Accendo il mie cielo
nelle anticamere delle attese,
dei volti appesi come vecchi cimeli,
delle speranze in fuga.
Accendo una notte
che sembraca indifferente
al tuo richiamo,
alle tue labbra
che hanno il gusto dell'oceano primordiale
da cui prese forma la vita.
Percorro il labirinto
delle domande senza risposta,
tra le nebbi e i fumi
di rabbie mai sedate,
ma non mi perderò,
ora che ho acceso il mio cielo
sulle ali di una farfalla
che mi guiderà verso
un piccolo paradiso
e su di esso volerò silenzioso
nella mia notte.
Commenti
Bella!
Ciao Elisa
Altre, invece, aiutano a vivere, ad andare avanti, colorano un pò il grigio della nostalgia e malinconia... si capiscono gli errori e ci si migliora!
Sempre belle le tue poesie, complimenti!... Ciao, Paolo