Passarono i giorni
e l’incertezza ci spronava ,
ci stuzzicava l‘idea del viverci
a segnare la storia di un evento folle …
Ci specchiammo su finte platee
ove le pretese opprimevano le lodi,
dai boriosi versi i confusi segnali.
E fu incerto l’evento
che premiò la costanza ,
fu palese il nostro amore intriso ,
dal fato il momento nacque muto ;
si mutò subito in sublime .
Sorde le parole
e il cuore le assorbiva:
implicavano amicizia e volevano amare …
Era il piacere di scoprirsi dentro
e fu la nostra natura vera ,
fu l’incoscienza d’un azzardo
e con tenacia arrivò il sorriso.
Noi, anime ribelli ,
vibriamo gli inquieti pensieri,
in galassie infinite
lasciamo le tracce di noi.
Su un suolo lontano
o chissà dove?
C’è una traccia di te , che amo
Si avvicina a me , a noi ,
tenendoci per mano .
10 commenti
Parlami d'amore
nelle ore in cui t'abbraccio,
quando tocco il tuo respiro,
quando ti sorrido.
Parlami d'amore
mentre mi sfiori piano
le spalle
e le bianche curve,
mentre cedo
tra le tue possenti mani,
tu,
parlami d'amore.
Parlami d'amore
senza alcun pudore,
quando sarà un solo nodo
il nostro abbraccio,
così che,
tra i rossori e i respiri
io riderò di te,
tu riderai di me,
col Paradiso dentro
e insieme,
ci nasconderemo
tra infinite carezze.
Non ti cerco Signore Dio mio
quando l’acqua è cattiva
quando il monte si muove
quando l’alto vulcano si svuota
spandendo nell’aria
tristissime nubi di morte
ne quando le onde del mare
feroci di abissi cruenti
risucchiano gli alberi e la vita
diventa un’inerme fuscello,
no, non ti cerco al tremar della terra
che ingoia i bambini
strappati alle mamme
ne quando le barche rovesciano
urla di pianto
nel mare che fu la speranza,
no Signore Dio mio,
ti cerco stamane,
ammirando l’azzurro del cielo
che accoglie la luce del sole
e ringrazio, piangendo ringrazio
di tutto l’amore che hai
per me che son nulla,
eppure mi dai l’Infinito
le stelle splendenti pianeti lontani
la Luna, e gli occhi
perché tutto questo io possa guardare per Te.
Sette fiori d'inverno
per te ho colto,
sfidando la rugiada ispida
di sottili malinconie
e venature di grigio.
Sette vite
ho bussato alla tua porta
con in mano una luna argentata
di nascente passione.
Sette cime
ho scalato per giungere
al culmine del tuo desiderio
e spegnere quella luna
curiosa di vita,
e accendere quella luce
in fondo al viale dimenticato
di un tonfo cardiaco
che rinnova il colore
di quel tramonto disegnato
dalle tue mani di freddo inverno.
per te ho colto,
sfidando la rugiada ispida
di sottili malinconie
e venature di grigio.
Sette vite
ho bussato alla tua porta
con in mano una luna argentata
di nascente passione.
Sette cime
ho scalato per giungere
al culmine del tuo desiderio
e spegnere quella luna
curiosa di vita,
e accendere quella luce
in fondo al viale dimenticato
di un tonfo cardiaco
che rinnova il colore
di quel tramonto disegnato
dalle tue mani di freddo inverno.
Bacio,
tu che non lasci
il tempo d'essere sei la coinvolgente
quando mozzi pulsione d'affetto;
il respiro; sei la dolcezza
tu che sei immersa
il marchio di passione negli occhi;
di chi s'ama; sei il roseo sapore
tu che sei sulle labbra;
la sublimazione sei il più bel fiore
dei sensi; che nasca nel variegato
tu che sei giardino dell'amore.
la carezza soffice
sulla guancia
d'un bambino;
tu che sei
il soccorso delicato
sul viso
d'un anziano.
Anch'io ti canto:
sei celebrato
nelle arti
d'ogni tempo;
sei il più romantico
gestuale
dei sentimenti;
sei il messaggio
di fratellanza
tra i popoli;
tu che non lasci
il tempo d'essere sei la coinvolgente
quando mozzi pulsione d'affetto;
il respiro; sei la dolcezza
tu che sei immersa
il marchio di passione negli occhi;
di chi s'ama; sei il roseo sapore
tu che sei sulle labbra;
la sublimazione sei il più bel fiore
dei sensi; che nasca nel variegato
tu che sei giardino dell'amore.
la carezza soffice
sulla guancia
d'un bambino;
tu che sei
il soccorso delicato
sul viso
d'un anziano.
Anch'io ti canto:
sei celebrato
nelle arti
d'ogni tempo;
sei il più romantico
gestuale
dei sentimenti;
sei il messaggio
di fratellanza
tra i popoli;
Scrivo chissà se mai leggerai
il mio pensiero leggero che vola su ali di farfalla
e non pesa sul tuo cuore
come una piccola spina
trascorrerò a vedere tramonti
ed ascoltare il suono delle parole
su quelle mura venete
piene di luce che illumina la notte
mentre sogno un altra vita ho imparato
a stare al mondo tra le mie braccia
il mio pensiero leggero che vola su ali di farfalla
e non pesa sul tuo cuore
come una piccola spina
trascorrerò a vedere tramonti
ed ascoltare il suono delle parole
su quelle mura venete
piene di luce che illumina la notte
mentre sogno un altra vita ho imparato
a stare al mondo tra le mie braccia
Oggi sentivo bussare
ma dietro la porta
non cera nessuno.
Era solo il mio pensiero
non voleva smettere di farsi sentire...
Un piccolo pensiero
volava nell'aria
libero di dire e fare
solo una piccola cosa
in un immenso eterno
diventata grande
con l'età ed il tempo.
Oggi sentivo così
ho aperto la porta
ed anche se non cera nessuno
mi son buttato dentro
e il mio pensiero si è unito alle stelle
abbiamo parlato sottovoce alla luna
sognando insieme
i tempi più belli
degli amori amati
poi perduti per sempre.
Oggi sono così
Un uomo un pensiero
ma mai da solo
insieme a me
c'è questa vita perfetta
che calza a pennello
ed io ci sto bene.
Un pensiero alla vita
così grande
e che ci rende ogni giorno importanti.
Do un pensiero a chi ascolta
le parole di un uomo
Che della sua vita a dato la vita.
Oggi sentivo bussare
ho aperto la porta
mi son lasciato andare....
ma dietro la porta
non cera nessuno.
Era solo il mio pensiero
non voleva smettere di farsi sentire...
Un piccolo pensiero
volava nell'aria
libero di dire e fare
solo una piccola cosa
in un immenso eterno
diventata grande
con l'età ed il tempo.
Oggi sentivo così
ho aperto la porta
ed anche se non cera nessuno
mi son buttato dentro
e il mio pensiero si è unito alle stelle
abbiamo parlato sottovoce alla luna
sognando insieme
i tempi più belli
degli amori amati
poi perduti per sempre.
Oggi sono così
Un uomo un pensiero
ma mai da solo
insieme a me
c'è questa vita perfetta
che calza a pennello
ed io ci sto bene.
Un pensiero alla vita
così grande
e che ci rende ogni giorno importanti.
Do un pensiero a chi ascolta
le parole di un uomo
Che della sua vita a dato la vita.
Oggi sentivo bussare
ho aperto la porta
mi son lasciato andare....
Io ti ho amata
oltre ogni misura,
al di là di qualsiasi
filosofia di vita,
fino dentro
ai meandri
più reconditi
della fantasia:
dove regna il buio
e non serve parlare
per potersi capire.
E ti ho amata, io,
d’amore puro,
simbiotico:
perciò
non
stupirti,
se quando
te ne andrai,
non mi vedrai
rimpicciolire
col crescere
della nostra
distanza.
Sarà solo
nel ricordo
che avrai di me,
che la dimensione
del mio affetto
sublimerà
se stessa,
per
mostrarsi,
come fanno
le piccole lacrime
di un grande amore,
sulle gote arrossate
di chi ha paura
di morire,
quando lei
si allontana.
Empatia, dimmi chi sei:
sono un flusso affettivo,
un accordo tacito,
un dire senza dire.
Un rispondere senza parole,
un fluido impalpabile,
un'intesa rassicurante,
un sentimento che sboccia.
Una risonanza interiore,
una sublimazione dei sensi,
un soffio dell'anima,
una poesia della vita.
sono un flusso affettivo,
un accordo tacito,
un dire senza dire.
Un rispondere senza parole,
un fluido impalpabile,
un'intesa rassicurante,
un sentimento che sboccia.
Una risonanza interiore,
una sublimazione dei sensi,
un soffio dell'anima,
una poesia della vita.
Trasuda al tramonto
il bocciolo infuocato della notte
e l' autunno dell' orizzonte,
aureola d' arancia e petrolio,
partoriva petali d' universo
parafrasati dalla migrazione
d' una costellazione d' emozione.
Culla la stagione dell' eterno
uno scarabocchio di rugiada
dalla calligrafia screpolata
e l' intemperia del dolore,
tra roseto ed equazione,
risveglio e confusione,
deliziò briciole di cuore.
il bocciolo infuocato della notte
e l' autunno dell' orizzonte,
aureola d' arancia e petrolio,
partoriva petali d' universo
parafrasati dalla migrazione
d' una costellazione d' emozione.
Culla la stagione dell' eterno
uno scarabocchio di rugiada
dalla calligrafia screpolata
e l' intemperia del dolore,
tra roseto ed equazione,
risveglio e confusione,
deliziò briciole di cuore.
Mentre i campi erano silenziosi
e persino il cibarsi degli uccelli
sembrava essere sottile
nei navigli scorreva acqua quieta
in cui si specchiava
ormai l'ultima nebbia
mi sono tuffato dentro il sole
rincorrendo quelle scie
lasciate da un aeroplano
che se ne andava lontano
con i miei pensieri
quasi vestendomi di azzurro cielo
mi sono lasciato cadere nel vuoto
sapendo di cadere
su tappeto colorato di sogni
mentre negli occhi
scorrevano fotogrammi
di stagioni trascorse
in riva ai profumi
mi sono tuffato dentro il sole
accompagnando il volo leggero
di foglie ormai gialle e rosse
tra scintillanti calici
pieni di meraviglia
che in continuazione
mi dissetavano
le labbra si poggiavano
su guance vellutate
accarezzando il vento dell'amore
accompagnato da abito di piume
mi sono tuffato dentro il sole
e ho nuotato tra i suoi raggi
fino a raggiungere la dolce collina
e persino il cibarsi degli uccelli
sembrava essere sottile
nei navigli scorreva acqua quieta
in cui si specchiava
ormai l'ultima nebbia
mi sono tuffato dentro il sole
rincorrendo quelle scie
lasciate da un aeroplano
che se ne andava lontano
con i miei pensieri
quasi vestendomi di azzurro cielo
mi sono lasciato cadere nel vuoto
sapendo di cadere
su tappeto colorato di sogni
mentre negli occhi
scorrevano fotogrammi
di stagioni trascorse
in riva ai profumi
mi sono tuffato dentro il sole
accompagnando il volo leggero
di foglie ormai gialle e rosse
tra scintillanti calici
pieni di meraviglia
che in continuazione
mi dissetavano
le labbra si poggiavano
su guance vellutate
accarezzando il vento dell'amore
accompagnato da abito di piume
mi sono tuffato dentro il sole
e ho nuotato tra i suoi raggi
fino a raggiungere la dolce collina
Aspro parlare,
porta efferato scontro.
Lingua di troppo?
<=> <=> <=>
La poesia (Stile haiku 5-7-5) è il seguito di una osservazione ad una lettura dell’aforisma di Baltasar Gracián y Morales, gesuita,scrittore e filosofo spagnolo del 1600:
“La lingua è una belva che, se una volta si scioglie, è poi difficilissimo che si possa rimettere in catene”.
Siamo alle solite. Mi fai cadere la faccia per terra. Non mi fraintendere, non alludo al fatto che mi fai fare figure barbine agli occhi degli altri ne alludo alla tua straripante educazione del tutto incolpevole. Ma cosa sto scrivendo…scusami, non volevo farti una delle mie stupide reprimende. Cerca di capirmi. Sto male ! Tra poco tu partirai per le ferie e io non potrò accompagnarti. Resterò qui ad aspettarti e a vegetare. Sono contento che tu ti rilassi qualche giorno dal lavoro, forse anche da me, solo che l’angoscia mi assale, non vivo più. Gli amici ? Le distrazioni ? Ma che me ne frega…io voglio te, che sei il mio ossigeno, la mia linfa vitale. E che centra che vai a pochi km da casa ? A me non respirare dalla tua bocca è impossibile ! Sai, te ne sarai accorta, sono un tipo all’antica, che credono che si viva solo d’amore, per l’amore, che ogni altro complemento sia inutile. Quindi ho bisogno di te come l’aria che respiro, come il latte per il bimbo, come il fuoco per l’incendio. No, non ti farò leggere questo mio pensiero, ti lascerò andare e per una settimana intera resterò qui, morto, aspettando che tu torni e mi riporti in vita. Però, ti raccomando, non mi dare solo un bacio, tipo la Bella Addormentata, dammi tutto, ma proprio tutto di te quando verrai a svegliarmi !
Tenue fremito,
gemito anelato,
onde suole albergar
si stretta soglia
del piacere umano.
Termito di carne,
anelito di incongruenza,
siam soli,
poichè ultimi,
o soli,
poichè cocenti.
Lava endovenosa,
impercettibile,
dall'esterno,
intrattenibile,
dall'interno.
Vaghiamo senza appiglio
in un universo brullo,
le terga su una nuvola
sbuffante di illusioni,
e di speranze.
E se piove,
precipiti.











