A lui basta sedere
per veder rifrangersi
onde di convivialità
da ogni attracco.

Seduti dietro
a rintracciar gli schizzi
ci siamo noi
sempre in movimento

il fluttuare
della carena
della vita
è ritmico sussulto
per post-pomeriggi
e after-night
da bar.

Solo risa,
parole scomposte
bottiglie cedevoli,
per maldestre
effusioni caritatevoli.

Ciarle accelerate,
deliri sospinti
dal nettare fluorescente
dei beveraggi d'ordinanza.

Non si vede la fine
di un inutile vociare
volto soltanto ad aprire
il cuore al prossimo,
a dir: ci sono,
considerami!

Stanzini chiusi
o lounge bar,
sgabelli di legno
o poltroncine,
dove siede lui
scorre la vita.


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Profilo Autore: Demonius  

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Stringimi forte amore
ho tanto freddo
guardami negli occhi
come non hai fatto mai
e dimmi cosa siamo
adesso noi.
Tienimi così accanto a te
fammi sentire il cuore
ed io ti dirò che morirei per te.
Stringimi forte
fa che arrivi l’alba
e ci ritrovi ancora qui
abbracciati e innamorati
ed io che ti dico ancora
sei la vita mia
mentre tu continui a guardarmi negli occhi
senza mai finire
quando nella stanza
entra  un po’ di sole
Illuminando ancora  il nostro amore.
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Profilo Autore: RAFFAELLO CONCA  

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Strada 66 ,

stò seduto

nel sedile dell’auto,

e come Kerouac,

guardo il traffico cittadino;

strada che conduce

all’imbocco autostradale;

movimento continuo di mezzi;

la striscia grigia della strada,

linea bianca in mezzo,

cartelli di ristorazione,

insegne e reclame,

un supermercato in vista;

la cittadina,

come nelle strade 66,

auto di varie forme e cilindrate,

mezzi bisonteschi e massicci,

furgoni frettolosi,

macchine lente di sfaccendati

che vogliono mettersi in mostra;

traffico caotico,

tanta vita che passa,

ognuno verso il suo destino;

strada 66.
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Profilo Autore: stefano medel  

Questo autore ha pubblicato 234 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Primule ferite d' inverno

son polline di mascara ghiacciato,

crepuscoli del giorno ricamato,

sinestesia d' ebano e diamante,

fiocchi di ninfee impolverati di luce

e granelli entusiasmati d' ancora solare.



Primule ferite d' inverno

smeraldi di notte annuvolati,

stelle d' inchiostro di carta,

confetti d' ecchimosi di neve,

particelle d' ombretto di sguardi

son luccichio d' un paesaggio di sale.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
                                                                                                 Era tutto cosi bello da bambini
                                                                                                  Il Natale era gioia allegria 
                                                                                        Non solo per i regali trovati sotto l' albero 
                                                                    ma era bello avere attorno le persone che ti volevano bene 
                                                                                                         C'era più magia 
                                                                                                     Ora è solo tristezza 
                                                                                         Perché si vive nel odio e nelle gelosie
                                                                                nell egoismo si pensa solo nel momento di bisogno 
                                                                                        Poi si ricordano di fare auguri a Natale
                                                                             e durante l 'anno nemmeno un saluto e come stai
                                                                 Natale non è solo quel giorno per me Natale deve essere tutto l'anno





                                                        
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

Questo autore ha pubblicato 193 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
 
Rammento quel tempo
fatto di sapori antichi

rammento quegli occhi
intorno ad una sola luce.

Riassaporo il profumo tra le mani
di siero, latte e sale
il tepore
di quella morbida ricotta adagiata
in un canestrino di giunco intrecciato
lasciata li a riposare
per poi cospargerla sul pane
ed essere gustata.

Rammento quelle abili mani
che ardevano il fuoco
"pignate" e calderoni
tra le mura crepolate ed annerite.

Ricordi di un tempo
che ho vissuto.

Ora è un tempo
solo da sfogliare.



 Il ricordo mattiniero di quand'ero bambina mia mamma e mio nonno accanto al fuoco
                                                             nell'atto di fare ricotte e formaggi " momenti indelebili che non torneranno mai più"




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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Baciare la tua pelle

Che sa d’infinito

E poi perdermi

Nella bellezza

Del tuo sorriso

Forse sto sognando

Forse sto sbagliando

Ma sono sicuro che

Anche se ti perdessi

Io ti cercherei

Per tutti gli angoli

Di questo mondo

Perché senza la tua luce

Non posso proprio stare

Sfiorare i tuoi capelli

Che profumano d’amore

E poi affogare

Nello stupendo mare

Dei tuoi occhi verdi

Forse sto sognando

Forse sto sbagliando

Ma sono sicuro che

Anche se ti perdessi

Io ti cercherei

Per tutti gli angoli

Di questo mondo

Perché senza la tua luce

Non posso più stare

Tu che sei per me

Come un diamante che

Brilla tutte le notti

Tra le mie mani

Illuminando d’infinita

Bellezza tutta la mia vita





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Profilo Autore: DEPILUX  

Questo autore ha pubblicato 20 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Fisso il mio computer,

ho voglia di scriverti una mail,

dai contenuti molto speciali,

ma come cominciare proprio no so.

Tante le parole tra le pagine del cuore,

cerco ma invano, incapace

di rinvenir quelle più consoni.

Parigi sorella mia cara

son io, Roma che ti scrive,

ogni mio dir, seppur sgorga dal cuore,

lo so per certo, tutto sarà scontato,

bruciano ancor le tue ferite aperte,

provocano fitte all’anima,

attanagliata tutta in una morsa,

e gli occhi tuoi ancor piangono,

la luce spenta di quelle stelle brillarelle.

Anch’io ho in petto la paura,

minacciata dagli attacchi..

Tu hai dimostrato tanto coraggio,

tanta forza, e il mio dire, credimi,

non son parole di mera cortesia.

Sei forte, ricca di straordinarie bellezze,

proprio quanto lo son io, anime gemelle noi,

entrambi ricche di storia, arte e cultura,

è la gente che lo dice, venendoci a trovare,

per questo  mai restiamo sole,

circondate sempre ci troviamo di chi,

in immagini perenni ci immortala.

Certo, so bene che non valgono ricchezze,

castelli o antichi monumenti a risanar,

se vivi nello strazio della morte,

alla pari di una madre che ancor

piange quel figliuolo appena perso.

Che sciocca, in questi frangenti

parlar di incantevoli bellezze,

di Torre, Arco, Gioconda o Campi Elisi,

non serve alcun bene materiale

a far rifiorir in volto un caldo sorriso…

Mi scorderei anch’io della Fontana,

Fori, Piazze, Colosseo e storia antica,

di sicuro mi sentirei proprio come te…

Amica mia, sai, ho tanto riflettuto,

c’è qualcuno forse che aiutare ci potrà.

Come ben sai, al centro di me stessa,

c’è tutto un mondo a sé,

e se pur fondato nel cuore del mio cuore,

non è soltanto mio, ma dell’intera umanità.

Lì ci abita Francesco,

anch’Egli non vive un bel momento,

come noi, sta nel medesimo mirino

e sarebbe un colpo d’eco davvero mondiale

attentare alla Sua vita e al Vaticano.

Uniamoci a Lui nelle preghiere,

Egli è il Papa della povertà,

è umile di cuore, in bocca ha la bontà

e semi di pace ovunque sparge, senza distinzione.

Venitelo a trovare, manda i figli tuoi,

le Sue Porte son sempre aperte alla Misericordia.

Seppur non avrà in mano la magica bacchetta,

di certo parlar al cuore lui saprà e di sicuro

con più speranza dentro, a casa ognuno tornerà.

Io t’aspetterò se verrai, son sempre qui

e ci recheremo assieme, quali devoti pellegrini.


Tua sorella e amica Roma.

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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

Questo autore ha pubblicato 167 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
la luce era immensa
il luogo infinito
e il sole finì
per donarci
il suo primo saluto.
Sconosciuti
ci scattarono
foto
sotto l'atlante.
Avevamo davanti
inarrivabile
il Mare del Nord.
Ci prendemmo
per mano
ti dissi
mi fa paura
questa scogliera
teniamoci forte,
abbiamo ancora
troppe cose da fare.
Incantati
restammo in silenzio
davanti alla forza
di quella natura.
Ripensai
a ciò che credeva
tornai con più dubbi,
stringendoti sempre.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

Questo autore ha pubblicato 121 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Ella,la dolce fata della novella antica
che il cor brilla tutto

e nel petto un dono di grande amor.

Così, di caro viso e labbra rosee

apparve a la mia fatta vita.
Nullo,stupito e vago il pensier mio
cadea come foglia d’autunno
nel mezzo a un raggio di brillante sol.
Il respiro quasi d’affogo
e attonito l’occhio mirar bellezza vera
che tanto il dì non brilla mai
così com’Ella fa brillar la vita.

Come potrei dir d’aver vissuto invano
or,in questo mio fatato tempo,
favola che nell’animo riveste
e rinverdisce tutto il d’intorno,
come sei cara a questo mio stonato tempo!
Dalle mie labbra scrivo,
quel che il mio cuor non dice.
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

Questo autore ha pubblicato 86 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Alle pendici d' un colle,

maestrali infiorescenze notturne

come champagne di marea d' orizzonte

tra le declinazioni contuse del cuore,

così magma lunare d' iris

e tralicci di papavero arrovellati

acciottolavano un castello di rondini,

acrobatiche principesse solari.



Grafite di foglie ingiallite,

lanterna di nebbia e parole,

tramonti d' aratro e selciato,

magma lunare d' iris

è silenzio d' un vento amareggiato.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Perchè per noi,

che l'autostima,

fa sempre rima,

con l'esaltazione,

non vale il concetto,

riveduto e corretto,

dell'autocommiserazione.




Perchè per noi,

che ci costruiamo limiti,

che esaliamo gemiti,

con rassegnazione,

non sempre vale

l'idea irreale

della realizzazione.




Soffia il vento,

del giudizio,

quello altrui,

pesa il carico,

sulle nostre teste,

strette nella morsa,

dei nostri palmi.

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Profilo Autore: Demonius  

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Questo divenire Inverno
riveste le pagine del cuore 
fin dove una piccola lacrima cade 
e bagna tutto il suo sentire.

Io ora sono come il cielo
spoglia dell'aurora
non ho le rondini che precedono
il volo del mattino ma nuvole

ho la solitudine del mare
carica di argento e di sospiri
scrivo versi muti
pieni di tutto il mio rumore.

Se leggi il mio viso ho il tempo ingrigito
che inganna labbra tiepide di sole
una conchiglia fiorita sui miei passi
voci velate e svelate sotto le stelle
e carezze cadute e nascoste.

Qualche luce sfiora il tramonto
ma è soffice neve che avvolge la nostra stagione
in attesa di una briciola di pane
che fa battito d'ali il davanzale.

E il silenzio si fa voce.






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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Mamma
domani
davanti alla Chiesa
ci prenderemo
la mano
per un girotondo
fino alla sera,
fino a che
la maestra vorrà.
Ma ora
portami a casa,
sento tuonare
cannoni
da fondo la valle.

L'alba
al paese
non è mai arrivata
e voi ditemi
quale dio
volle quel sangue.
L'ossario sta sulla collina
se ti scorgi
si vede anche il mare.
E' bella stamani
c'è pace.
Queste lacrime
sono per loro.

Sant'Anna di Stazzema 25 Aprile 2015
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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                                                 A - ALDO MORO

Or piango negli aloni impetuosi
di una Patria mortale;
piango, sugli eventi stolti
che,
nell' aère bella e antica
si diffondon maestosi regni di tenebre.
Muti, tutti intorno gli Italiani,
piangon salme di prima vita,
guardano il cielo nuvoloso e tetro,
tutte le città intonano canti di pace.



Onde di venti distruttive e acri
flagellan il Sacro impero della pace,
allontanando lo sciame fecondo dell' amore,
orgiando nelle notti zampate di belve.
Tu Madre, dal petto in fiamme,
che di passati rauca è la tua voce;
troppi inganni gelan tanti figli tuoi
e muta e sorda l' anima Tua
guarda le pazzie di stolti di Tua polvere,
guarda ancor quanta vita dindinna
nei loro cuori di sangue.
Strette le mani al viso penso il distruggervi,
voi, moscerini dell' ultima uva
andate, uccidete le lealtà della vita
cacciatori di un' età perduta
e la meta di voi Brenni
cadrà, sotto una nuova libera Italia.


Dove cadrete flagellatori di Dio,
quando le avversità sismiche della vita vostra
troveranno lo scontrarsi della morte!
Allora, gli occhi e il viso pallido
percorreranno le tenebre dell' infinito
e di passo, un male precoce e indefinibile
piomberà come un vostro sparo
in presenti di pentimento...!
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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