Milioni di volti furon sciolti tra le fiamme
Dell'odio, milioni di voci si spensero, inascoltate
Milioni di singole disperazioni piansero all'ingiustizia bestiale
Ma non fu la morte il male
Più grande, bensì la privazione di ogni umana dignità
Dell'odio, milioni di voci si spensero, inascoltate
Milioni di singole disperazioni piansero all'ingiustizia bestiale
Ma non fu la morte il male
Più grande, bensì la privazione di ogni umana dignità
10 commenti
Mai capaci di portarne il peso
niente di allor abbiam compreso.
Epoche fatte senza tempo
pieno dominio della creazione,
ancor non eran nella posizione
di tanti spazi e lune definite
età lungi da codici infiniti.
Medito il Tutto prima d’ogni tempo
e prima dello spazio ed oltre ancora
quanto frenata costudiva luce
bagliore e sconfinato amore.
Ed irriconoscente mi scoloro
imploro pietà e compassione
perché alla Bontà non son stupito
di Chi facendo di Se la proiezione
mise in posa smisurato il mondo
e in concessione ci affidò la terra.
Abbigliata a sposa nel perfetto,
singolare, bella d’eccezione,
fascino un dì ed ora delusione.
Poco vediamo oltre l’orizzonte
dal basso non leviam la fronte,
appiccicati al grembo delle cose
scordiamo astri e primavere
e perfino il profumo delle rose.
niente di allor abbiam compreso.
Epoche fatte senza tempo
pieno dominio della creazione,
ancor non eran nella posizione
di tanti spazi e lune definite
età lungi da codici infiniti.
Medito il Tutto prima d’ogni tempo
e prima dello spazio ed oltre ancora
quanto frenata costudiva luce
bagliore e sconfinato amore.
Ed irriconoscente mi scoloro
imploro pietà e compassione
perché alla Bontà non son stupito
di Chi facendo di Se la proiezione
mise in posa smisurato il mondo
e in concessione ci affidò la terra.
Abbigliata a sposa nel perfetto,
singolare, bella d’eccezione,
fascino un dì ed ora delusione.
Poco vediamo oltre l’orizzonte
dal basso non leviam la fronte,
appiccicati al grembo delle cose
scordiamo astri e primavere
e perfino il profumo delle rose.
Sopra quei steli all' arginar dei venti
scolpito nel marmo quel pianto si spense,
una croce muschiata dai tempi silenti
un canto d' antico pe' le rupi si sente.
Il biancospino s' appresta al suo ultimo fiore,
una farfalla si posa sul brando perito;
già lo vidi quel misero cuore
sui campi in amore col petto trafitto.
Hai bagnato la terra col tuo sangue cristiano,
hai dato a quel fiore la tua ultima goccia;
or quel brando che portavi per mano
insegna la strada alla sacra tua roccia.
900
Quei punti di nero in quel mare sospeso,
quell’ uccello d' acciaio che ferisce la patria,
quell' uomo che giace in ginocchio già reso,
piangon tutti per te pien di satria.
Hai tinto la roccia del vermiglio sudore
sei caduto fratello del brando perito
quel campo sul poggio di relitti in odore
han dato alla vita un bimbo trafitto.
scolpito nel marmo quel pianto si spense,
una croce muschiata dai tempi silenti
un canto d' antico pe' le rupi si sente.
Il biancospino s' appresta al suo ultimo fiore,
una farfalla si posa sul brando perito;
già lo vidi quel misero cuore
sui campi in amore col petto trafitto.
Hai bagnato la terra col tuo sangue cristiano,
hai dato a quel fiore la tua ultima goccia;
or quel brando che portavi per mano
insegna la strada alla sacra tua roccia.
900
Quei punti di nero in quel mare sospeso,
quell’ uccello d' acciaio che ferisce la patria,
quell' uomo che giace in ginocchio già reso,
piangon tutti per te pien di satria.
Hai tinto la roccia del vermiglio sudore
sei caduto fratello del brando perito
quel campo sul poggio di relitti in odore
han dato alla vita un bimbo trafitto.
... Sai quando sorridi, respiri
e senti pienezza nell’anima?
… Ecco si, allora.
Quando ti senti serena,
appagata
eppure osi dire
”…Si, però…” !
... Io rivedo corpi sofferenti,
anime lacerate,
menti distrutte e disperate.
… Orrori che paralizzano...
Arrossisco, mi vergogno,
… mi emoziono!...
... Allora alzo gli occhi
e dico “Grazie”!....
e senti pienezza nell’anima?
… Ecco si, allora.
Quando ti senti serena,
appagata
eppure osi dire
”…Si, però…” !
... Io rivedo corpi sofferenti,
anime lacerate,
menti distrutte e disperate.
… Orrori che paralizzano...
Arrossisco, mi vergogno,
… mi emoziono!...
... Allora alzo gli occhi
e dico “Grazie”!....
Rodente pazzia
nelle parole sonore
assonanti e simili
a quelle tristi canzoni
poetiche nel tragico apparire
che colgono quel che vuole
il mondo,
le sue giuste idiozie
e l’eccesso di quel che chiede.
M’interesso di canzoni
che non val la pensa di sentire
perché povere di ciò
in cui credere.
Musiche spezie colorate
e odorose
imballate in sacchi grezzi
di piacere stinto.
Batte forte
sale dal mare
riempie occhi
e poi gola
rimanda a stagioni
in cui il sapore di noi
si misurava
a ciò che sarebbe venuto
cade leggera
su corpo nudo
bagna il petto
dentro e fuori
riporta il tempo
da dove arrivava
e di noi ancora
poco si parlava
sale dal mare
riempie occhi
e poi gola
rimanda a stagioni
in cui il sapore di noi
si misurava
a ciò che sarebbe venuto
cade leggera
su corpo nudo
bagna il petto
dentro e fuori
riporta il tempo
da dove arrivava
e di noi ancora
poco si parlava
Non ho fatto in tempo A lasciarti andare
Sei stata tu che hai voluto un altro mare
Sei stata tu che hai lasciato tutto questo
Mobili a posto e il bagno pulito
Non ho fatto in tempo Neanche a salutare
Tu di fretta hai raccolto le tue cose
Anche il profumo che mi piace
Sei stata tu che hai messo la chiave sotto il tappeto
Erano le sei rientravo a casa Ubriaco e malinconico
perché non ti volevo
Fumavo le mie Muratti quasi per svago
Non ho fatto in tempo A regalarti il biglietto
Non so se vai a nuoto o se cerchi un passaggio
Però quel che è stato è stato banale
Un amore sottile senza strafare
Ci siamo stancati del nostro andare Io mi fermo qui
Tu continui il tuo viaggio
Dove andrai non me lo vuoi dire
Meglio cosi non potrò venire
Hai lasciato soltanto una foto di noi
Appesa sul muro Era l’estate di tre anni fa
Eravamo in montagna a cercare la spiaggia…
Sei stata tu che hai voluto un altro mare
Sei stata tu che hai lasciato tutto questo
Mobili a posto e il bagno pulito
Non ho fatto in tempo Neanche a salutare
Tu di fretta hai raccolto le tue cose
Anche il profumo che mi piace
Sei stata tu che hai messo la chiave sotto il tappeto
Erano le sei rientravo a casa Ubriaco e malinconico
perché non ti volevo
Fumavo le mie Muratti quasi per svago
Non ho fatto in tempo A regalarti il biglietto
Non so se vai a nuoto o se cerchi un passaggio
Però quel che è stato è stato banale
Un amore sottile senza strafare
Ci siamo stancati del nostro andare Io mi fermo qui
Tu continui il tuo viaggio
Dove andrai non me lo vuoi dire
Meglio cosi non potrò venire
Hai lasciato soltanto una foto di noi
Appesa sul muro Era l’estate di tre anni fa
Eravamo in montagna a cercare la spiaggia…
Se dice che quanno stai a morì
rivedi a tua vita come un film
e nonostante a gravità der momento
dimostri di nun esse mai contento.
Ma pe pijatte armeno un po’ de tempo
t’ho vedi tanto ormai sei senza scampo !
Chi è quer frugoletto morto vivace
che move tutto e nun se da pace,
se er nonno deve scennere le scale
je organizza un degno funerale.
E quer giovanottino tutto pepe,
che sta a cercà per monno le sue pupe
e co li sordi da famija sua
a li divertimenti, sembra, metta prua ?
Quell’omo che fatica solo ar canto
de li denari facili altrettanto.
Che nun je frega da che parte vengono
purché er portafojo je riempiono.
E quer vecchietto arzillo ed indifeso
che su una carrozzella sta disteso,
con far astuto, quasi arrogante
me sembra stia toccando la badante !
Che dichi ? sbaji, quello nun so io,
sto pe annà di fronte ar mio Dio,
nun mentirei si me vojo sarvà,
cancella tutto che nun servirà.
Anzi, si ‘n attimo aspettar potrete
avevo appuntamento con un prete,
je devo di de cose assai importanti,
c’a mia memoria ha reso meno evidenti.
Però sti film so proprio imbarazzanti
meglio morì anonimi, accidenti !
rivedi a tua vita come un film
e nonostante a gravità der momento
dimostri di nun esse mai contento.
Ma pe pijatte armeno un po’ de tempo
t’ho vedi tanto ormai sei senza scampo !
Chi è quer frugoletto morto vivace
che move tutto e nun se da pace,
se er nonno deve scennere le scale
je organizza un degno funerale.
E quer giovanottino tutto pepe,
che sta a cercà per monno le sue pupe
e co li sordi da famija sua
a li divertimenti, sembra, metta prua ?
Quell’omo che fatica solo ar canto
de li denari facili altrettanto.
Che nun je frega da che parte vengono
purché er portafojo je riempiono.
E quer vecchietto arzillo ed indifeso
che su una carrozzella sta disteso,
con far astuto, quasi arrogante
me sembra stia toccando la badante !
Che dichi ? sbaji, quello nun so io,
sto pe annà di fronte ar mio Dio,
nun mentirei si me vojo sarvà,
cancella tutto che nun servirà.
Anzi, si ‘n attimo aspettar potrete
avevo appuntamento con un prete,
je devo di de cose assai importanti,
c’a mia memoria ha reso meno evidenti.
Però sti film so proprio imbarazzanti
meglio morì anonimi, accidenti !
Vidi quell' albero spoglio
abbracciato com'ero alla nebbia.
l'ocra di un cielo di foglie
tingeva la terra e le pietre.
Segnai con le dita il contorno,
di cuore spezzato a metà
la gabbia, lo sterno, e il futuro,
lontano, nelle altre città.
Un guscio ormai nero e coriaceo
e non c'erano perle o monili
ma battiti sempre più stanchi,
con foto e sbiaditi sorrisi.
Poggiando i pensieri sui rami
credevo di farli asciugare,
ma loro leggeri, nel vento
restavano muti a osservare.
E tutto era chiaro,
lontano da tutto,
che se c'ero dentro sembrava più brutto,
ma il soffio gentile dell' aria del mondo,
baciava i miei gesti e dolciva il mio gusto.
E io li vi rimasi, con l' animo in festa,
poggiato al mattino e all'odore di legna,
fino a quel Momento, fino a giù all' Essenza,
in cui ad occhi chiusi fui come la nebbia,
nell'ocra di un cielo di foglie per terra.
abbracciato com'ero alla nebbia.
l'ocra di un cielo di foglie
tingeva la terra e le pietre.
Segnai con le dita il contorno,
di cuore spezzato a metà
la gabbia, lo sterno, e il futuro,
lontano, nelle altre città.
Un guscio ormai nero e coriaceo
e non c'erano perle o monili
ma battiti sempre più stanchi,
con foto e sbiaditi sorrisi.
Poggiando i pensieri sui rami
credevo di farli asciugare,
ma loro leggeri, nel vento
restavano muti a osservare.
E tutto era chiaro,
lontano da tutto,
che se c'ero dentro sembrava più brutto,
ma il soffio gentile dell' aria del mondo,
baciava i miei gesti e dolciva il mio gusto.
E io li vi rimasi, con l' animo in festa,
poggiato al mattino e all'odore di legna,
fino a quel Momento, fino a giù all' Essenza,
in cui ad occhi chiusi fui come la nebbia,
nell'ocra di un cielo di foglie per terra.
L’assenza di pensiero ubbidisce alla cecità
intenzioni incollate alle velleità del pugno
Vibra negazioni di verità murate vive il cuore
demolito sipario di vita all’applauso del dolore.
Si perde al tormento il vaneggio agonizzante
sul tetto del mondo trapuntato di violenze
ferite lacrimate in vetta nella loro candida danza
scavate in vena esposte alla pigrizia orfana.
Rinnega graffiti di memoria su pareti d’inconscio
l’evoluzione ridotta a pantomima chirurgica
farsa d’uomo alterata dal dissidio ai piedi del perdono
decapitato a salvare l’ombra del sepolcrale muro.
Respiri i miei giorni
ed il mio cuore è grafite d' anatomia emozionale,
pelle stellata d' una consonanza di stagioni.
Respiri i miei giorni
ed il mio cuore lacrima d' amore
come lo scintillio silenzioso d' una lanterna
che metafore di brina nel deserto sprigiona.
Respiri i miei giorni
ed il mio cuore lacrima d' amore
come emorragica linfa d' un fiore appena reciso.
ed il mio cuore è grafite d' anatomia emozionale,
pelle stellata d' una consonanza di stagioni.
Respiri i miei giorni
ed il mio cuore lacrima d' amore
come lo scintillio silenzioso d' una lanterna
che metafore di brina nel deserto sprigiona.
Respiri i miei giorni
ed il mio cuore lacrima d' amore
come emorragica linfa d' un fiore appena reciso.
“Specchio, specchio delle mie brame.
Chi è la più bella del reame?”
“La farfalla! ”, mi rispose e mi sorprese.
Ella è di certo bella.
Grandi ali lei non ha,
ma l’aria quando vola taglierà.
Con una tavolozza di colori la sua anima è stata dipinta.
Anima anche una parete un po’ stinta.
Un pittore di non vederla non può far certo finta!
Ma ispirato lui sarà
e un ritratto le farà.
È una macchia di colore nel giorno in cui piove,
si posa sopra un fiore
e ti mette già di buon umore.
Elegante nella sua fragilità.
È potente,
anche se sembra valere poco più di niente.
La “Monarca”,
5.000 chilometri
ha compiuto senza che alcuno l’addestri.
La Monarca,
con Noé è entrata nell’arca.
A ella la mappa le manca.
Da nord all’estremo sud migrerà
e da lì la sua vita rincominciar potrà.
La sabbia, scende, scende,
scorre veloce…. la clessidra pian pian si svuota….
Ma la sua bellezza le è rimasta ancora devota.
Ci sono paesi che meriterebbero
non un minuto, un millennio di silenzio.
E in questo millennio
per mille altri fatti
dovremmo seguire altri millenni tacendo.
Nel nostro tacere
la nostra testa sporgerebbe altrove,
su un maledetto oblio
di grida familiari.
Intanto danno ormai un nome
ai fiumi di sangue,
alle montagne di cadaveri,
ai vulcani di piombo.
E starei volentieri ad ascoltare tutto
in un silenzio grammaticale
mentre dilaga l'analfabetismo di pochi,
il nazionalismo da cortile,
il denaro senza odore.
Le poche, importanti parole rimaste
le chiuderei infine in cassaforte
nell'attesa di vederle rubare
dall'ultimo onesto della Storia.
non un minuto, un millennio di silenzio.
E in questo millennio
per mille altri fatti
dovremmo seguire altri millenni tacendo.
Nel nostro tacere
la nostra testa sporgerebbe altrove,
su un maledetto oblio
di grida familiari.
Intanto danno ormai un nome
ai fiumi di sangue,
alle montagne di cadaveri,
ai vulcani di piombo.
E starei volentieri ad ascoltare tutto
in un silenzio grammaticale
mentre dilaga l'analfabetismo di pochi,
il nazionalismo da cortile,
il denaro senza odore.
Le poche, importanti parole rimaste
le chiuderei infine in cassaforte
nell'attesa di vederle rubare
dall'ultimo onesto della Storia.
LI CHIAMANO AGLI ALTARI
MISTERI DI VOCI SENTITE
DI GIORNO COME DI NOTTE
IPNOTIZZATI DA FARI IMMAGINARI
FOGHE DI FOLLA ARRABBIATA
PER QUEL VIVERE SENZA TRANQUILLITA'
NELLA POLVERE DEI SECOLI
TRAMANDO DI SANGUE
UNICO MOTIVO
PER DISTOGLIERE I PENSIERI
DALL'IMPORTANZA DI ALTRO
OFFRONO IL NIENTE AVUTO
IL SOLO CORPO RIMASTO
PER LA SPERANZA INCERTA
DI RITROVARSI MIGLIORI
INSIEME AI MOLTI
CHE LI HAN PRECEDUTI
SOLI IN QUELL'ESTREMO INFERNO
DIVERSO DA QUELLO
CHE A NOI HAN LASCIATO
MISTERI DI VOCI SENTITE
DI GIORNO COME DI NOTTE
IPNOTIZZATI DA FARI IMMAGINARI
FOGHE DI FOLLA ARRABBIATA
PER QUEL VIVERE SENZA TRANQUILLITA'
NELLA POLVERE DEI SECOLI
TRAMANDO DI SANGUE
UNICO MOTIVO
PER DISTOGLIERE I PENSIERI
DALL'IMPORTANZA DI ALTRO
OFFRONO IL NIENTE AVUTO
IL SOLO CORPO RIMASTO
PER LA SPERANZA INCERTA
DI RITROVARSI MIGLIORI
INSIEME AI MOLTI
CHE LI HAN PRECEDUTI
SOLI IN QUELL'ESTREMO INFERNO
DIVERSO DA QUELLO
CHE A NOI HAN LASCIATO












