Giorni d’autunno
trascorsi in trasparenza
eppure incapaci
di aiutare a capire
nei tuoi occhi
ormai lucidi
come una carezza
un bacio per me
ho cercato di non piangere
scivolando nel silenzio
ma piano piano
goccia dopo goccia
sono stato come un fiore
bagnato dalla rugiada
lacrime di speranza
per regalarti una vita
in pace e migliore
di quelli che avevi vissuto
sono ritornato bambino
e ho cercato inutilmente
la stretta della tua mano
te ne sei andato
ho cercato di non piangere
scivolando nel silenzio
ma piano piano
goccia dopo goccia
sono stato come un fiore
bagnato dalla rugiada
trascorsi in trasparenza
eppure incapaci
di aiutare a capire
nei tuoi occhi
ormai lucidi
come una carezza
un bacio per me
ho cercato di non piangere
scivolando nel silenzio
ma piano piano
goccia dopo goccia
sono stato come un fiore
bagnato dalla rugiada
lacrime di speranza
per regalarti una vita
in pace e migliore
di quelli che avevi vissuto
sono ritornato bambino
e ho cercato inutilmente
la stretta della tua mano
te ne sei andato
ho cercato di non piangere
scivolando nel silenzio
ma piano piano
goccia dopo goccia
sono stato come un fiore
bagnato dalla rugiada
3 commenti
1970
Virtuosa fanciulla dagli occhi sublimi,
tacito è il mio cuor, s' eppur batte senza confini;
la luce del volto, del tuo candido viso
m'attraversò la vita, come un sorriso.
Lungo cammino, tacita strada,
il triste mio pensier vaga,
tra le verdi campagne e l'ombroso tiglio,
muto di Te io resto, come in un lontano esilio.
Rumoreggia la sera quel torrente noioso,
nella stanza oscura batte, il cuor mio focoso;
guardo il tempo che passa lento quasi infinito,
e sogno, questo mondo poco capito.
Sogno, di vederti seduta fra rose celesti,
e tanti grilli parlanti saltellar lenti,
tra il ruscello che squilla la sua voce di ghiaccio,
è un mondo di sogno, è un mondo pagliaccio.
E sogno ancor, un lago, un castello,
sei vestita di bianco con un lungo mantello,
mi porgi una rosa in segno d'amore,
io apro la mano e ti dono il mio cuore.
Virtuosa fanciulla dagli occhi sublimi,
tacito è il mio cuor, s' eppur batte senza confini;
la luce del volto, del tuo candido viso
m'attraversò la vita, come un sorriso.
Lungo cammino, tacita strada,
il triste mio pensier vaga,
tra le verdi campagne e l'ombroso tiglio,
muto di Te io resto, come in un lontano esilio.
Rumoreggia la sera quel torrente noioso,
nella stanza oscura batte, il cuor mio focoso;
guardo il tempo che passa lento quasi infinito,
e sogno, questo mondo poco capito.
Sogno, di vederti seduta fra rose celesti,
e tanti grilli parlanti saltellar lenti,
tra il ruscello che squilla la sua voce di ghiaccio,
è un mondo di sogno, è un mondo pagliaccio.
E sogno ancor, un lago, un castello,
sei vestita di bianco con un lungo mantello,
mi porgi una rosa in segno d'amore,
io apro la mano e ti dono il mio cuore.
M’hai invitato
e io ce so venuto,
nun tanto pe la voja de magnà
ma pe conosce la tua realtà.
M’apri la porta e dopo un lieve bacio
me prendi pe la mano come ‘n bamboccio,
me fai girà pe casa a giudicà
si chi ce vive sa come arredà.
La cammera da letto è un’alcova
che, al vederla er core un tonfo prova.
Regno dei pensieri più arditi,
che certamente saranno esauditi.
Er resto è tutto molto raffinato
elegante e ben confezionato.
Anche ‘o stuoino pe er cagnolino
s’intona perfino co zerbino.
La camera da pranzo è ‘no splendore,
merito al suo arredatore !
Luci soffuse, candele e l’argenteria
caricano l’aria de galanteria.
Tutto è perfetto, è una sciccheria
dovrei da magna e beve in allegria.
Ma storco er naso e me agito un bel po’
te meraviji ed io mentir non so,
“Amò c’ho un problema grosso grosso,
ho er cagnolino che me la fa addosso !
Tutto perfetto, tutto ricercato
ma nun vorrei m’avesse anche c….!
A perfezione cosa vuoi che sia,
speriamo de sarvà li carzoni mia !
e io ce so venuto,
nun tanto pe la voja de magnà
ma pe conosce la tua realtà.
M’apri la porta e dopo un lieve bacio
me prendi pe la mano come ‘n bamboccio,
me fai girà pe casa a giudicà
si chi ce vive sa come arredà.
La cammera da letto è un’alcova
che, al vederla er core un tonfo prova.
Regno dei pensieri più arditi,
che certamente saranno esauditi.
Er resto è tutto molto raffinato
elegante e ben confezionato.
Anche ‘o stuoino pe er cagnolino
s’intona perfino co zerbino.
La camera da pranzo è ‘no splendore,
merito al suo arredatore !
Luci soffuse, candele e l’argenteria
caricano l’aria de galanteria.
Tutto è perfetto, è una sciccheria
dovrei da magna e beve in allegria.
Ma storco er naso e me agito un bel po’
te meraviji ed io mentir non so,
“Amò c’ho un problema grosso grosso,
ho er cagnolino che me la fa addosso !
Tutto perfetto, tutto ricercato
ma nun vorrei m’avesse anche c….!
A perfezione cosa vuoi che sia,
speriamo de sarvà li carzoni mia !
Illusi
convinti
che la vita sia
un succedersi di eventi
in ordine sparso
lasciamo che il tempo
ci attraversi
e ci plasmi
Ma in realtà
siamo sempre
artefici consapevoli
degli accadimenti
dai piú eclatanti
ai piú banali
Solo che
ci nascondiamo
dietro il caso
la malasorte
l'altrui cattiveria
Per difenderci
da noi stessi
per raccontarci
che l'infelicità
ci ha colto
di sorpresa
Invece
era ciò che
ci dovevamo aspettare
avendo coltivato
solo campi sterili...
convinti
che la vita sia
un succedersi di eventi
in ordine sparso
lasciamo che il tempo
ci attraversi
e ci plasmi
Ma in realtà
siamo sempre
artefici consapevoli
degli accadimenti
dai piú eclatanti
ai piú banali
Solo che
ci nascondiamo
dietro il caso
la malasorte
l'altrui cattiveria
Per difenderci
da noi stessi
per raccontarci
che l'infelicità
ci ha colto
di sorpresa
Invece
era ciò che
ci dovevamo aspettare
avendo coltivato
solo campi sterili...
Mai visto un fascino così
Mai visto due occhi zingari
Dove perdersi
Vale arrendersi.
Mai visto questo bel film
Mai visto sono ancora qui
Per illuminarmi
Per devastarmi
Un solo istante che sarà mai
Uno sbaglio deve essere bello sai.
Appaggia la tua bocca sulla mia
Bruciami di una insana follia
Vola con me in un cielo
Mai visto .
Mai visto due occhi zingari
Dove perdersi
Vale arrendersi.
Mai visto questo bel film
Mai visto sono ancora qui
Per illuminarmi
Per devastarmi
Un solo istante che sarà mai
Uno sbaglio deve essere bello sai.
Appaggia la tua bocca sulla mia
Bruciami di una insana follia
Vola con me in un cielo
Mai visto .
L’assassinio, l’eccidio,
si ripete;
Eh si!
Senza alcun preavviso…
E’’ diabolico il progetto.
Ci fanno vedere
come in un istante
il Mondo può finire….
Ci vogliono in ginocchio
ad implorare il loro inferno.
Parigi umiliata,
per umiliare l’intera civiltà.
Neanche il tempo di
di sentire, di urlare,
di capire, di fuggire o di sfuggire.
Solo l’istante dell’istante.
per poter solo morire.
Parigi,
in questi giorni,
non solo da guardare e commentare
ma da vivere,
poichè
siam lì… vittime fra tutte quelle vittime.
…E come in Guernica
vedo:
braccia alzate ,
caduti in primo piano,
volti, dall’orrore sfigurati,
geometrizzate membra,
prospettive frantumate,
intersecate nel disastro e dal disastro...
...Qualcuno ancora
tiene un fiore in mano…
Parigi,
come Guernica,
poesia in bianco e nero...
Ma l’Iddio riporterà il colore,
perché Dio è verità;
e non c’è verità
in chi soggiorna nell’inferno!
Andiamo cercandoci
ma ci perdiamo nei mali del mondo.
Cerchiamo carezze,
intanto
ci prestiamo ad infinite
violenze
e,
se speriamo in un abbraccio,
sputi in faccia troviamo…
Cerchiamo la pace
e ci dichiariamo guerra
e il tempo stringe,
la vita passa…
Vogliamo amore
e nuotiamo nell’odio.
Se questa è vita
tu dimmi
cosa sarà l’inferno!
… Forse
un piccolo Paradiso…
ma ci perdiamo nei mali del mondo.
Cerchiamo carezze,
intanto
ci prestiamo ad infinite
violenze
e,
se speriamo in un abbraccio,
sputi in faccia troviamo…
Cerchiamo la pace
e ci dichiariamo guerra
e il tempo stringe,
la vita passa…
Vogliamo amore
e nuotiamo nell’odio.
Se questa è vita
tu dimmi
cosa sarà l’inferno!
… Forse
un piccolo Paradiso…
Ora accarezzi il crepuscolo
fatto d'Autunno
e respiri i germogli dei loti
ascoltando i passi confusi sulla ghiaia.
Ora sei aria leggera tra le rose
lo scalpiccio di un fantasma che passa.
Sei stata una spina tra i rovi
la paura e il turbamento del destino
il bagliore e l'illusione
la speranza e la certezza.
Una ferita lacerata che sanguina
improvvisamente
un tuono che incontra il cielo e cade in pioggia
tu, come goccia sull'asfalto ora
sei ombra e luce di Novembre.
E ti disperdi vagando tra la gente
tra gli amori, i sogni, i tuoi rimpianti.
Tutte le battaglie,
frammenti sfumati e consumati
dall'orgoglio e la fragilità
la rabbia, la malinconia
la voglia di libertà
e la fierezza di essere "Donna".
Una Donna che fu un eco sul mondo
ora è un' essenza impavida che non tace.
Una donna che nacque, scrisse e visse la storia.
fatto d'Autunno
e respiri i germogli dei loti
ascoltando i passi confusi sulla ghiaia.
Ora sei aria leggera tra le rose
lo scalpiccio di un fantasma che passa.
Sei stata una spina tra i rovi
la paura e il turbamento del destino
il bagliore e l'illusione
la speranza e la certezza.
Una ferita lacerata che sanguina
improvvisamente
un tuono che incontra il cielo e cade in pioggia
tu, come goccia sull'asfalto ora
sei ombra e luce di Novembre.
E ti disperdi vagando tra la gente
tra gli amori, i sogni, i tuoi rimpianti.
Tutte le battaglie,
frammenti sfumati e consumati
dall'orgoglio e la fragilità
la rabbia, la malinconia
la voglia di libertà
e la fierezza di essere "Donna".
Una Donna che fu un eco sul mondo
ora è un' essenza impavida che non tace.
Una donna che nacque, scrisse e visse la storia.La penna non vuole star ferma
mi chiama mi tira s’arrabbia
si sente un’allodola in gabbia
chiedendomi aiuto e conferma,
conferma di cosa, le chiedo:
dell’odio che uccide i ragazzi
del nero terrore di pazzi
che sparano vedo non vedo,
dei giorni di disperazione
che sembrano porte d’inferno
in questo iniziare d’inverno
che gela ogni piccola azione.
Di cosa ti parlo indeciso,
di eterni diverbi divini
che guardano stando vicini
dall’unico lor Paradiso,
di stragi nel nome del padre
di sangue versato innocente
di bimbi che piangono o gente
che scappa cercando la madre,
di lacrime come schiodate
dall’anima povera e sola
che cade distrutta e non vola
avendo le ali strappate.
La penna capisce il dolore
che tribola il genere umano
mi lascia piangendo la mano
e poi si trasforma in un fiore.
“Senza aver visto la Cappella Sistina non è possibile formare un'idea completa di ciò che un uomo è capace di raggiungere.”
(Johann Wolfgang von Goethe)
A quasi ottantanove anni
sono vino da meditazione,
lacrima d’un barolo chinato
di lungo invecchiamento,
finalmente conscio
delle troppe
occasioni
perdute
e dei
tanti
tini
in
cui
mi
hanno
schiacciato.
Sono marchi fisici
questi che attanagliano
i parchi risvolti poetici
della mia fronte
e del mio
vecchio
cuore:
le
tante
macchie
d’inchiostro
e le pennellate
color nero pece
che sporcano
e ricoprono
di umano
la nostra
piccola
anima
blu.
Che
poi
basta
scavare
un attimo
per vederla
riemergere.
Amore,
intenso sentimento
d'affetto;
dolore,
condizione di sofferenza
morale e fisica:
due stati d'animo
che si intersecano,
che si stampano
nel cuore.
Essi scandiscono il tempo
dell'esistenza umana,
più da vivere
che da ricordare.
C'è chi bara?
Non si ama a comando,
non si piange a comando,
altrimenti saremmo
una compagnia d'attori
sul palcoscenico della vita.
intenso sentimento
d'affetto;
dolore,
condizione di sofferenza
morale e fisica:
due stati d'animo
che si intersecano,
che si stampano
nel cuore.
Essi scandiscono il tempo
dell'esistenza umana,
più da vivere
che da ricordare.
C'è chi bara?
Non si ama a comando,
non si piange a comando,
altrimenti saremmo
una compagnia d'attori
sul palcoscenico della vita.
E’ la mia vita che mi è stata data
in una notte d‘amore appassionata.
Me la son presa e l’ho indossata,
giurando in me che l’avrei esaltata.
La realtà, si sa, è ben diversa,
da quello che in primis era apparsa.
Fu una vita di normalità,
ma mai banale, con tanta qualità.
Piena di gioia e un dolore immenso
senza il quale non avrebbe senso.
Vita d’impegni e qualche delusione,
tanti gli amori senza conclusione.
E’ la mia vita ed io l’ho vissuta
come l’avessi sempre posseduta.
L’ho spesa sempre
cercando di capire
come riuscire
ad altri di non far del male.
E’ la mia vita che ormai sta per finire
e non riesco per essa a impallidire,
di tutto quello che ne resterà,
io la vivrò
e che sarà, sarà !
in una notte d‘amore appassionata.
Me la son presa e l’ho indossata,
giurando in me che l’avrei esaltata.
La realtà, si sa, è ben diversa,
da quello che in primis era apparsa.
Fu una vita di normalità,
ma mai banale, con tanta qualità.
Piena di gioia e un dolore immenso
senza il quale non avrebbe senso.
Vita d’impegni e qualche delusione,
tanti gli amori senza conclusione.
E’ la mia vita ed io l’ho vissuta
come l’avessi sempre posseduta.
L’ho spesa sempre
cercando di capire
come riuscire
ad altri di non far del male.
E’ la mia vita che ormai sta per finire
e non riesco per essa a impallidire,
di tutto quello che ne resterà,
io la vivrò
e che sarà, sarà !
Turbinano i giorni
nel nostro tempo
sempre avaro
di soste lievi
Sempre in corsa
per dove poi?
Prendo talvolta
a piene mani
gocce di sole
per scaldarmi gli occhi
cosí pieni
d'ombre grigie
Tu ed io
soluzione satura
a volte
di sali di vita...
Continuo sempre
tuo malgrado
a scrivere di follie
Mistero per te
cosí avulso
dai voli del cuore
Inchiodami se vuoi
i piedi sulla dura roccia
Mi ritroverai a breve
a mezz'aria
in dissolvenza
stracciata via
come nuvola dal vento...
nel nostro tempo
sempre avaro
di soste lievi
Sempre in corsa
per dove poi?
Prendo talvolta
a piene mani
gocce di sole
per scaldarmi gli occhi
cosí pieni
d'ombre grigie
Tu ed io
soluzione satura
a volte
di sali di vita...
Continuo sempre
tuo malgrado
a scrivere di follie
Mistero per te
cosí avulso
dai voli del cuore
Inchiodami se vuoi
i piedi sulla dura roccia
Mi ritroverai a breve
a mezz'aria
in dissolvenza
stracciata via
come nuvola dal vento...
Quel puntino dell'uomo
tratteggiato a matita
nell'immenso;
dalla cruda realtà
dei diseredati
all'ostentata opulenza
degli abbienti.
Due mondi a confronto
nel deserto del cuore,
quando v'è un mare
d'amore.
Le tragedie s'incrociano;
la ferocia
che scalfisce l'anima
dia strada all'oblio;
non si cancelli
quel puntino,
fu vergato per amare.
tratteggiato a matita
nell'immenso;
dalla cruda realtà
dei diseredati
all'ostentata opulenza
degli abbienti.
Due mondi a confronto
nel deserto del cuore,
quando v'è un mare
d'amore.
Le tragedie s'incrociano;
la ferocia
che scalfisce l'anima
dia strada all'oblio;
non si cancelli
quel puntino,
fu vergato per amare.










