oltre la casa, quella con le finestre e i muri
abbiamo altre abitazioni: esclusive, nascoste, riservate:
senza nome, senza stanze, soffitti, pavimenti:
solo la tentazione che attira e che trattiene:
posti segreti dove dimorano il linguaggio del pensiero,
il fittizio che si consegna alla finzione, il silenzio
senza riduzione, irriducibile, sottratto alla riduzione:
il posto dove entra l'esigenza chiara della luce
filtrata dalle crepe, oltre l'immensità del mare:
abbiamo dimore nascoste, come tane, dove respira
l'anima dell'animale, dove il soggiorno trova un altro senso,
un sapore diverso che volevi e che cercavi:
abbiamo posti che teniamo nascosti: se li mostri,
se li riveli , essente assente, te ne ritrovi fuori:
abbiamo abitazioni senza mobilio, sedie, lampadari
che sono forma del vuoto, riserva di sopravvivenza:
Disse amore mio:
con le nuvole
che piovevano addosso,
non riuscivi più a contare le stelle.
E la luna volava sempre più in alto
scomparendo immersa dal cielo.
Non sapevi più cos'era l'amore
mancava quel fiore
e con l'erba ch'era ormai alta
perdevi il respiro.
Disse arrivo;
aspettami pure
sono manna che cade dal cielo.
Tu intanto stai ancora aspettando
i capelli si son fatti d'argento
ricordando ancora il ti amo
detto almeno per mille volte.
La luna quel giorno
non era ancora sparita
perché le stelle
le giravano attorno...
come pergamena sacerdotale,
intrisa di simboli, presagi,
antiche maledizioni
e moderne scie di onde magnetiche,
eclissi totali di coscienza,
assurdi abbagli nei campi psichici.
La sfera cristallina è ancora là,
immobile e rassegnata,
e domina il gioco dei circoli
e dei lievi moti di sudditanza,
di queste minute cose
ne ho abbastanza.
Non c'è altra luce
che illumina il cammino,
tutto è incrollabile, severo,
tutto è veramente come appare.
sei muta nei miei sogni
bianco e nero
bianco, nero e bianco
e ancora bianco
dove sei Poesia
ti cerco
tra le rime
che faticano a decollare
mentre come pappo al vento
ti disperdi
e...
Se fossi morta?
Allora che senso avrebbe
scrivere poesie
forse...
che i morti ne hanno bisogno?
Confusione
sogno o realtà
o realtà che diventa sogno
dove le parole
vivono e prendono forma
e mi accarezzano
in questa mia solitudine
che ti cerca.
tra tante sofferenze non cercate,
vedo un gusto di morte e di rovina
che prende anche chi sembra
non voler stare con la testa china
ma, poi, sceglie di farla finita
con la vita.
E questo malessere di vivere lo si prova in tanti:
lo prova il giovane e chi con gli anni è pure più avanti.
Vuoto di questo nostro secolo che perde i valori,
mortifica le buone intenzioni,
l’agire solidale,
le piccole azioni,
i semplici gesti di quotidiano amore.
E tra tante sofferenze non cercate,
intorno a me vedo:
orizzonti di vuoto.

Vorrei poterti cantare come prima,
ma la scienza ha rotto l'incanto,
che estasiava il poeta tanto,
da portarlo dall'imo alla cima.
Un dì eri la fiaccola poetica,
eri lo sfondo notturno più amato,
ma la scienza ti ha violentato,
é svanita la tua bellezza ermetica.
Ora, signora, hai perso il prestigio,
tutto é cambiato con questo litigio.
Sì, la scienza ti ha denudato,
senza tesori e sterile trovato.
Che delusione! Sei senza vita,
pallida luna ed argentata.
Nessuno or più t'addita
come maga della favola incantata.
Inesplorata tu restar volevi,
alla violenza creder non solevi;
il poeta ti cantava con passione
e tu, lieta, gli offrivi un'illusione.
O luna, luna, che splendi come stella,
sei tu che abbellisci la favella.
La scienza per l'uomo é grande cosa,
l'uomo dalla scienza trae vita,
se é mista al profumo di una rosa,
se no la stessa gli cagiona la ferita.
O luna, luna, io non cambierò idea,
tu resterai per me la Dulcinea.
Poiché sei colei che pur offesa tace,
io ti prego per gli esseri viventi
d'illuminar la scienza a ricercar la pace
per debellar le guerre tra le genti.
Tutte le ricerche rimarranno vuote,
se non avremo la pace come dote.
mi hai fatto assaggiare
e a piccoli sorsi ho bevuto
il tuo fiore
hai danzato sul mio corpo
e trafitto il mio pudore
hai raccolto di te
le ultime parole
in lenti gesti veloci
poi come l'alba che arrivava
te ne sei andata via
E...Sono coriandoli
dispersi nel cielo
diventano pioggia
bagnano il viso.
Occhi di mille colori
diventano un arcobaleno
e non hanno orizzonti
perché arriva il vento
e li trascina via.
Occhi di malinconia
non hanno sorriso
e si perdono
nell'infinito
ed arriva la nebbia
a rubarne i colori
trasformandoli in brina
di una fredda mattina...
All'ultimo sole dell'ultima spiaggia
c'è un giro nascosto di freccette lanciate
e non c'avrei mai creduto (se non l'avessi visto)
al fatto che va più lontano chi è più leggero
Mi aspetta ormai quel rifugio
che non ho avuto il tempo di costruire
e se per caso lo trovassi già pronto
non gli risparmierei una nota di sarcasmo
Ictus intelligenti
Le ossa ciondolano sotto la capanna
Se non è un terremoto
è un funerale messicano
la cenere
lenta, inesorabile
come il male
che nell'anima scende
ammucchiando in pire
corpi decimati
mentrela città svanisce
in follie di fuoco
La musica è un gentil tocco
per l'anima, si alza
incompresa nella melodia
di un pianoforte
avvolge sensibili
brandelli d'umano
astrae la mente
dal dolore sollevando
la cenere densa
pigra, grigia
in ovattati silenzi si alza
vetri riflettono mani
che nell'aria mimano
disperate sinfonie
per riscoprirepulsioni emozionali
dentro la cavità morta
di un mondo perso
nella follia idolatra
di sanguinari Moloch.
Tributo alla figura di Wladyslaw Szpilman
il vento sui capelli e questa bellissima luna cerata che insegue i miei passi
è il mio pensiero per te!
All'improvviso migliaia di luci colorate
si allungano alti nel cielo
e sono tanti i tonfi fortissimi
riesco quasi a contarli...
...uno...due.......trendadue!
Rabbrividisco....quasi mi ricordano le tue ferite!
Eppure io sono sola e sono serena,
tu ora lo sei?
La leggera ala dei gabbiani
scuote la barchetta bianca corallo
ormeggiata tra le onde,
argentati luccichii tra i sassi...
Solo la voce del mare,
poi spunta una stella ....bella, luminosa ,
ed io non ho più paura!
Branco di neri lupi
selvaggi ululati
minacciose nembi
lenti numeri come pecore,
placidi richiami
aurei cirri
maglio sonante
scure sui ceppi
mazza che spacca
lama che fende
aria sognante
leggeri pappi
silente rocca
placide onde
tremori, palpatanti guizzi
contrasta mente, distendi mente
schianto di vile carne
molesta insistente misera mosca
affoga,
nel suo stesso mare:
in questa implicazione,
senza uscita, alza la cresta e, senza vita, ricade:
tocca la profondità e risale, nuovamente, dove
si affoga, dove è vorticoso il movimento:
dà spettacolo l'onda,
nel suo rovesciamento: rotola, si avvolge, avvolge
il cerchio e poi si adagia, si neutralizza: resta ferma,
un attimo, in silenzio, e, peggio di prima, ricomincia:
si esaurisce alzando gli occhi al cielo
immergendosi nel blu
Blu, il senso intenso di averlo, come la pace
che gira intorno
Baciandosi, i molti profumi penetrano nel vento
il blu è sovrano
Blu cobalto, come oasi d'acqua sorgente
Blu zaffiro, guardando oltre, oltre, oltre
Realtà e noia, svaniscono in quel blu
Blu tutto intorno, pervade dentro
il mio pensare
Silenzioso blu profondo, in questa sera
non hai altri segreti
restano felici accompagnatori
Scrivi per lei
anche se adesso non ascolta
e respiri di lei
perché vivi del suo respiro.
Vai a letto
e non riesci a dormire
pensando a quel profumo
leggerissimo ma intenso
e il sapore della carne
dolce come il miele.
Scrivi per lei
ancora...Sempre,
perché è così che gira,
un disco senza fine
come un vecchio vinile
ma senza il lato B,
perché ti piace solo
quella canzone.
E te la porti a letto
facendola viaggiare nella mente.









