non son fatti quasi mai
di magnifici universi.
Sanno, dell’amoroso esilio,
del travaglio alla deriva ,
di brandelli d’anima,
di amorosa arsura.
Ma nella disfatta,
quando l’anima ne è colma...
Io divento bella!
Bella ,
ma in più, sono anche potente,
appagata come mai,
senza alcun pensiero
per la partita persa…
La mia fragilità
e’ cosa sublime,
la mia penna corre
e rincorre agili versi.
Perciò tu,
che con cinica espressione
mi scruti
e non mi riconosci,
che ti affidi
a più rassicuranti passi..
...tu,
punta pure la freccia del tuo arco
verso questa perduta
e sperduta direzione!
Vedrai…subito raggiungerai un’anima
che trionferà in versi!
un piccolo cristallo di luce
silenzioso scivoli e mi accarezzi
come la pioggia incessante
che inchiostra e
Ancora m'incateni!
Concerto di note
che rubi le mie notti
e la mia anima.
Non so se sono felice.
L'assenza ha cenni contorti
dei sensi.

il deserto di questa città.
Io camminavo,
da solo
per le strade del centro.
Il mio pomeriggio triste
ricordo,
lo sconfissi nel buio
della sala di un cinema.
Vidi il film due volte.
Quello fu
il mio ultimo giorno felice.
Tornando a casa
avevo definitivamente
realizzato la perdita,
quantificato il dolore.
Nei giorni a seguire
il ritorno dalle vacanze,
ognuno con le loro famiglie.
Non ho mai
invidiato nessuno.
Così va la vita.
La mia ebbe inizio
così.
e ancor più sotto dell’inferno,
“Non so parlar d’amore”
“ Non so
parlar d’amore”
poca cosa
sono le parole,
Lui sta aldilà
di ogni mia
affermazione.
È eterea
la sua essenza
e immane
la sua forza,
libero fiorisce
dove vuole,
con il buio
e con il sole.
In un quadro
lo dipingo
solo come
un cuore.
ed il sogno era già finito,
ero ancora in questo mondo
pieno di odio e poco rispetto.
Mi son guardato allo specchio
ho visto il solito aspetto
quello di una persona
come tante,
quello che finchè non ci siamo dentro
vada come deve andare.
Certo che era bello il mio sogno
montagne verdi, cielo azzurro
e sentieri infiniti.
poi d'un tratto un boato,
l'asfalto emanava un calore insolito.
No...Non era un sogno,
era la cruda realtà
di un mondo pieno d'odio
ed io ho pianto per questo
vergognandomi tanto,
ho anche pregato
donando rispetto a chi dorme per sempre.
Mi son svegliato così:
all'improvviso.
Ricordo solo il silenzio
e la vita che muore
senza nessuna ragione...
sporcai i miei sguardi in un cielo violato d' aurora
e qui vi coniugai le cicatrici dell' animo
tra le vestigia grammaticali dell' introspezione
spogliando il perimetro d' un pericardio di precisazioni
recise come immeritati grappoli allunati
dalla sterile vendemmia argentata dei pensieri.
Squarciando lucide perifrasi d' umiliazione
qui vi coniugai le cicatrici dell' animo
tra le passeggiate crepuscolari del tradimento
ed un trasandato pentimento luccicava graffiato,
d' ira e d' orgoglio saggiamente spettinato,
raggomitolandosi in un pianto d' acciaio
pugnalato d' improvvisa solitudine inconfessata.
stufi di immaginare
e mai vedere
stanco come i miei passi
che camminano e camminano
senza lasciare impronte
stanco come le mie labbra
che fatica a posarsi
per poi baciare
disteso lontano dal sole
aspetto la pioggia
che lavi via questa pelle
e trascini lontano
ogni briciola di essa
stanco come le mie mani
stufe di sfiorare
e mai afferrare
stanco come il mio cuore
che si schiude e sogna
senza mai andare in estasi
stanco come la mia mente
che gira e rigira
senza mai fermarsi
disteso lontano dal sole
aspetto la pioggia
che lavi via questa pelle
e trascini lontano
ogni briciola di essa
soldati dell’Alpe:
fra gli arditi nevosi degl’infidi valichi
Ci siam cinti dell’arme,d’orgoglio tenace,
Implorammo il Padre,il Celeste custode,
Giungemmo sull’Alpe,sul duro granito,
Distesi a ventaglio come foglie d’inverno,
Sui marmi solenni scrivemmo la sorte,
Amare la sposa,i figli,la casa natale;
so di amare tanto o niente,
so di esser divertente,
so che non sono importante.
So di vivere la vita
senza effimere pulsioni,
per gli amori, ormai rari,
sono solo aberrazioni.
Ma se so quello che so
è perché mi guardo dentro
e a nessuno non consento
di guardarmi dall’oblò.
So che sono intraprendente,
talun dice seducente,
un pò forse intrigante
ed un pizzico galante.
Questo so e non è niente,
non mi sento un lestofante
solo un poco strafottente,
so di essere un brigante.
E se son quello che so
che ci vuole ! vi conviene !
anche quando rompo un po’
a volermi un poco bene ?
non c'è più pentimento!
Mi riscopro sazio,
gonfio di sentimento!
Di anelare stanco,
vivere l'angoscia pesa
con l'anima stesa
e il giudizio di fianco.
Non più poesia allora
non posso avere torto
qualcosa dentro è morto
l'anima non lavora.
Dacchè non più noi due,
sulla meta concordi
dacchè non mi ricordi
delle parole tue.
Sol tempo andato rimpiango,
dalla sveglia al mattino,
sopito mi rimango,
in giro mi incammino,
vagando tra il casino,
sarò eterno ramingo,
sparisco, mi estingo.
sgorgava sulle sue labbra confuse,
aridi fiori del deserto socchiusi,
tempestosi granelli emozionali
d' un cosmo di passioni universali.
La grafia d' un cardiologico pensiero
scucì l' antologia dei sensi
ed un corteggiamento di sguardi intensi,
nemesi d' un cuore amaramente truffato
dalla solitudine maldestramente incerottato,
le cicatrici dal mio petto rastrellava.
Un ricatto d' amore
il profumo della sua pelle scarcerava:
un bastimento di carezze ferite
di finestre e lenzuola son comete,
briciole innamorate di sorrisi
d' un sentimento son fiammiferi smarriti.
Una passeggiata così lunga come la tua
e lasciando la bicicletta di Luisa al sole
una volta mi pare d'averti imitato
o poeta, in quel tuo cercare
nel piovere dei grilli
e dei soffioni
un silenzio di felicità ancora ragazza.











