Doppie terzine a rime ripetute di settenari piani e quinari sdruccioli in schema ABc ABc nate dalla ferale notizia di abbandono scolastico da parte di un adolescente per cui ho un sincero affetto. Spero che torni sui suoi passi.
Un dì ti pentirai
di questa insana scelta,
fragile cucciolo.
Coscienza ancor non hai
di prendere alla svelta
sentiero sdrucciolo.
Serve preparazione,
per quanto paia duro
è indispensabile
una buona istruzione
per progettar futuro
più sopportabile.
Serve una compagnia
non in cerca di sbando
impercorribile
ma con cui far più via
magari un po’ giocando
d’allegro vivere
ma senza la follia
di poltrire aspettando
vita da scrivere.
No, non si fa da sola
la nostra buona vita;
il giorno rotola
ed il tuo addio alla scuola
da me vien avvertita
caduta in botola.
Spero che ci ripensi,
provi a recuperare…
mi par or ostico,
vivo timori intensi
ma ci voglio sperare
nel buon pronostico.
21/02/2025
accompagnata da un profumo di mimosa,
questa pianta fiorisce alle Idi di Marzo,
usata per ornamento e anche per sfarzo.
Uscendo saluto il custode al portone,
vedo una mimosa in esposizione,
vado al bar a far colazione,
me ne ritrovo una sul bancone.
Passo a salutare il parrucchiere,
c'e' una piccola mimosa in un grande bicchiere,
vado in comune per un certificato,
una pianta di mimose lungo il porticato.
Al semaforo mi ferma un senegalese,
vende mimose per iniziar bene il mese,
mi reco ad acquistar pietanza di facile cottura,
mi ritrovo mimose tra la frutta e la verdura.
Vado dal mio caro commercialista,
eccone un'altra in bella vista,
vado in farmacia perchè ormai ho mal di pancia,
un'altra mimosa campeggia sulla bilancia.
Temo quindi di aver problemi di vista,
torno a casa per non andar dall'oculista,
mi siedo sul divano e con sospetto,
mi fermo un attimo e rifletto.
Poi dopo un pò di esitazione,
stupito arrivo ad una conclusione:
non è che oltre alle donne ..casomai,
stasera faran festa anche i fiorai?
Una donna
è rugiada lunare
a colorare un tramonto,
un pianto d’anima
ricamato sul petto,
un fiore sfiorato dal tempo
in apostrofi d’eterno.
Una donna
cuce le ferite della vita,
assaggia poesie d’amore
come cielo d’autunno,
danza nell’universo
coi suoi pensieri,
ascolta il tuo dolore.
Una donna
scrive delle stelle
con l’inchiostro dei suoi occhi.
Quel mare dove gioventù perdemmo
ci illudemmo
delle effusioni di marzo,
le donne, colombe del cielo,
si destano come rare gemme floreali,
con cuori ardenti simili a fari.
Le loro mani di seta,
farfalle robuste e delicate,
stringono l’universo e l’amore,
con cristallina purezza,
per fare abisso di abilità.
Nel grandioso scenario epico,
la memoria persiste,
come la fabbrica tessile
che incenerì donne coraggiose,
sacrificando le loro vite per i diritti,
con un’anima candida e nobile.
Con mimose in fioritura,
si onora il loro sacrificio,
un profumo simbolo di resilienza,
di vita e rinascita
nella storia che vive.
Le donne rischiarano l’oscurità,
guidando con amore incondizionato
e saggezza profonda le vicissitudini.
In questo giorno di grandezza,
8 Marzo della memoria,
le acclamiamo con umiltà,
con gratitudine e deferenza,
in un inchino fatto di poesia.
Oh donna, sei la quintessenza
della melodia,
il canto celestiale dell’aurora
che non svanirà mai
nelle viscere della terra,
né ora né mai.
“Possa tu essere sempre custode
del tuo fuoco sacro,
quella scintilla indomabile che divampa
anche nel cuore della notte più buia.
Possa tu leggere l'anima tua
come un libro antico,
senza curarti delle ombre proiettate dagli sguardi altrui,
ma danzando libera nel tuo spazio di luce.
Possa tu tessere il tuo destino con fili di stelle e se
il mondo intero ti voltasse le spalle,
trovare dimora nella tua stessa costellazione interiore.
Non permettere a nessuno di spegnere la tua sinfonia unica e se un giorno
desiderassi un rifugio silenzioso,
che la serenità ti trovi, come un'eco gentile,
ovunque tu ti nasconda."
(a tutte le donne )
entrava ed usciva come se non ci fosse domani,
accompagnava quel suo tintinnio,
un gemito udito insieme allo sciabordio.
Non si intravedeva ormai quasi più,
lussureggaindo nella sua tana laggiù,
non era più visibile come prima,
mentre lei era sempre a pecorina.
Come per magia era stato inghittito,
lei si aiutava anche con un dito,
punto di congiuntura a forma di siluro,
lì nella sua interezza al caldo e al sicuro.
Ma la ferrea presa era quasi a conclusione,
al termine giunta quella corporea fusione,
'Arbitro era fallo messo dentro a imbuto,
in ginocchio tua moglie e tu un cornuto'.
Le donne abitano l’anima,
cuciono il peso della storia
sui graffi del loro cuore,
lottano come un fiore
soffocato dal fango,
le forbici del vento
le ubriacano di sogni,
mordono regali di speranza.
Le donne sono una poesia d’amore,
il cappotto dei tuoi imperdonabili errori,
un cielo di diritti da riscrivere,
il grido ancora timido della libertà,
un eterno sogno livido di dignità.
Quartine di ottonari a rime alternate.
L'orizzonte degli eventi
che circonda questo cuore
schiaccia tutti i sentimenti
in un unico dolore.
Vorrei far quel che non posso,
sogno vivere fatato
ma il mio conto è troppo in rosso
ed il cuore s’è sfibrato.
Con le pive dentro il sacco
torno a casa solo e mesto.
Anche oggi ho preso scacco,
anche oggi mi detesto.
21/02/2025
Di un grigio inverno
talora dolce brezza birichina
e talora terribile bufera
ch’ha pure la missione malandrina
d’arruffar fiori in semi a primavera,
e come i cuori musica trascina
a danzare in sua ritmica maniera,
tal è il vento che fior a fior abbina.
Preda ignara di Clori e d’Afrodite (*)
un fior è inconsapevole nel vento
del fremer suo ragion per nuove vite,
un ciclo che trascende il suo lamento,
ch’Eolo del fiore ignora le ferite
e di straziati petali il tormento.
(*): citata pure come Cloride, Clori è, nella mitologia greca, ninfa e dea della primavera e dei fiori. Corrisponde a Flora della mitologia latina.
Il gemito lieve di un salice piangente
risveglia il canto d'un dolce usignolo
il vagito flebile di un bimbo nella culla
ridesta l’amore nel cuore di una madre
il lamento di un ombra rivive al tramonto
lacrime di gioia rilascia una nuvola
geme tra gli alberi una foglia cadente
una stella vagisce nel cuor della notte
nasce tra spine una rosa canina
nel vento risuona il pianto di un cane
l’arcobaleno colora un dorato orizzonte
la terra respira nel vagito di un’alba.








