Ti regalerò una rosa
sbocciata tra le mie
mani piccole,
che sanno d’intrecci,
di essenze,
di perle e colori.

E’ una rosa che non ha sete!

Fermi,
alla carezza del tempo,
i suoi petali odorosi.
E’ senza pretese,
ad un semplice dono
affido un gesto profondo.

Custodisce in sé
il sapore del cuore
e tra i petali,
all’acre odore di limonene,
nascosto c'è un sorriso: il mio.

“Per te” che non scordo,
ti dirà.
...Ti regalerò una rosa,
ti parlerà di me…


Con questa mia semplice poesia porgo i miei Sinceri Auguri di Buon Natale e di un Radioso Anno Nuovo
a Tutti i Poeti e Poetesse del Sito e alla Redazione Tutta... Un abbraccio fraterno a voi.. Giò ^-^

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Profilo Autore: Giò  

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Rabbia, sconcerto,

al limite di sopportazione

sta il mio essere,

a mirare lo spettacolo malvagio,

di chi avido nel comporre eccelsi versi,

sopraffà l’altrui gioconda fantasia

e per giunge all’ambito suo traguardo,

invade spazi, dipinti e miraggi miei,

rubando sogni che mai seppe sognare

e tempo al suo dovere.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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E ci ritroveremo tutti al bar,

dopo che gli anni sono passati,

sono alle spalle,

ognuno coi suoi guai,

ancora con la voglia di cambiare il mondo,

ancora dissidenti,

ribelli sempre ribelli,

ognuno con qualche capello

in meno,

un po’ canuti,

ma sempre uguali

in fondo;

dentro qualche locale,

con la faccia,

di chi è lì,

per caso;

e quanto tempo

sarà passato,

gioventù,

gioventù,

un ricordo indelebile.
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Profilo Autore: stefano medel  

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Visto che stamo tutti a parlà der Natale

ve prego, nun famosi più der male.

Scrivemo tutti quanti na poesia

nun ce mettemo ‘nsieme a filosofia.

Che poi stamo a parlà

di un evento di gran semplicità.

Na grotta con il bue e l’asinello,

na pora donna, er marito e er bimbo bello.

Quer che a da succede sempre in corsia

tranne per quelli che trovano altra via.

La via pe evità er freddo e er gelo,

pianificando a nascita lontani dar vangelo.

E noi che semo solo spettatori

freddi e a vorte aridi peccatori,

cerchiamo d’apparir

gli unici onesti.

E meno male che non si è ancor stancato

de nasce armeno una vorta all’anno !

Si sentirà il nostro gran mercato,

ce tornerà ma con un granne affanno.

Signore mio, volemo solo amore

quello che conservi dentro er tuo immenso cuore,

donalo a tutti anche a chi non crede

ma, senza polemiche, dentro sé ogni anima lo chiede.
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Profilo Autore: Bronson  

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TI ricordi crescente vita,
l' autunno dei morti,
laggiù, in quella piana d' anni;
e quelle immense vaste campagne
e il verde scolorito della speranza!
mai,
mai, crescerei un figlio dove il padre l'uccise.
Tu velluto cuore
trepido lo sguardo getti alla fabbricata morte
e pieghi il viso e l' ondulata chioma,
l' occhio infermo trae spessori di brivido
e muta la voce crea pensieri spezzati.
Voci che guardano il vento all’orizzonte
e muti e fissi del pensier cadente
ci addentriamo in prose di illimitata tristezza.
Calma l' ombra, bandiera dei morti,
copre i sudari dell' incerta crescita umana;
come una musica, come un flauto rubino
parabola note fra i moderni mortali .
Abbeverati tempo dell' umano incivile,
scaglia l' orda di Brenno su pesti città,
avanza struggendo in lutti e dolori
allorché di fine marra solo deserto.
Or entro destini che non traggono nessun vanto,
nelle piazze, esseri perduti vantano e muoiono,
delle loro età incerti pensieri
affluiti dalla somma dei volti brutali
che, nell'arena affollata che muore in volgare
s'allunga il serpente delle somme scritture.
Ride or il cupo intorno della notte avvenuta,
ride il nefasto nero millenario;
amara la bocca del parlator sapiente,
diverranno meschini e gialli,
ambrati e cupi
e si scioglieranno al decadente raggio
gli eserciti atomici;
e metalli rossi diverranno Croci.


Non più la sete della verde primavera    
coprirà di boccioli il pianeta Terra;
il supremo stato nell' agonia,
frastuono e illustrati gridi,
colma s' investe la calura mortale
e scende nell' abisso esteso della capovolta vita.
Avanti nell' ombra montata di spie,
avanti l' orgoglio dell' impiccato denaro;
uomini, nel nostro chinarsi al cospetto del male
l ' Inesatto ride dalla fiammante riva sinistra
e leva il suo stendardo alle folle
che stupite, volgono lo sguardo al passato negato
In una sera, a distesa di pensieri infiniti,
nell' ombra piena della notte nera e confusa
un cantico pianto alle genti vicine
inonda, il buio di fantasmi maligni.
Ora il Male è giunto,
ha chiuso le porte al vedere,
si è colorito della fiamma che spacca
Il sorriso ora morde la tatuata ombra
e secerne dalle labbra saliva pungente
e parole di cui colmo ne fu il passato.
Il nero sapore d' un esilio truce e svampito
si dipinge all' orizzonte dell' orgoglio
e fiacca la fu spumeggiante vita
ingorga nel suo traffico il dettato flagello.
L ' ignoranza, l' ipocrisia, lo stolto volgare potere;
il tempo è l' infinito e questi è il principio
e noi sempre e solamente la fine;
allorché questa fine non cambi inizio.
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Campanelli, tintinnii, profumi al vento,

aprono un cassetto nella mente.

Lontano una zampogna,

bambini a correr verso quel suono.

Natale: nel cuore, nel cosmo,

parla di bontà e amore.

Una bambina gioiosa,

la sera del cenone, ascolta

incantata la preghiera della mamma.

La letterina al babbo, sotto il piatto,

preparata a scuola, legge commosso,

negli occhi, diamanti a

brillar di lacrime.

Sermone in piedi sulla sedia,

silenzio,tutti ad ascoltare, voce a risuonar lieta.

Nonno ogni ruga un anno, ricurvo sul camino,

dona un pensiero alla nonna.

Due mandarini, torrone bianco,

due spiccioli di mancia.

Natale: Tombola, gioco dell’oca,

risa e gridolini, attimi felici.

Abete allestito a festa, piccolo presepe che amo tanto.

Profumo di maccheroni cioccolato e noci,

pan pepato, nocciole, mandorle, pinoli, spezie dal buon sapore.

Ricordi di cuore a viver oggi come ieri,

con voi respirerò sempre.

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Profilo Autore: Adele Vincenti  

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Strade acciottolate d' argento,

mercurio d' una lacrimazione lunare,

matite d' inchiostro di fumo e d' aratro

son petali d' un bacio d' augurio annebbiato.



Trafitte da fiocchi di neve e lucine

tra gocce di porpora d' arancia e canditi,

comete d' agrifoglio son ghirlande,

lanterne parafrasali di sogni e speranze.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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                                                         Gli incontri più belli sono già combinati
                                                  ovunque vai prima poi due anime si incontrano
                                                    si saranno guardati e parlati da bambini
                                             anche solo per un momento ma quel barlume di luce
                                                      dentro il cuore era rimasto illuminato
                                        affinchè un giorno doveva accadere qualcosa di meraviglioso
                                  alimentava sempre di più quella fiamma per innumerovoli giorni e poi anni
                                        una luce che indicava la strada del cuore affindandosi alle loro anime   
                                                      erano una cosa sola come il cielo e le sue stelle
                                                                      brillarono di luce in eterno 




                                                                                                                   
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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TERRORE, OMBRA, FANTASMA,

LA FAME ALEGGIAVA

NELLA MENTE DELL’AVO,

ARDUO COMPITO

PROCACCIARSI IL CIBO.

SOGNI COLMI

DI COPIOSI E PRELIBATI BOCCONI,

CHE SPARIVANO ALL’AURORA,

E LA CERTEZZA OFFRIVA

PANE RAFFERMO.

FAME GRIDAVA IL PICCOLO,

E LE CIGLIA DI UN PADRE

SI BAGNAVANO A QUEL GRIDO.

FAME DI UN DI’ LONTANO

L’ECO DI UN VEGLIARDO

NARRA AI POSTERI.
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

Questo autore ha pubblicato 167 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Vengo dai colli 
e ho cosa antica 

l'ombra umida degli uliveti 
i campi terrazzati
 i tetti 
impregnati
dal tempo perduto

sotto un sole che muta
cosi come mutano le stagioni.

Sapore del  mare ora t'ignoro

 cerco l'odore del muschio
di 
un altro Natale.

Malfermo  mi annodi
 avanzi 

ma hai  le zolle nel cuore

non comprendi 

il creato e le sue creature.

Fra le mura basse
muori

e s'imbeve il cielo del tuo odore.


Tornerai domani
a respirare
ed io sarò sorpresa ancora
dal mio guardare.

amicizia come nodo
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Io non ricordo
i vestiti che avevo.
Ricordo la gente
la festa
una giornata di sole.
Mi portavo dietro
la guerra
e la voglia
di essere
uno fra i tanti.
Lorenzo era
allora
solo nei nostri pensieri.
Abbiamo avuto
momenti felici,
sono stati
la mia unica
grande vittoria.
Spero
non sia stata
solo fortuna.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Foriera del nulla
l’indifferenza greve ci sfiora
come un’armonia vuota di colori
lacerata dalle gioie del tempo

e annegati tra le rughe del mare
solo il temporale squarcia
i nostri diafani silenzi
che volano tra i ruvidi pensieri

mentre la lucente serenità
nascosta dietro ai nostri occhi
accarezza le foglie d’autunno
là, dove ogni silenzio grida
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Profilo Autore: CALOGERO PETTINEO  

Questo autore ha pubblicato 331 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
E nun vai truanne niente,

sul na risata over',

na chiacchier',

nu svago.




Nu' vai truanne niente,

tu ca ssi na stella,

ca t'appicce, bella,

luntana da' gente.




E nun vai truanne niente,

nun te ne 'mporta,

o' munno è malamente,

nun cirche a ciorta.




Staie lla' ca rire,

staie lla'ca pienz',

e nun ce crire,

nu'tiene chiu pacienz'.




E nun vai truanne niente,

o' vuò bene, nun o facisse male,

nu' vai truanne niente,

si niente vale.




Luntano a ccà,

putisse cercà,

a felicità.




Luntano luntano,

senza na mano,

rint'a mano,

senza nu core,

ca se ne more.




Nu juorn' vulisse fujì,

nu juorn' te vulisse stà,

na notte chiagne,

na notte si fuoco.




E vai annanz' accussì,

e nun vai truanne niente,

nemmeno 'na scintilla,

rint'all'uocchie ra gente,

e nu fesso ca te guarda,

te guarda e sape,

ca ssì comme a nu cardill',

bloccat' re canciell',

na gabbia tutta e ammore,

na gabbia arò se more.




E nun vaie truanno niente,

perchè niente si chiù,

si schiava e nu pensiero,

nun si chiù manc'tu.

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Profilo Autore: Demonius  

Questo autore ha pubblicato 48 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.


La fede accresce
in spazio rigoglioso
perenne orgoglio.





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Riflessione poetica (Accenti ritmici 2-4-6) nata da un aforisma di Mahatma Gandhi, politico, filosofo, avvocato indiano del 1900:


“L'uomo si distrugge con la politica senza princìpi, col piacere senza la coscienza, con la ricchezza senza lavoro, con la conoscenza senza carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la fede senza sacrifici.”

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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Son caduto !

Rialzato.

Mi son pure spaventato

a trovarmi li d’emblèe

faccia a terra sul pavè.

Dopo essermi accertato

 di aver subito il fato,

mi son chiesto se, ahimè

capitassero tutte a me !

Ma poi fui consolato

riverito e coccolato,

tornai in fretta a casa mia

e iniziò la sinfonia.

Chi la sedia mi porgeva,

chi il pianto non fingeva,

chi spiava le mie mosse,

atmosfera mi commosse.

Finsi un poco di dolore

per sentire ancor calore

riversato su di me

sempre a causa del pavè.

Or poiché son birichino

coccolone e un po’ cretino,

ho pensato…di tanto in tanto

di cader sul pavimento.

Ma una cosa m’ha fermato,

lo scherzare mi ha frenato,

che qualcuno che è cascato

non s’è più rialzato.

Non aveva il poverino

un affetto assai vicino.

Se ti devi rialzare

su qualcuno hai da contare.

Altrimenti farai fatiche

…a contare le formiche.


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Profilo Autore: Bronson  

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