Udite Alpini,
soldati dell’Alpe:
fra gli arditi nevosi degl’infidi valichi
soldati dell’Alpe:
fra gli arditi nevosi degl’infidi valichi
chinati a fatica come chiome di salici;
sulle rocce imbevute di tragica sorte
chiamati alla lotta per una patria si forte.
Ci siam cinti dell’arme,d’orgoglio tenace,
i cannoni ai più forti e in un canto vivace,
abbiam preso gli stemmi,la nostra bandiera
e sulla croce dicemmo la nostra preghiera.
Implorammo il Padre,il Celeste custode,
ridacci la patria in questo inno di lode;
scambiammo la vita per la terra perduta
oppur venga la morte innanzi veduta.
Giungemmo sull’Alpe,sul duro granito,
gli spari furtivi e l’onore ferito;
sentimmo gli echi,i tremori incessanti
le mille sonate dei cannoni pesanti.
Distesi a ventaglio come foglie d’inverno,
caduti nel sonno di lodi o di inferno,
imbrattati di polvere,di sangue cristiano
caduti nell’ombra per un colpo di mano.
Sui marmi solenni scrivemmo la sorte,
non più battaglie stridori di morte
non più tristezza di lungo soffrir;
lasammo alle genti un dolce venir.
Amare la sposa,i figli,la casa natale;
amare la terra in un profondo sapere,
chiamare il nemico,amico di sempre
è la storia passata che ci apre alla vita.

Commenti
inoltre mio marito è un'alpino da quando ha fatto il militare, ha partecipato a tutti i raduni, ora è ammalato di sla, ma è nel cuore
sempre un'alpino .... Grazie faccio mia questa poesia e la leggerò anche a lui ....