Vie e piazze 
si colorano
di coriandoli,
nei giorni
del carnevale,
tra risa e giochi.
Sparisce tristezza
in anime tormentate,
ritorna allegria 
di tempi lontani...
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Profilo Autore: Grazia Savonelli  

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Due quinari separati da un settenario, ossia la metrica con cui l’occidente ha adottato l’haiku; ma qui mancano il kigo ed il Kireji, quindi non è un Haiku.


Or ve lo dico
più sinteticamente:
non è un haiku!


18/02/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Ecco l'alba di un nuovo giorno,

è spuntata, illumina tutt'attorno.

Il primo pensiero é per te,

anche se non t'importa di me.


Subito un caffè,

bello forte per svegliarsi,

la giornata sarà impegnativa,

non ci sarà da annoiarsi.


Poi in macchina,

nel traffico di questa città,

sonnolenta come il mio cuore,

spezzato a metà.


Un altro turno di lavoro,

ma forse è meglio sai?

In quelle ore non ti penso mai.

Troppo indaffarato per far vagare la mia mente,

troppa confusione in mezzo a tutta quella gente.


Direi che è il mio unico svago, accogliente

riparo, per non vagare con la fantasia

che ancora ti vorrebbe mia.


Poi si torna a casa

ed é qui che ricominciano le mie pene.

Nonostante la stanchezza, ti penso ancora...

in fondo scorri nelle mie vene.


Quindi sarebbe meglio alienarsi

da questa cruda realtà,

lasciandosi trasportare

dalla frenesia della monotonia,

senz'altro cercare,

solo un elisir per dimenticare.


Sarebbe bello!

Ma anche in tale andirivieni,

sei sempre nei miei pensieri

impressa nella mia memoria,

così come nella storia

della mia esistenza,

di cui ne fosti l'essenza.


Anche l'ultimo sospiro

del giorno che muore

é rivolto a te.

Ragione di ogni respiro,

tu che davi senso alle mie ore

quand'eri ancora con me.


***

Ma ti ho vista di sfuggita,

eri con le tue compagnie,

molto divertita.


Sembra che proprio non t'importi 

di quanto i miei sentimenti eran forti.

Sei là in mezzo a tutto quel rumore,

ridente, senza un minimo languore.


Per te la vita continua a scorrere

senza alcuna difficoltà,

mentre mi lasciasti a rincorrere

la speranza per l'eternità.

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Profilo Autore: Antonio  

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Io da grande chi sarò?

Forse un cuoco o un dottore,

un pilota o un pescatore,

un maestro o un contadino,

un poeta o un imbianchino?

Un inventore o un calzolaio,

un acrobata oppure un sarto,

un pittore o un avvocato,

un postino o un gelataio?

Tante cose voglio fare,

ma da grande chi sarò?

Questo ancora non lo so!

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1058 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ho provato ad ascoltare il silenzio vero,
dentro la cappella di un cimitero,
ho provato anche a chiudere gli occhi,
dello scorrere del tempo ho udito i rintocchi.

Nulla si muove e tutto lì giace,
come avvolto in una aurea pace,
il respiro anche frena la sua corsa,
dentro l'immensità sei stretto in morsa.

Par entrar in contatto con i tuoi cari,
che magari della tua presenza sono ignari,
loro supini voltano lo sguardo al cielo,
mentre nel tuo animo scende il gelo.

Chissà magari sarai con loro fra una settimana,
a mirar incravattato lo stesso panaorama,
intanto prendi la via dell'uscita a piè veloce,
salutando tutti con un segno della croce.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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Vago tra le ombre
Al limitar della notte
Uno sguardo al cielo
Un altro sotto il letto
Come tutti vorrei dormire
Per sognare un ricordo 
Il tenero bacio
Di una donna eterea
Che affonda le sue labbra 
Nella speranza dell'anima 
Liberandomi
Dalla stretta dell'insicurezza
Fluire come il mare
Tra gli anfratti delle sue mani
Respirando la quiete eterna
Sui miei desideri incespico
Perdendo l'illusione 
Sono sempre stato
L'uomo della nebbia.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 642 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 

Guardò
quel tramonto
con animo sereno
perché un nuovo amore
albeggiava.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Ho del suo raggiante viso,

solo una nebbiosa e vaga reminiscenza,

il ticchettio di pioggia sui vetri,

mi rende triste ed anche assai inquieto.

 

Vorrei vederla limpida e sorridente,

in tutta la sua gioia, sempre splendente,

quando correva libera sui prati,

quando le correvo dietro per baciarla.

 

Tempo e necessità sono assassini,

ti separano da ogni cosa bella,

fanno dimenticare tutto il passato,

persino il volto di chi hai sempre amato.

 

Se chiudo gli occhi e provo a ricordarla,

vedo foschia e strane sue forme,

il viso suo non è mai chiaro,

ma spero tanto di vederlo in sogno.

 

I ricordi vaghi ed assai remoti,

sono evidenti segni di nostalgia,

sono profondi e fanno rimuginare,

ma spesso lasciano la bocca amara.

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Profilo Autore: Giò For  

Questo autore ha pubblicato 118 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Nel cuore antico della città,
dove i passi riecheggiano lenti,
brilla un rosso palpito d’amore,
sospeso tra le stelle e i sogni.

Le luci danzano sui ciottoli umidi,
mentre il vento sfiora le promesse,
e tra le ombre di chi passa distratto,
noi restiamo, occhi negli occhi.

Ferrara ci avvolge nel suo abbraccio,
con torri che hanno visto secoli e baci,
e sotto l’arco di luce tremante
mi sussurri parole che scaldano il buio.

Stanotte la città è solo nostra,
e quel cuore che splende lassù
non è che il riflesso del nostro amore,
fermo nel tempo, eterno nel cielo.
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

Questo autore ha pubblicato 193 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Non consigli e correzioni danno pena


ma il pensiero del giudizio che scatena


quel che è timido e insicuro tentativo


d'espression individuale, in collettivo


spazio ricco di parole pien di zelo, 


in selvaggia terra nuova senza cielo. 




D'emozione vesto il foglio digitale. 


Non la penna, ma tastiera universale 


colma versi d'immatura principiante:


parla il cuore, con quell'aria da galante


ma da nudo fa sol ridere la gente.


Il silenzio copre gli occhi a chi non sente. 




Or mi desto da rischiosa riflessione:


continuare o abbandonare la questione? 


Se la mente, stanca, dice "lascia stare", 


spirito ribelle ancora vuol provare. 


Versi e rime stan bruciando e  faccio viaggio:


rischio graffi, però azzardo con coraggio. 

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Profilo Autore: MArTe  

Questo autore ha pubblicato 40 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Riposano riposte nel ripostiglio,

ammaccate, sparse, ammucchiate,

conchiglie in riva ad un cassetto,

il canto di un peluche nello scantinato


una pallida idea rinasce nel baule,

cartoline sbiadite di un tempo che fu,

spento l’inchiostro infiamma un ricordo,

un raggio di sole risveglia memoria


nell’ombra un ingombro di specchi riflessi,

un giradischi diffonde le note di un piano,

saluta con mano una bambola inerme,

ritorna la vita nel suono di un sogno.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

Questo autore ha pubblicato 125 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Vorrei fuggire da questo tempo buio,

ritrovare la luce dentro agli occhi tuoi,

per accenderla, non serviva un interruttore,

bastava che ti sfiorassi con un dito.

 

Vorrei tornare a quei tempi belli,

a quando il sole splendeva anche la notte,

per coprirti, non ti servivano le lenzuola,

le mie braccia ti scaldavano più delle coperte.

 

Il tempo però scorre e non si ferma,

il ritmo non accelera e non rallenta,

si dice che guarisce le ferite,

in realtà però, sa solo contare.

 

Il tempo conta i secondi, i minuti, le frazioni,

conta sempre e non si stanca mai,

logora e distrugge tutte le masse, la materia,

nulla però può fare contro l’Anima e lo Spirito.

 

Vorrei fuggire da tutti i mali della terra,

vorrei che il corpo non morisse mai,

che vivesse intatto con l’Anima e lo Spirito,

nell’infinito, nell’Eternità, là dove il tempo non sa contare.

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Profilo Autore: Giò For  

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Il gelo avea la bocca pronta al morso.
In quel primo mattino di novembre
splendean mille gocce di rugiada.

Parean stelle date per disperse
planate nella notte dei misteri
in un girovagare non prudente.

Il faggio dei segreti ricevuti
dai tanti innamorati dell’estate
battea rami per il freddo intenso.

Convinto fossi in un sinistro loco,
di sasso, trasecolai sì tanto
da guadagnar di corsa via di fuga.

Stremato arrivai alla locanda
e a Silvana tutto raccontai.
Lei mi placò con voce sua di fata.

Ciò che hai visto tu, pria, nel bosco
risponde, giuro, soltanto a verità.
Scrollarti devi il tuo terrore stolto

di credere che il bello non esiste.
Ti prego, adesso torna lì nel bosco
e guarda se quel faggio trema ancora.

Ma non toccar le gocce di rugiada,
potrebbero ospitar residue stelle.
Il sol le scioglierà quando lui crede.
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Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

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Limerick.


Non la voglio vedere quella luce
dentro il fondo del tunnel che conduce
dove il tempo si culla
nel freddissimo nulla
che con il mai e il vuoto si ricuce.


18/02/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Eros e Psiche vanno intesi come meri archetipi. L’io narrante può essere chiunque, senza connotazione di genere

Son anfore votive i nostri cuori
dedicate al più bello tra gli Dèi,
quell’Eros che trascina negli ardori
e avvinti ci solleva agli apogei

sinché colmi d’ambrosia tracimiamo
con Psiche in intrigante fantasia
ch’io te e tu me d’incanto diventiamo
e raggiungiam reciproca follia.

Son accondiscendenti le fattezze
ma brancolanti invano i tentativi
d’autentiche sentir quelle tue brezze
or mutate entro te in fantasmi schivi,

sicché non pago della tua malia
vorrei l’anima tua in mio possesso
come pegno affidandoti la mia,
almeno per il tempo d’un amplesso.

Ma per Eros fatale sacrilegio
sarebbe illuminar di Psiche il volto (*)
e svelar con arcano sortilegio
il mistero di cui l’amor è avvolto,

ch’è magico ingrediente quel mistero
che insaporisce quel che sa di poco
e addolcisce il sapor acre del vero,
che solo sa dosar sapiente cuoco.

(*) Come in altri miei testi, interpreto il mito a parti scambiate: qui è ad Eros ch’è precluso vedere il volto di Psiche.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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