La geografia del pensiero,
anaforico artigiano d' immaginazione
tra meridiani e latitudini d' amore,
migrò un romanzo d' abitudine
interpretando il polline dei giorni
arroccati in schegge di passione e confusione.
Come segmenti d' autore impreparato
scarabocchiati d' emozione,
così l' allitterazione del silenzio
all' alba di una confessione,
separò l' animo infinito
d' una luna mutilata d' intenti
e nell' appostamento dei momenti
si tinse d' autunno e ferimenti.
anaforico artigiano d' immaginazione
tra meridiani e latitudini d' amore,
migrò un romanzo d' abitudine
interpretando il polline dei giorni
arroccati in schegge di passione e confusione.
Come segmenti d' autore impreparato
scarabocchiati d' emozione,
così l' allitterazione del silenzio
all' alba di una confessione,
separò l' animo infinito
d' una luna mutilata d' intenti
e nell' appostamento dei momenti
si tinse d' autunno e ferimenti.
7 commenti
Seguo il volo
di una farfalla
libera di volare nell'aria.
Mi adagio piano nell'erba
è così morbida...
Vorrei sognare ancora un po’
se mi è permesso.
Seguo con gli occhi
quella piccola farfalla,
non smette di agitarsi
mi passa infinite volte davanti:
pare sfidarmi,
ma io non ho nessuna voglia.
C’è un leggerissimo vento
l’aria è fresca
ed il sole è ancora alto,
provo a rialzarmi
ma non ci riesco,
mi rilasso ancora un po’.
Provo a parlare con la piccola vita
lei mi gira ancora intorno
forse capisce quel che dico.
Mi addormento soddisfatto...
di una farfalla
libera di volare nell'aria.
Mi adagio piano nell'erba
è così morbida...
Vorrei sognare ancora un po’
se mi è permesso.
Seguo con gli occhi
quella piccola farfalla,
non smette di agitarsi
mi passa infinite volte davanti:
pare sfidarmi,
ma io non ho nessuna voglia.
C’è un leggerissimo vento
l’aria è fresca
ed il sole è ancora alto,
provo a rialzarmi
ma non ci riesco,
mi rilasso ancora un po’.
Provo a parlare con la piccola vita
lei mi gira ancora intorno
forse capisce quel che dico.
Mi addormento soddisfatto...
Chissà
se tra uno sbadiglio e un caffè
ricordi la nota di una canzone
che ho dedicato a te.
Chissà se una e una sola parola,
come foglia ad albero
è appesa al tuo cuore,
se mai l'ha sfiorato quel cuore!
Ma se passa a un passo da te
una piccola nuvola bianca
in un cielo senza nuvole,
non la cacciare via,
non porta pioggia
e se lungo la strada
ti scontrerai con una gatta bianca,
lascia che si strusci
è solo il tuo odore che vuole,
ti lascerà andare.
Una carezza non può fare male
perché è solo una carezza
e una carezza non chiede di più.
Foglie mosse dal vento
rammentano l'essenza
onirica inesplorata e armoniosa
dei miei cieli canuti e tersi.
Dispersa da una lacrima
sotto le ciglia
rapita da un riverbero di luce
adagiata sul pantano della terra
una voce d'anima
sparsa qua e la dal vento.
Ne assaporo ogni suo canto
che desta e ridesta
le mie mutevoli stagioni.
Incantata
rammentano l'essenza
onirica inesplorata e armoniosa
dei miei cieli canuti e tersi.
Dispersa da una lacrima
sotto le ciglia
rapita da un riverbero di luce
adagiata sul pantano della terra
una voce d'anima
sparsa qua e la dal vento.
Ne assaporo ogni suo canto
che desta e ridesta
le mie mutevoli stagioni.
Incantata
tra gli affranti
dissetati dal profumo del cuore
ho l'ardore viziato
di una memoria mezza vuota
e mezza piena.

dissetati dal profumo del cuore
ho l'ardore viziato
di una memoria mezza vuota
e mezza piena.

Non un fil di luce,
non uno spiffero,
solo fumi d'alcool,
solo i tuoi occhi,
fissi,
a guardarti frantumare.
Un bicchiere portato
troppo vicino al cuore
può far male,
troppo vicino alla testa,
può annientare.
Resti ad ondeggiare
fermo,
sul tuo giaciglio,
lasciandoti trasportare,
dall'onda viva,
nel tuo stomaco,
unico superstite
in questo cimitero.
Mai più vero,
mai più vero.
Ti guardi crollare,
un segmento alla volta,
un puntino alla volta,
un pezzo di anima
si polverizza,
un tenue capello,
cade.
Mai più vero,
mai più vero,
riecheggia la promessa,
in un mondo incapace
di comprendere,
o forse capace,
ma disinteressato.
Sfugge via una linea,
di te,
mentre sfugge via il tempo,
il tuo.
Fuori il turbinio,
dentro il buio,
non un fil di luce,
non uno spiffero,
non c'è più poesia
strozzata insieme
all'anima.
Un bicchiere portato
troppo vicino al cuore
fa morire, si
ma offre la compagnia,
dei tuoi demoni.
non uno spiffero,
solo fumi d'alcool,
solo i tuoi occhi,
fissi,
a guardarti frantumare.
Un bicchiere portato
troppo vicino al cuore
può far male,
troppo vicino alla testa,
può annientare.
Resti ad ondeggiare
fermo,
sul tuo giaciglio,
lasciandoti trasportare,
dall'onda viva,
nel tuo stomaco,
unico superstite
in questo cimitero.
Mai più vero,
mai più vero.
Ti guardi crollare,
un segmento alla volta,
un puntino alla volta,
un pezzo di anima
si polverizza,
un tenue capello,
cade.
Mai più vero,
mai più vero,
riecheggia la promessa,
in un mondo incapace
di comprendere,
o forse capace,
ma disinteressato.
Sfugge via una linea,
di te,
mentre sfugge via il tempo,
il tuo.
Fuori il turbinio,
dentro il buio,
non un fil di luce,
non uno spiffero,
non c'è più poesia
strozzata insieme
all'anima.
Un bicchiere portato
troppo vicino al cuore
fa morire, si
ma offre la compagnia,
dei tuoi demoni.
Scrivo sulle lacrime la pretesa vana
di ridisegnare l’ombra alla luce d’assenza,
mancanza che non rinnega casa alle parole
ma sfiora l’inquietudine d’antica danza
e illumina l’elsa all’aporia sana.
Schioccano lingue di fuoco sui seni
tempo vivo di pensiero indagatore
con pretese di fede smarrite lacerando offese
distanze che non smettono d’edificare
macerie di deserti, silenzi derubati d’infiniti cieli
Rianimato dal pianto del cuore in fiamme
senza fiato in vena appare lo spirito indenne
neonato avvolto dall’assoluto incanto
di ricerca in carezze verginee d’armonia
Quale volo anela l’ala che nella mente manca?
Ogni donna
dovrebbe avere
un poeta per amante
Un uomo che trovi
le parole
per colorare
la malinconia
Che prepari al mattino
un latte dolce di gesti e pensieri
e un buongiorno
senza nuvole
Che chiuda le palpebre
alla sua amata
quando il mondo
è grigio e fa paura
Che le regali
un raggio di sole
in uno sguardo
Un poeta
che vada a catturarle
l'ultima pioggia del cielo
per lavarle l'anima
Che le prenda la mano
e insieme possano
affrontare tempeste
senza paura
Che le scriva
tutto l'amore
in una fiaba infinita
dovrebbe avere
un poeta per amante
Un uomo che trovi
le parole
per colorare
la malinconia
Che prepari al mattino
un latte dolce di gesti e pensieri
e un buongiorno
senza nuvole
Che chiuda le palpebre
alla sua amata
quando il mondo
è grigio e fa paura
Che le regali
un raggio di sole
in uno sguardo
Un poeta
che vada a catturarle
l'ultima pioggia del cielo
per lavarle l'anima
Che le prenda la mano
e insieme possano
affrontare tempeste
senza paura
Che le scriva
tutto l'amore
in una fiaba infinita
Sopra tutte le brutture
che vediamo in questo mondo
c'è chi ancora non s' arrende,
chi continua e porta avanti
un progetto di speranza!
...
Ogni mattina all'orizzonte,
in una sinfonia di lucè e colore,
la cara Madre Terra
continua a partorire il Sole!
che vediamo in questo mondo
c'è chi ancora non s' arrende,
chi continua e porta avanti
un progetto di speranza!
...
Ogni mattina all'orizzonte,
in una sinfonia di lucè e colore,
la cara Madre Terra
continua a partorire il Sole!
Poesia scherzosa scritta in collaborazione con la divina poetessa Giò a cui vanno i miei ringraziamenti.
Clicc...ami
Ho cercato per amare
e sui Network ho girato
e girando e rigirando ,
son cascato su di te.
T’ho guardata, sei piaciuta,
tanti byte t’han costruita
che la ram pare intasata,
ologramma di una Dea !
Quindi , amor,
ti supplico.
cercami, chiamami, trovami
e perché no….
cliccami, taggami, incollami
stringimi, coccolami, prendimi,
salva il tuo amore per me !
…EEEh!...
C’ho provato,
mio amor!...
Ho anch’io guardato, e t’ho pure trovato,
poi chiamato e, quindi ancor,
ti ho cliccato.
Hai risposto con fervore ed è nato
il nostro amore
E io, ora,
stringo, stringo ti vorrei un po’ copiare
ma… la colla m’è finita.
Che t’incollo, che t’azzecco?
Sai che faccio?
Mò mi salvo e me ne vò…
Clicc...ami
Ho cercato per amare
e sui Network ho girato
e girando e rigirando ,
son cascato su di te.
T’ho guardata, sei piaciuta,
tanti byte t’han costruita
che la ram pare intasata,
ologramma di una Dea !
Quindi , amor,
ti supplico.
cercami, chiamami, trovami
e perché no….
cliccami, taggami, incollami
stringimi, coccolami, prendimi,
salva il tuo amore per me !
…EEEh!...
C’ho provato,
mio amor!...
Ho anch’io guardato, e t’ho pure trovato,
poi chiamato e, quindi ancor,
ti ho cliccato.
Hai risposto con fervore ed è nato
il nostro amore
E io, ora,
stringo, stringo ti vorrei un po’ copiare
ma… la colla m’è finita.
Che t’incollo, che t’azzecco?
Sai che faccio?
Mò mi salvo e me ne vò…
Le nostre parole
sanguinanti
nel dolore
del momento che scriviamo,
caracollano fra versi
frastornati dal sudore
che tra l’anima e i lamenti
si rifugiano smarrite
perché altre più compatte
più veloci ed intriganti
le soverchiano sperdendo
questo piccolo ansimare.
Mare
Ti guardo mare
splendido e infido
che ogni giorno
fagociti sogni
e misere illusioni.
Sul tuo argenteo
e sconfinato manto,
scintillano le luci
delle tante stelle
arrivate in cielo.
Culla dolcemente
i piccoli innocenti
caduti nell’oblio
e canta per loro
l’ultima ninna nanna.
Ti guardo mare
splendido e infido
che ogni giorno
fagociti sogni
e misere illusioni.
Sul tuo argenteo
e sconfinato manto,
scintillano le luci
delle tante stelle
arrivate in cielo.
Culla dolcemente
i piccoli innocenti
caduti nell’oblio
e canta per loro
l’ultima ninna nanna.
Accompagno il brusio
del vento;
accarezzo l'onde
del mare;
m'inebrio dell'essenza
dei fiori;
m'incanto al volteggiar
degli uccelli;
m'esalto d'un rosso
tramonto;
mi respiro dell'alba
solare;
m'inzuppo nella rugiada
del mattino;
m'emoziono allorché
madre natura
continui imperitura
il suo canto.
del vento;
accarezzo l'onde
del mare;
m'inebrio dell'essenza
dei fiori;
m'incanto al volteggiar
degli uccelli;
m'esalto d'un rosso
tramonto;
mi respiro dell'alba
solare;
m'inzuppo nella rugiada
del mattino;
m'emoziono allorché
madre natura
continui imperitura
il suo canto.
usi le tue braccia per farmi gallegiare
in un dolore che non è mare
e in questo oceano di parole
mi lasci solo e le mie voglie si legano al tuo odore.
Usi le tue labbra come fucili a pompa,
carichi di nuovo e punti alla bocca
ma eviti il colpo un'altra volta,
mi lasci perso e senza sosta.
Usi questo amore come pretesto
lo ripeti,a volte,che troppo contesto
ed è vero,amore,ma non ti ho detto
che mi lasci nel dolore quando aspetto.
in un dolore che non è mare
e in questo oceano di parole
mi lasci solo e le mie voglie si legano al tuo odore.
Usi le tue labbra come fucili a pompa,
carichi di nuovo e punti alla bocca
ma eviti il colpo un'altra volta,
mi lasci perso e senza sosta.
Usi questo amore come pretesto
lo ripeti,a volte,che troppo contesto
ed è vero,amore,ma non ti ho detto
che mi lasci nel dolore quando aspetto.
Un solo amore io riconosco!
Quello in cui,
decido di volermi perdere…
… morire, nella voluttà
che mi riveli.
Quello che,
con raggianti occhi
mi fa arrivare a te
trasfigurata quasi,
dalla subitanea beatitudine.
Quello che…
…quando ardito e silenzioso
mi sussurri di avermi tra le vene,
catturata,
rimango statua immobile
nell’immobile silenzio.
Illuminata,
dall’interiore luce
che accende e che conferma
speranze sovrumane
di questa immortale verità.
Solo questo amore io riconosco!
Quello in cui,
i nostri baci
ci rendono veggenti,
i voluttuosi amplessi ci rendono divini…
…Ah, nefasta decisione!
La mia, è adesso
feroce implorazione,
pretesa furibonda:
lascia che io t’ami…
e lascia che tu m’ami
anche solo per un ‘ora…
…e saremo salvi!
Quello in cui,
decido di volermi perdere…
… morire, nella voluttà
che mi riveli.
Quello che,
con raggianti occhi
mi fa arrivare a te
trasfigurata quasi,
dalla subitanea beatitudine.
Quello che…
…quando ardito e silenzioso
mi sussurri di avermi tra le vene,
catturata,
rimango statua immobile
nell’immobile silenzio.
Illuminata,
dall’interiore luce
che accende e che conferma
speranze sovrumane
di questa immortale verità.
Solo questo amore io riconosco!
Quello in cui,
i nostri baci
ci rendono veggenti,
i voluttuosi amplessi ci rendono divini…
…Ah, nefasta decisione!
La mia, è adesso
feroce implorazione,
pretesa furibonda:
lascia che io t’ami…
e lascia che tu m’ami
anche solo per un ‘ora…
…e saremo salvi!












