E nulla potranno quei petali bianchi
e quel tintinnio degli stami,
ma poi capisci che chiunque ti manchi
è nell'aria così come chi ancora non ami.
E poi un pomeriggio di colpo
li sorprendi a correre lungo i muri
e il giorno si fa sempre meno corto.
E' come se ci fossero sempre stati quei fiori.
E nulla potrà quell'ovario scoperto
se il polline poi non sa entrare da solo,
ma intanto che bello stare all'aperto
e vedere le rondini tornare in volo.
Ti guardo adesso imbalsamata sul prato
mentre cerchi di toccare un profumo
e accenni un sorriso perché il peggio è passato:
per una volta è facile esser chi siamo.
Il rossetto oggi non ti serviva,
il rosso semmai l'hai lasciato al tulipano;
non ti serve altro per sentirti viva
se non un filo d'erba da ruotare nella mano.
E i fiori mancati in questi fuochi incrociati
fanno comunque il loro lavoro;
tu li guardi e li lasci dove li hai trovati:
questi sguardi hanno già fatto il pieno di oro.

Commenti
Leggerla con interesse e curiosità, fa apprezzare il battito del cuore che accelera scoprendo verso dopo verso...la meraviglia della trasformazione.
Complimenti...e a presto leggerti, ciao.
E' piena d'amore, delicato, protettivo, dolcissimo.
Beh, non vorrei ti venisse il diabete, adesso, con tutto il fare mieloso...ahah!
Bravo, veramente di cuore.
Ciao e a rileggerti...
Albert