Coriandoli d' angiomi solari

e strazianti gomitoli di poesia,

zagare d' apostasia d' emozione

e trapunta d' un vascello di stelle,

fazzoletti labiali d' incanto

e segmento d' intarsi d' abbraccio,

come piuma d' una rosa d' inverno

scarcerata dal miele del silenzio

così le radici del tempo dimenticai.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Quattro versi racchiusi
in un foglio bianco
ansimano luce 

maestria d'inchiostro 
concessa
a chi ha il cuore 
a falce di luna
e tanta fantasia.

Ma è illusione che graffia il cuore.
 
Silenzi che portano lontano
che vivono dentro di noi
che si strappano dalle viscere 

sentinelle dell'anima che spaventano
 dolce rifugio dei  pensieri

che si mascherano e 
recitano
come a teatro lo spettacolo della vita.

La scena che si ripete all'alba ogni mattina

e noi con la penna in mano
cogliamo l'attimo

e che meraviglia 
quel rosa antico e azzurro del cielo
 i contrasti nelle vallate 
 lo sfogliare delle stagioni.
 
Sono carezze su carezze
pagine su pagine
poesie su poesie.

Poeti scalzi 
di una "VITA" 
che  ha i sandali
dei nostri percorsi .
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Profilo Autore: Caterina Morabito*   Socia sostenitrice del Club Poetico dal 14-03-2014

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Voglio coprir
di uno splendor  diamantato
questo nostro
 Sommo Tempio di Poesia,
che ci aggrega, che ci unisce,
che ci celebra!

Cosparger  tutt’intorno
di fumeggianti incensi
e profumi celestiali;
 di parole argentee
che  risplendon come luci …

Poesia addobbata a festa!
con ghirlande e fiocchi d’oro
che  or ci chiede
di leggere ognun col proprio
cuore  e la lucida ragione,
il confuso cammino
di questa nostra vita…

… Natale,
di dolcezza infinita,
nostalgia  di capanna,
di casa, di grembo,
bisogno  di quel puro originario  segno.

Di quel  Dio
che nella povertà si  rivelò,
spoglio d’ogni cosa.
Vertice  supremo
della sua umile  e fulgida verità.

Inizio semplice e potente,
senza alcuna  vanità,
sfarzo, arroganza,
 o falsità.

Progetto futuro, di fede
e amore smisurato,
stupefacente incanto
pronto a rinascer  sempre…

Or… Silenzio!
In seno al Tempio,
 in punta di piedi si dovrà avanzare.

C’’è quel bimbo addormentato
di luce che ti abbaglia,
l’asino e il bue
con le orecchie puntate
verso il cielo, con  stelle
che sembran nuovi soli;

Poi di umiltà suprema
 i volti  candidi,
di Giuseppe e di Maria
e ancor,
tutti i presenti
i più semplici,
capaci  di scorger meraviglia
 testimoni d’ascolto
 di  volontà, di salvezza.

Attoniti assistono
al grande, unico miracolo…
… E’ Lo spettacolo più avvincente della nostra
intera storia!

Con questi miei semplici ed umili versi, colgo l’occasione di fare a tutti voi , cari amici del Club, un poetico quanto sentito augurio di Buon Natale e poi, lo sapete già…  Baci infinti da … HERA.

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Profilo Autore: Hera  

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Tu non facevi
tutte quelle domande,
ma ci prendevi la mano
e con quella la vita.
Certo
a riavvolgere il nastro
cambierei molte frasi,
non rifarei
alcuni inutili gesti,
però non sarei più io
e te non saresti
mio figlio.
E' dura
arrivati fin qui,
ammettere
che potevo fare
molto di più
e qualcosa di meglio.
Ma vorrei che accettassi
lo stesso
tutto quello che è stato.
Ti sarà di conforto
nella vita sperata.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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‘Na  stella in fiore

Lascia gioviàl atmosfera.

Un Bambinello messaggia… l’amore!
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Profilo Autore: Rocco Michele LETTINI  

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Auguri a tutti, cari amici miei,
vo dico con er core appassionato,
a voi che me seguite io vorrei
davve n’bacione come ‘n fidanzato !
Oggi è la festa der Redentore,
si nun ce credi n’te resta c’abbozzà,
ma puro tu sei dentro de me
t’auguro tanta, tanta felicità.
Sotto la Croce me so ripromesso
d’essere bono e non dare più er fesso,
d’accettare ogni compromesso
pe donavve er core che nun ho promesso.
Ne la giornata da resurrezione,
vogliate perdonà il vostro istrione
che scrive in romano, sue pretese,
essendo sol un picciol...calabrese.
L’ho fatto pe strappavve un soriso,
na lacrima di gioia giù dal viso.
Vedevve ride sempre resterà
motivo de gran felicità.
Che v’amo ve l’ho detto e chi lo sa
se dei mie errori niuno riderà !
Vorrei inondavve de migliaia de fiori
sperando giungano i miei modesti...Auguri ! ! !
Ar sor Enzo Martini in particolare
un augurio semplice e speciale.
Ce sappia sempre sopportà
anche se a vorte...lo famo da n’cazzà !
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Profilo Autore: Bronson  

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Figlio, come tanti borghi, di una terra avara.

Ti ricordo, io bambina, piccolo certo,

ma dai mille e caldi colori,

allegro, ricco di sani valori.

Gente comune viveva ogni tuo angolo,

con semplicità, gente che si accontentava di poco

e felice del poco che aveva.

Quanta nostalgia dell’atmosfera oramai andata!

Penso al Natale, l’odore dei forni accesi per i dolci,

bambini e giovincelli, allora tanti, fremevano festanti

aspettando, a sera, la piccola banda suonare

la soave musica per le vie.

L’inconfondibile profumo di primavera,

che a Pasqua si  mescolava a quello delle “cuzzupe.”

La Pasqua poi, con il Fuoco Santo nella notte

e la Passione di Gesù, per le tue vie.

In ogni angolo, quanta gente ti popolava!

Le spensierate vacanze estive,

l’aria fresca della sera, che smorzava

l’afa delle ore più calde,


le soste rigeneranti alla tua “Vecchia Fontana”.

La piccola piazza, amata da grande e piccini,

salotto all’aria aperta, sotto il cielo d’agosto

e complice d’incontri e nuove amicizie.

I tuoi figli tornavano tutti felici,

ancora una volta, per rivivere e

condividere l’amore e la gioia per quella

Grande Festa che, nella “cunfrunti ”,

raggiungeva l’apice della commozione,

e gli occhi di molti brillavano come diamanti al sole.

Paese mio, come eri bello cosi!

Che fortuna la mia,

averti vissuto nei tuoi migliori anni.

Risento l’eco degli anziani narrare

della tua vita, ancor prima,

impregnata di fame, povertà, malattie.

Un forte senso di solidarietà fraterna

regnava in ogni vicolo,

a sostegno di chi aveva più bisogno.

Intrecci d’amore che il benessere,

pian piano, ha trasformato

in gelosia, invidia e indifferenza.

Perché ora tutto è mutato?

Paese mio sei cambiato, non ti riconosco più!

Sonnecchi come un uomo stanco, ,

provato dal duro lavoro,

un vecchio indebolito dal peso degli anni!

Come lumini smorzati dal vento

si spengono, una dopo l’altra, le luci dei focolari,

si chiudono gli usci di case, botteghe, scuola,

segni tristi della vita che non  si rigenera.

E mentre i giovani progettano viaggi di sola andata

qui restano i tristi rintocchi delle campane

che sovente segnano la vita che trapassa.

Perché? Perchè le tue strade divennero solitarie,

e pochi gli echi festanti di quei superstiti bimbi,

che per svago, usano i pochi spazi pubblici.

Solo le rondini, che puntualmente ritornano,

sembrano rompere il silenzio,

auspicando l’arrivo dell’estate,

il ritorno dei tuoi figli, e forse,

di un tempo migliore.


                                                                                             
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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Ognuno prende l’amore

Dove lo trova,

ognuno vive come può,

non sempre si ha fortuna con le donne,

e non tutti siamo dei fusti,

come Casanova;

solo nei romanzi e nelle storie

rosa,

l’amore è facile,

e si hanno occasioni

a josa;

trovare l’amore,

non è facile,

in un mondo come questo;

dove c’è più odio che amore,

bene, ma anche tanto male.

Non è facile farsi sentire,

farsi capire,

trovare le parole giuste,

e tutto è affidato al caso,

molto più

che nei film;

possiamo non essere capiti,

né visti,

non è facile.
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Profilo Autore: stefano medel  

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Era la sera l' amore e la vita;


dai monti, il tramonto superbo
donava l' esteso verbo dell' ombra
e il pallido aère copriva amore
e il tacito d' un volto al vento
dipingeva il vello di tutt' intorno.


Tenue il vessillo colma la notte…
canta fanciulla il tuo sogno d' amore
prima ancor che il dì passi gli anni tuoi  
ridenti e vivi,
prima ancor che la via del fatato costume
riempia di buio questa vita che cambia.


Ora la notte si colma di sogno
e sorridente la dea Luna
illumina i sogni.

              
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Stoviglie d' un cielo panciuto,

perle ammantate di zucchero,

son cristalli scarabocchiati di neve

e matite insaziabili di nebbia di lana,

lattea camicia d' inverno

e d' un cavaliere canuto mantello,

sciroppo d' un vello d' alba ghiacciato

mescolato ad un peregrinar solstizio viandante

tra solitarie passeggiate lunari

intrappolate nel fulgido segreto

d' un frammento di cicatrice d' universo.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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E se ti ascolti
ti troverai,
ti troverai
nel leggero cadere delle foglie
in giornate d'autunno,
nel calore di un raggio di sole
appena nato,
nel planare di un aquila solitaria,
nel candore di una giostra di neve.

Ti troverai
bambina innocente
figlia di un mondo
che appartiene all'amore,
colorata di schizzi impazziti
di pioggia fresca,
con vesti profumate d'umida terra.

Ascolterai
nei tuoi passi, i silenzi,
nella voce,
il battere delle ali di mille farfalle
e negli occhi grandi,
il fuoco che alimenta la vita.

Nelle mani, il cuore,
un cuore profumato di te
Meravigliosa Ragazza...
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Profilo Autore: elisa  

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Ricordo ancora le tue lievi fiabe
sospirate tra il buio
con quel finale che il sonno
non mi faceva conoscere mai.

Adesso dovrei conoscere il tuo finale,
sospirato tra le sillabe di un'altra vita,
come magico spazio di sogni indelebili,
e quel tuo respiro dolce
mi culla nel dolore del pensiero,
ma ancora il sonno mi coglie.

E solo ora ho capito
che non può esserci una fine
alla tua vita e alle tue fiabe,
intrecciate nella luce lontana
di una pace soffusa

e io mastico l'oscura nostalgia
di questo purgatorio,
che solo biologicamente
si può chiamare vita.
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Profilo Autore: paolo di cristofaro  

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Tu, uomo schietto da Dio prescelto,

col cuore vivi nelle disperse periferie,

gli ultimi accarezzi,

spandi il sorriso con amore puro

tra smarrite colline e mari in tempesta.

Dello Spirito semini l’ardore

con la luce dello sguardo fai nascere speranza

ove odio invade e regna

e la vita da tempo si è spenta.

Prega il Padre dei Cieli,

umile Francesco, affinché a Te conduca

per tenerci per mano nella buia confusa esistenza.

Di sapienza sei faro e di amore colonna,

amico in te incontro,

misera son io purtroppo di Spirito,

ti sento vicino, degna non sono di chiamarti fratello.

Padre, tra le tenebre ti invoco,

all’alba più nulla comprendo,

l’essenza mi sfugge il vuoto mi prende.

O Dio, rafforza la fede, illumina il percorso,

in Te son tutte la mie sorgenti.

Ti imploro, nel tuo cammino vorrei ritrovarmi,

troppo lontana è la mia Sardegna,

perennemente io ti invoco, Terra ambita.Tu, uomo schietto da Dio prescelto,

col cuore vivi nelle disperse periferie,

gli ultimi accarezzi,

spandi il sorriso con amore puro

tra smarrite colline e mari in tempesta.

Dello Spirito semini l’ardore

con la luce dello sguardo fai nascere speranza

ove odio invade e regna

e la vita da tempo si è spenta.

Prega il Padre dei Cieli,

umile Francesco, affinché a Te conduca

per tenerci per mano nella buia confusa esistenza.

Di sapienza sei faro e di amore colonna,

amico in te incontro,

misera son io purtroppo di Spirito,

ti sento vicino, degna non sono di chiamarti fratello.

Padre, tra le tenebre ti invoco,

all’alba più nulla comprendo,

l’essenza mi sfugge il vuoto mi prende.

O Dio, rafforza la fede, illumina il percorso,

in Te son tutte la mie sorgenti.

Ti imploro, nel tuo cammino vorrei ritrovarmi,

troppo lontana è la mia Sardegna,

perennemente io ti invoco, Terra ambita.

 

(Visita del Papa in Sardegna - settembre 2013)

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Profilo Autore: Maria Rosa Cugudda  

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La città era inghiottita dalla fitta nebbia
non si vedeva quasi ad un passo.
Continuai a camminare…
infagottata dal mio cappottino.
E coperta da una grande sciarpa.
Freddo faceva
molto freddo.
Continuai a camminare…

Ad un tratto vidi una scala
fatta come di nuvole
incuriosita iniziai a salire i gradini.
Sempre più sù…
sempre più in alto….
Ero stanca
sempre più stanca….
Ma fermarmi non volevo.

Arrivai nei cieli dei cieli.
Lontana dal mondo
al di la dell’universo…

A destra solo soffici nuvole con sfumature rosa
a sinistra nuvole con sfumature azzurre
volevo toccarle
volevo sdraiarmici sopra
ma avevo paura.

Davanti a me
alla fine della scala
una sfera di cristallo
dai colori interessanti
come di un caleidoscopio
colori che il mio occhio non aveva mai visto.
Una porticina c’era
di entrare il mio istinto mi diceva.

Entrai in quella sfera
immensa
e di fattura non umana,
d’un tratto la porta ermeticamente
alle mie spalle si chiuse,
le nuvole sparirono
la scala scomparve….
Svanì quel mondo fatato.

Ed io ora come avrei fatto?
Cosa sarebbe stato di me?
Sarei rimasta rinchiusa lì per i secoli dei secoli?
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Profilo Autore: Maddalena Clori  

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Tu non sei andata via.
Sapessi le volte che
mi sono chiesto
perchè sei rimasta
ed hai voluto
con me una famiglia.
E anche adesso
che viene la sera
e riguardo la vita,
le occasioni
che sono riuscito
a fermare
non le cambio di certo
con le altre
volate lontano.
Questo è sicuro.

If you see her say hello (Non dirle che non è così) Bob Dylan F De Gregori. Pretenzioso omaggio
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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