaldi  

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Mi vola nel cuore
il tuo attraente sorriso
gratuito
 senza celati fini
uscito dal tuo cuore in ebollizione
sincero
Nei vuoti incalcolabili
si riposa su letto di lacrime passate
di ferite sopportate
di attese perdute
di calcinacci caduti
da tranquillità immortali
di acque chete
di dolcezze ricolme

illuminando il tetro spazio
scoperto nel rinchiuso tepore
liberando dagli incubi
sgraditi amici

la visione limitata
che fino lì, mi fu concessa

colmando lo strabordare rassegnato
della sua mancanza















 
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Sono sempre in cerca
di assoluzione i miei pensieri
schiavi essi della mente
confondono la ragione
che offende la vita
e volano basso con pigrizia.
Cosi cresce l’invisibile vuoto
e con minuzia sprofondo
nell’oscuro dei miei stessi occhi.

L’orizzonte
è sempre più diviso
e gode assaporando parti di me
in una guerra già decisa
cosi flebilmente abbasso le armi
a quella voce informe
strillante nella mente
che di continuo mi assilla.
Percepisco ciò che mi attende
e odo la mia non parvenza
rimasta sulle indifese speranze.

Nascondo con le mani il sole
e con gli occhi pieni di lacrime
percorro la strada
che porta fino alla follia
colando a picco nelle fragili immagini
che offre la crudele realtà
capace di mettere la parola fine
ad ogni mia certezza.
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

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Riposa sotto un manto di stelle
ed il trucco è romantico.
Aspettando la luna
sorridi,
hai negli occhi la pace
e le labbra che sanno di cioccolata.
Dormi e sogna
sai di panna
metti un tocco leggero
e i capelli incontrano il vento,
il profumo di donna
s’espande…
Sogna  mia piccola donna
ed il mondo ritarda
fermando i minuti,
inchinandosi al tuo passo leggiadro.
E così cavalchi una stella.
Ora sei la regina
ed ha inizio la favola...

 
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Ombre solleticano luci alla lanterna
memorie ai profumi di bambina
odori di borotalco e latte partorienti
soffici occhi al ventre della vita.
Ignaro l’essere è nido di beatitudine
assolo invaso di luci delicate
il sentire sedotto da passi sondati
gesti sussurrati dal susseguirsi delle stagioni
naufraghi cuori sommessamente stolti.
Occhi serrati e bocche tacite allora
l’inquietudine avvolta s’annida sola
è solitudine, baracca divenuta casa.
Occhi che non riescono a vedere occhi
anima muta che non dialoga all’anima
dolcezza inferta orfana di pace.
L’ascolto narra un dolore buio
e la magia della natura la sua voce
ha pareti di cielo lastricate di sogni
la tenerezza della caducità possente
la vita fiorita nel niente, sempre.
Germogliano grazia le rose al mattino
cullano doni, tesori di sepolta armonia .
Ma il cuore non stempera il vuoto
s’allea alla scrittura e non mente
scava fino a far sanguinare l’uni-verso
fino a veder danzare il palpito al passo
come pietra ardente di pentimento
dolce amplesso d’un mondo sommerso.
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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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La stagione più bella che c’è
Per tutti i poeti e per me
Per rondini api e colori
Che vestono l’erba ed i fiori
Per passeri già piccolini
Che presto saranno uccellini
Per dolci sognanti fanciulle
Che gemmano come betulle
Nei sogni di tenue colore
Scoperta futura d’amore.
 
La stagione più bella che c’è
Rovinano LORO,  perché
Bisticciano sempre a piacere
Scordandosi il loro dovere
Per cui sono stati votati
E non per scannarsi da matti
Scordandosi i tanti problemi
E non per trattarci da scemi,
Compagni di stesso colore
Odiandosi senza valore
Di uomini senza cervello
Che cambiano spesso  mantello
Ma pur di tenere lo scranno
Causando ogni giorno più danno.
 
Ma aspettano forse davvero
Nel loro dorato maniero
Che al posto di allegri turisti
Arrivino…..folli scafisti?
Che Dio non lo voglia in futuro
E faccia che il tempo sicuro
Sia bello arrivata com’è
La stagione più bella che c’è.
 
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Profilo Autore: nabrunindu  

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 Luce di luna 
 
 di luna in luna, le prendo ad una ad una
le guardo in trasparenza e in filigrana
per luminarmi di lumine di luna:

di luminio lunare mi luneggio
ad ogni lumen lunae dico amen
perchè ogni lume ha pelle di luna:

e pelle di luna ha la mia amica luna
che in lunazioni e viatico lunatico
ha la bocca come mezza luna
e il sapore di luna sulle labbra:

luna di maggio sette lune omaggia
l'ululato del lupo verso la sua luna
in luminosa linea che illumina
il lumicio di un'anima di luna:
(un sonetto capovolto)

 

Cantilena della luna 

Lemme lenta luna
e fioca lente
lusca e busca lunula
al crepuscolo:

lucìna ai lìmini
e limòsina di luna
lembo di caelo
e lungilucente lume:

lemma e dilemma
e lunense lallum
lumen animi
liscio come allume:

languide et leviter
a cantilena il cantus
come una lucciola
è la lusoria luna:

 
 
Chiacchierata con la luna 

Me le chiacchiero in versi le mie preghiere con te
amica luna, e le suppliche che giornalmente ignori:
sono solo parole, messe sulla tua pietra pura:
ma tu prisca philosopha, tu nuncius sidereus, tu muta voce:
tu,della notte il limite che il giorno deve dissipare,
rifiuti i fiori curvi del mio alfabeto crudo
e proprio tu, amica, che mi sei bocca ed inguine,
etimologia ed emblema, capitolo di storia e atlante:
tu, che mi scuoi l'anima, mi lasci all'ossessione dei monologhi
al mono-mondo di un ocraceo occiduo oceano:
linciami allora, coi tuoi clavicembali, con le tue torture
con i tuoi riti e emblemi, col freddo e le vocali che non hanno suono:
sprofondami e risorgimi, dentro, con la tua struttura,
con le bombe del mondo: io sono qui, dietro il tuo sipario:

 
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Profilo Autore: Salvatore Fittipaldi  

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