PARLAMI!
Ti prego,
parlami e rimani
ormai per sempre.
LIBERAMI…
Voglio uscire
fuor di me.
PENSAMI,DESIDERAMI,
CHIEDIMI,CHIAMAMI!
INFRANGI,
come se fossi
forte vento,
questa coltre di silenzio
che un giorno
ho costruito
per sfuggire
al mio dolore.
LIBERAMI…
Dai limiti
E dai solchi
Tracciati da un amore
Amato invano.
Devastante delusione
Di un’assenza senza fine.
FAMMI STRADA…
SFIORAMI, RACCOGLIMI,
STREMAMI ,CULLAMI,
PROTEGGIMI, RIEMPIMI,
STUPISCIMI!
FAI VACILLARE
Queste alte mura.
APRI,
queste eterne
porte chiuse…
E che io possa
finalmente
CORRERE… CORRERE… CORRERE.
Librarmi in alto volo,
PERDERMI… PERDERMI… PERDERMI.
RICOMINCIARE.
"Chi ha imparato ad ascoltare gli alberi
non brama più di essere un albero.
Vuole essere quello che è."
(Cit. Hermann Hesse)
Sono essere umano,
anche io miserabile,
perché non è vero
che riuscirò
a cambiare.
Come una spora
ho perso fragranza,
e il mio spirito, oggi,
non lo ritrovi più:
è quiescente,
sotto il peso
della lana.
come embrioni,
si cibano
si affinano
calde come gocce di sole
lisciano l’anima e stringono.
Oppure…
fan mesto il viso
con malinconica pioggia del cuore,
bagnata d’amarezze.
Sincere, mai false, nostalgiche,
appassionate e passionali,
o frivole, semplici.
… Emozioni !...
… Vorrei rendervi vive,
farvi incantare dalla luce
e sedurre dalla luna.
… Farvi godere
l’ebbrezza di un abbraccio
che non sia il mio.
… Vestirvi di notte,
e
di luci che resistono all’alba,
che restano per sempre,
intinte di sorrisi
e
lustrini della notte…
dove le notti bruciano senza fine
come la febbre dei ricordi
di vicoli perduti
che si tuffano in canali
orlati da case di mattoncini rossi
come i tuoi capelli
mossi dal vento d'Olanda
sconvolti
dalle battaglie sul tuo letto
da mille ed uno fuochi
da voglie arse e cenere
che brucia nel tuo cuore
sempre vivi
sono i canali delle mia perdizione
per te
dove tuffare la mia fatale ossessione
per te
che sei la mia più acuminta
perversione
i mulini vanno nel vento
e tu come un tulipano rosso
ondeggi tra mille baci
mentre la vita procede
tra agonie diurne
ed allucinazioni notturne
i tetti di Amsterdam
guardano la luna
specchiarsi sulle nostre miserie
l'acqua riflette
le belle case di mattoncini
e tetti aguzzi
che toccano il cielo del nord
intrecciato
a nostre distopiche illusioni.
Viaggio attraverso l'Olanda estate 2015
tramonto ammirato dalla finestra
di un albergo.
Tratti di volti
confusi dall’acqua
che scende insistente
sulla città stravolta
da un quotidiano delirio
Finestrini appannati
nascondono automi assassini
Un cane abbaia il suo disagio
Riflessi di luce sul parabrezza
rendono cieca la guida
Una pozza sul marciapiede
puzzle di foglie cadute
riflette un cielo cattivo
Ma c’è ancora tempo per sorridere un po’
dare er contributo
pe quello che in passato
abbiamo ricevuto.
Però ce frega er fatto
che i ricordi son sopiti
e nun ce sembra adatto
pensar che siano antichi.
Invece noi italiani
parlamo e ricordamo,
parlamo così tanto
che capo non troviamo.
Chi sta a li piani arti
dovrebbe dirci se
respingere l’assarti
o prennece ‘n caffè.
Discuteno ogni dì davanti a libagioni
assise molto ambite,
su come far fruttà loro corruzioni,
che sono sì agguerrite.
Er Papa dice cosa
er premier dice n’antra,
ma poi in sostanza
nun fermeno transumanza.
Intanto er nostro mare
d’un bell’azzurro tinto
se va a colorare
d’un bel rosso spinto.
Svejateve signori !
Nun pensate ai portafoji
perché nun sete voi
a sbatte sugli scoji.
Lassatece fa ‘n bagno
ner mar d’appartenenza
lassate che non sia un sogno
‘na limpida coscienza !
Si lascia amare il tempo!
-ora-
Gonfio e brizzolato di ricordi
tra conserve di fotografie e
organigrammi distratti.
-prima-
La superbia delle notti
e il calpestio invisibile dei passi.
Sommersi orizzonti ed albe infuocate
ora monologhi d'alberi spogli.
Son dovuto venire con voi di qua,
Appese, arte, le scapole sui crani degli angeli
soffian tanto carezzevoli parole stanche
da mutare chi pensa e scrive / se non fugge /
in niente
o in un morto
la pagina della vita
che si sfoglia
con timore e attesa
di giorno in giorno
nel corso dell'esistenza;
la leggi la rileggi
la mediti la correggi
la riscrivi e non t'aggrada;
ne scegli una intonsa
riprendi a vergare,
la penna d'improvviso
scorre veloce
senza sbavature,
in te alberga la speranza:
è un giorno migliore?
abita in queste mura.
Muore nel frastuono
di un rumore sordo, forte.
Pugni sbattuti sul tavolo
vuoto di parole, sbagli, errori.
Scorrono...incatenati
dietro gli occhi chiusi.
Chiusi per non far trasparire i segreti
compagni di una vita.
Albe, tramonti, vanno via
lasciano due piccole gocce sul viso.
Si asciugheranno come la
rugiada del mattino con i raggi del sole.
con una luna rossa
Svanirà oltre le nuvole
Svanirà in una chimera
il suo candore.
E mi sorprende
quando tendo le braccia
e l'afferro
in un pugno
lei si lascia accarezzare.













