Compagni di scuola,
ora che sono qui seduto,
anonimo,
perso nella mia poltrona,
e l’età ce l’ho,
ripenso un po’ a voi,
a tutti voi;
e sento ancor al’odore del gesso di lavagna,
la campanella delle ore,
lora di ricreazione,
i libri la cartella,
odori di merendine e di gomme da cancellare,
eravamo giovani,allora,
forti e robusti,
quanti sogni,
quanta rabbia in corpo,
a volte gli studi,
andavano a rotoli,
e poi ci si innamorava,
della ragazza di classe;
compagni di scuola,
dove siete,
che fine avete fatto;queste parole per voi,
dovunque siate.
ora che sono qui seduto,
anonimo,
perso nella mia poltrona,
e l’età ce l’ho,
ripenso un po’ a voi,
a tutti voi;
e sento ancor al’odore del gesso di lavagna,
la campanella delle ore,
lora di ricreazione,
i libri la cartella,
odori di merendine e di gomme da cancellare,
eravamo giovani,allora,
forti e robusti,
quanti sogni,
quanta rabbia in corpo,
a volte gli studi,
andavano a rotoli,
e poi ci si innamorava,
della ragazza di classe;
compagni di scuola,
dove siete,
che fine avete fatto;queste parole per voi,
dovunque siate.
2 commenti
Balcone fiorito,
profumo di fresie, gerani e
garofani, fitti e pendenti.
Giochi di filo, trine e merletti.
Abili mani giocavano al fuso,
matasse dipanavano all’arcolaio
e da intrecci di canne e olivastro,
creavano cesti.
Odore di uva passa, miele e moscato
e al profumo d’anice,
collane e trecce di fichi secchi.
Primavere ed estati,
albe e tramonti,
i giorni crescevano di calda luce,
tra sulla e ginestra
e in mezzo all’orto
profumo di aromi.
Arnie a soqquadro,
il miele colava
in vasi già colmi.
Le api ribelli,
in isterico volo,
danzavano attorno
al carico, dolce, sul capo
e baciavano il volto di lei,
che, con gesto di mano,
simile ad un saluto,
allontanava da se
le sue amiche generose.
profumo di fresie, gerani e
garofani, fitti e pendenti.
Giochi di filo, trine e merletti.
Abili mani giocavano al fuso,
matasse dipanavano all’arcolaio
e da intrecci di canne e olivastro,
creavano cesti.
Odore di uva passa, miele e moscato
e al profumo d’anice,
collane e trecce di fichi secchi.
Primavere ed estati,
albe e tramonti,
i giorni crescevano di calda luce,
tra sulla e ginestra
e in mezzo all’orto
profumo di aromi.
Arnie a soqquadro,
il miele colava
in vasi già colmi.
Le api ribelli,
in isterico volo,
danzavano attorno
al carico, dolce, sul capo
e baciavano il volto di lei,
che, con gesto di mano,
simile ad un saluto,
allontanava da se
le sue amiche generose.
Sul colle
Colle ad adornar lo spazio,
strie d'azzurro ad ammagliar lo sguardo..
tinteggiar colori ed intonar umore a festa.
M'innamorai del verde manto e ...
dei tetti bagnati di rugiada, storie a
trasparir storie e favole nei borghi,
ciclamini e betulle ad aprir corolle.
Sorte funesta a tratteggiar le scene,
sfumate ombre ad oscurar la via.
Fu notte e giorno a morir e
sprazzi di luci ad intonar colori sobri.
Catarsi all'anima e corpo a rinvigorir,
ed elevar lo spirito oltre il chiarore.
Colle fra colli a tinteggiar lo spazio in lontananza e
adescar silenzio e pace.
T'appresti ombra a passar il ponte e
vai verso il chiarore,
infinita salita a costeggiar abeti e pini,
a passo greve e trainar il peso.
Fu estate fra casupole colorate,
campi di grano e pannocchie abbrustolite al sole,
il ricordo sfiora la pelle e
la solitudine fa scender una lacrima.
Foschia a crear mistero e ambiguità,
cerea alba al tramontar del sole,
sparpagliar sogni e far connubio coi pensieri..
Dono il cuore alle valli in fiore,
ai monti a sfiorar l'universo oltre lo sguardo.
Eco a volar nel cielo, mani a coronar il corpo,
suadenti voci ed effimero ricordo a tornar in mente...
Mio Padre e mia Madre....
Come non fossero mai morti..
Colle ad adornar lo spazio,
strie d'azzurro ad ammagliar lo sguardo..
tinteggiar colori ed intonar umore a festa.
M'innamorai del verde manto e ...
dei tetti bagnati di rugiada, storie a
trasparir storie e favole nei borghi,
ciclamini e betulle ad aprir corolle.
Sorte funesta a tratteggiar le scene,
sfumate ombre ad oscurar la via.
Fu notte e giorno a morir e
sprazzi di luci ad intonar colori sobri.
Catarsi all'anima e corpo a rinvigorir,
ed elevar lo spirito oltre il chiarore.
Colle fra colli a tinteggiar lo spazio in lontananza e
adescar silenzio e pace.
T'appresti ombra a passar il ponte e
vai verso il chiarore,
infinita salita a costeggiar abeti e pini,
a passo greve e trainar il peso.
Fu estate fra casupole colorate,
campi di grano e pannocchie abbrustolite al sole,
il ricordo sfiora la pelle e
la solitudine fa scender una lacrima.
Foschia a crear mistero e ambiguità,
cerea alba al tramontar del sole,
sparpagliar sogni e far connubio coi pensieri..
Dono il cuore alle valli in fiore,
ai monti a sfiorar l'universo oltre lo sguardo.
Eco a volar nel cielo, mani a coronar il corpo,
suadenti voci ed effimero ricordo a tornar in mente...
Mio Padre e mia Madre....
Come non fossero mai morti..
Forse ti incontrerò
dietro il volo di una farfalla
nella leggerezza dell'aria di primavera
mi scontrerò in un sorriso,
che saprà di musica
e dentro uno sguardo limpido
che riempierà il mio cuore.
Forse esisti da qualche parte
in questo immenso mondo
che tiene gli occhi sempre chiusi
forse ci giriamo solo intorno
e parliamo alla stessa luna,
forse ci cerchiamo...
per sfogliare dolcemente
un meraviglioso sogno!
Lo sguardo alzo
al cielo stellato
un canto di gioia
esprime il mio cuore,
le stelle brillanti, la luna lucente
mi parlan di te
amato Signore
Tu che d'amore sei l'essenza,
Tu creatore
di immense bellezze,
della vita hai fatto dono
a noi piccoli esseri,
di fronte al Tuo immenso splendore
in devoto rispetto il capo chiniamo
Del nostro corpo
hai fatto il Tuo Tempio
amorevole padre di mille e mille figli
il vento ci porta la Tua voce,
il sole lo splendore
del Tuo sguardo amorevole
Nel profumo dei fiori
assaporiamo il Paradiso
nella speranza di essere accolti
per nostro merito e grazia Tua
nell'ora del nostro ultimo terreno respiro
Perdono ti chiedo
peccatrice dallo spirito inquieto
e ti ringrazio Signore
del miracoloso evento
avvenuto or ora, nuova vita è nata,
un piccolo bimbo
ad allietar la mia vita
sereno al mondo sorride
Per mano conducilo
nel suo percorso
affinchè cresca sano
nel corpo e nell'anima
E così sia
***********************
Un'ora fa è nato il primo figlio di mio nipote, si chiama Lorenzo, ho scritto questa preghiera per lui, i genitori, mia sorella e mio cognato
che assaporano la gioia di diventare nonni .... Che Dio ti protegga piccolo Lorenzo ti voglio bene !!!!
***********************
Un'ora fa è nato il primo figlio di mio nipote, si chiama Lorenzo, ho scritto questa preghiera per lui, i genitori, mia sorella e mio cognato
che assaporano la gioia di diventare nonni .... Che Dio ti protegga piccolo Lorenzo ti voglio bene !!!!
È inutile,
ca m'astrigne,
sul pe' me tenè vicino.
È inutile,
ca m'stai a sentì,
sul pe t'assettà nzino.
Io pè te,
tanto io pè te,
io
manc' esisto.
È inutile
ca triemm,
quann't'accarezz.
È inutile
che m'tuocche
per vedè si sonc' overo.
Io pè te,
tanto io pè te,
io
manc esisto.
È inutile
ca m'asciutt'
e lacreme all'uocchie.
È inutile
ca m'pienz
quanne guard' n'ciel.
Io pè te,
tanto io pè te,
io
manc' esisto.
E dimane
sarrà eguale,
ma nun terrai chiù
niente a strignere,
nisciun a sentì,
nu motiv pè tremmà,
nisciun 'a cunsulà,
'a pensà.
Io pè me,
tanto io pè me,
io
manc' esisto.
ca m'astrigne,
sul pe' me tenè vicino.
È inutile,
ca m'stai a sentì,
sul pe t'assettà nzino.
Io pè te,
tanto io pè te,
io
manc' esisto.
È inutile
ca triemm,
quann't'accarezz.
È inutile
che m'tuocche
per vedè si sonc' overo.
Io pè te,
tanto io pè te,
io
manc esisto.
È inutile
ca m'asciutt'
e lacreme all'uocchie.
È inutile
ca m'pienz
quanne guard' n'ciel.
Io pè te,
tanto io pè te,
io
manc' esisto.
E dimane
sarrà eguale,
ma nun terrai chiù
niente a strignere,
nisciun a sentì,
nu motiv pè tremmà,
nisciun 'a cunsulà,
'a pensà.
Io pè me,
tanto io pè me,
io
manc' esisto.
Fagottino accoccolato d' emozioni,
petali d' estasi e virgole d' avventure,
del tuo saggio universo sei il re
e tra le stagioni di sogni e pensieri
il ritratto dei tuoi occhi socchiudi:
piccoli imperlati cristalli allunati
son farina di miele ed aquiloni
incastonati in meteore d' orizzonte
e terre di mandorle affascinanti.
La steppa del tuo incerto corpicino osservo:
sarà manto d' una coperta di fumo gemmato
o incantevole nuvola di drappo addolorato?
Impavido guerriero germinato dal creato,
t' agghindi furtivo d' estrema eleganza
e nel silenzio d' un canto di violino ammutolito
acciambelli il tuo cuore d' amore assolato.
petali d' estasi e virgole d' avventure,
del tuo saggio universo sei il re
e tra le stagioni di sogni e pensieri
il ritratto dei tuoi occhi socchiudi:
piccoli imperlati cristalli allunati
son farina di miele ed aquiloni
incastonati in meteore d' orizzonte
e terre di mandorle affascinanti.
La steppa del tuo incerto corpicino osservo:
sarà manto d' una coperta di fumo gemmato
o incantevole nuvola di drappo addolorato?
Impavido guerriero germinato dal creato,
t' agghindi furtivo d' estrema eleganza
e nel silenzio d' un canto di violino ammutolito
acciambelli il tuo cuore d' amore assolato.
Fra i tanti pensieri
ho scelto te nella testa
a tratti mi appari
in ogni voce d'acqua.
Se guardo il cielo
ci appoggio i miei rumori
ed è subito un vagito d'ali.
Piena di gratitudine
crisalide aspetto
sarò farfalla
sulle tue margherite
o falena
nelle sere d'estate
intorno alle lampade accese
seguirò i raggi lunari o
il chiarore del sole
il chiarore del sole
attratta sarò
dal tuo dolcissimo Amore.

Ma come vorrei
vedervi tornare
così come adesso,
con i visi intrecciati
le mani attaccate
gli occhi negli occhi,
col vostro amore
ancora sincero
come noi
vi insegnammo.
Finita l'estate
vi sovverrà
freddo l'inverno.
Ricordate
gli abbracci
e i baci
che ora vi date,
capirete
la vita
non è andata sprecata.
Per questo
vi prego,
cercatevi sempre.
Restate così
vedervi tornare
così come adesso,
con i visi intrecciati
le mani attaccate
gli occhi negli occhi,
col vostro amore
ancora sincero
come noi
vi insegnammo.
Finita l'estate
vi sovverrà
freddo l'inverno.
Ricordate
gli abbracci
e i baci
che ora vi date,
capirete
la vita
non è andata sprecata.
Per questo
vi prego,
cercatevi sempre.
Restate così
O pescator attento
l’acqua l’argento ha indossato
stamani,
è in attesa del tuo arrivo!
Scaldar dal sole
s’è fatta al punto giusto.
Calza sereno
la tua seconda pelle,
o pescator,
che d’amicizia
e con la mano aperta
t’accoglie il mar nella ricerca.
Fatti ingoiar
nell’infinito abisso
che di ricami è fatto,
d’alghe, coralli,
pesci variopinti.
Cerca,
cerca tra la sabbia
e negli anfratti,
nei ruderi di vascelli abbandonati
affinché in tal viaggio,
tu possa
raggiungere il miraggio.
Rare perle nere
raccoglierai per la tua amata,
lei nella notte
ti sarà generosamente grata.
lei nella notte
ti sarà generosamente grata.
Incatenata l'anima
da collane di filo spinato
rinchiusa nella maleodorante
prigione dell'angoscia
Perchè non dovrei lanciare
il grido di paura
che il petto mi opprime?
Sulla pelle se pur non
così fiorente
desiderosa ancora carezze,
la mano scivola leggera
un piacere autoinflitto
brividi dolorosi dona
La mente persa
in un oblio di ricordi
immagini di due corpi nudi
travolti dalla passione
… noi …
un tempo lontano
ormai un sogno o un incubo
…. non so ….
Pensieri perversi, forse
ma sono carne e sangue
che vive, ama, brama
attimi che mai più saranno
A chi folle mi giudica
cieca al mio tormento
sorrido, che si alienata non sono
solo malata d'amore
per te ...
Disse un bicchiere all'arto:
me devi ripagà
pe le testate d'ieri
co a scusa de festeggià.
Nun è corpa la mia
se tanta era allegria
de fasse na magnata
dal vino accompagnata.
Du panzerotti fritti,
du fave e pecorino
se devono assaggià
sinnò che ce sedemo a fà ?
dicevano l’ospiti
stupiti e quasi attoniti
che famo, ci astenemo ?
vogliam bicchiere pieno.
Cosa potevo fare
Se per ottemperare
alla legge del cin cin
Io, servo del buon vin ?
Te davo ‘na capocciata
capisco, indesiderata,
credevo tu facessi
buon viso per gli eccessi.
Er guaio sai che fu ?
guardando nel menu
non vidi a prima vista
lunghezza della lista.
Tre primi piatti
in ogni modo fatti.
Quattro secondi “solo”
per non avere scrupolo.
Contorni, frutta e dorce,
luppoli d’ogni specie
a completare il tutto
prima del grande rutto.
Come vorresti amico,
dolente e infastidito,
quanno che se magna, cor vin,
necessita un cin cin.
Nun sta a pensà a noi artri
agli urti, e ai disastri.
pensa soltanto che
Il conto, nun lo devi pagà te.!
me devi ripagà
pe le testate d'ieri
co a scusa de festeggià.
Nun è corpa la mia
se tanta era allegria
de fasse na magnata
dal vino accompagnata.
Du panzerotti fritti,
du fave e pecorino
se devono assaggià
sinnò che ce sedemo a fà ?
dicevano l’ospiti
stupiti e quasi attoniti
che famo, ci astenemo ?
vogliam bicchiere pieno.
Cosa potevo fare
Se per ottemperare
alla legge del cin cin
Io, servo del buon vin ?
Te davo ‘na capocciata
capisco, indesiderata,
credevo tu facessi
buon viso per gli eccessi.
Er guaio sai che fu ?
guardando nel menu
non vidi a prima vista
lunghezza della lista.
Tre primi piatti
in ogni modo fatti.
Quattro secondi “solo”
per non avere scrupolo.
Contorni, frutta e dorce,
luppoli d’ogni specie
a completare il tutto
prima del grande rutto.
Come vorresti amico,
dolente e infastidito,
quanno che se magna, cor vin,
necessita un cin cin.
Nun sta a pensà a noi artri
agli urti, e ai disastri.
pensa soltanto che
Il conto, nun lo devi pagà te.!
Il mio bene vola oltre gli Euganei colli,
corre tra aspri sentieri
in ritornato romanticismo,
passa tra le ville dormienti
di passati amori,
si alza nell’aria limpida
e profumata di sogno.
Amore e sogno,
come un puro diamante
riflette tutti i colori della gioia;
cosi è il cuore di chi ama,
illimitato sentimento
e pensiero profondo,
che accoglie nel suo ostello di sogni
quel tuo sorriso celeste
che gli riempie la vita..
Cosi di battente respiro
il tempo mi sembra fuggire
e lascia nell’animo
una viva immagine,
e il sogno la plasma,lo colora
di amori divini.
corre tra aspri sentieri
in ritornato romanticismo,
passa tra le ville dormienti
di passati amori,
si alza nell’aria limpida
e profumata di sogno.
Amore e sogno,
come un puro diamante
riflette tutti i colori della gioia;
cosi è il cuore di chi ama,
illimitato sentimento
e pensiero profondo,
che accoglie nel suo ostello di sogni
quel tuo sorriso celeste
che gli riempie la vita..
Cosi di battente respiro
il tempo mi sembra fuggire
e lascia nell’animo
una viva immagine,
e il sogno la plasma,lo colora
di amori divini.











