In
questo
bouquet
avvizzito
da tante
illusioni
e pochi
gesti,
tu
non
puoi più
distinguerli
i miei
occhi
ciclopici
che seccano
per la fatica;
tu non puoi
più vederla
la mia seta
leggera,
la tela
che
si allunga fra
lo stigma rosso
dello zafferano
e la spiga viola
della lavanda.
Io che ti amo
la custodirò
nel chiuso
del fidato
bozzolo,
questa
tua
anima,
quest’ultima
goccia di rugiada
che chissà se basterà
per poter superare
la vasta e vuota
notte.
E
se
dopo
il buio
ritornerà
a schiarire,
come un ragno
cucirò altro amore
sulla tua pelle soffice,
e consegnerò al tuo corpo
quello spirito ramingo
che appena scappa,
già gli manca
casa.
mosso dalle nuvole del cielo.
Nomadi e mutevoli
Noi sussurrati dal vento
Ammaliati
dalle solitudine delle foglie
ameremo gli arcobaleni di Aprile .
E come contadini
a Settembre
intrecceremo versi seminati
in istanti da sfogliare e vivere .

sulle mie
caldo il tuo palmo
che attraversa me
pioggia al balcone
profumo di viole
occhi negli occhi
ed io ignaro
ricamo parole mai dette
tra il tuo sorriso
e il piacere
ed intanto l'alba
ci riga la stanza
e tu di fretta
saluti e torni da lui
mentre
lasci le tue cose qui
torni mentre te ne vai
Sono cavalli scalpitanti
che implorano immense vastita'.
E le parole taciute,
da tempo imbrigliate,
si ridestano.
Un tempo la flebile voce,
ora non placa l'ardore,
ed irrompe in un grido inatteso!
Emozioni assopite,
fluide riaffiorano,
e con ineffabile dolcezza,
inebriano il mio corpo
che ora danza gioioso.
Nella quiete notturna del gelido inverno,
gioisco dell'Armonia;
esulta il cuore
per una rinnovata identita'.
Veloce il buio impone il suo timbro
che batte furioso nel muto contorno
del mio spirito, svegliandomi.
E’ notte.
Il mondo è così lontano e calmo,
le cornici sfumano lente
lasciano i colori liberi di vagare
nel caos del quadro
che ho come anima.
Quante idee mi sfiorano, istigate
da tinte di ogni flemma,
di getto e ispirazione,
create ad arte e subito apprezzate.
Ma basta un raggio
e già nessun riquadro è adatto.
non è poi cosa semplice da fare.
Non basta l’accoppiata cuore-amore
per farlo nascere e poi continuare !
Bisogna ascoltar prima se stessi,
poi notare se farà progressi,
assicurarsi d’essere in sintonia
con l’altra e non andar più via.
Ci vuole pure la continuità
d’amare l’altro per l’eternità.
E chi non è a questo preparato,
vacilla, come fosse ubriacato.
L’amor non viene se non s’è capito questo
e muore anche se nel contesto,
buone intenzioni e un sacco di promesse
hanno speranza che non verran represse.
Non son deluso e manco renitente
di far l’amore non me ne importa niente.
Non amo i vincoli e la moralità
per far parte di questo gioco qua.
Mi piace anche, talvolta, di barare,
di fare credere che so anche amare,
ma innalzo un inno alla libertà
e amare anche con gran semplicità.
Sono un ometto grande e maturo
potrò io costruire il mio futuro ?
Però…per esaudire le mie voglie…
vi prego non dite niente a mia moglie !
dicevi,
mentre la mano
mi tenevi,
e non puoi stare ferma,
devi sempre andare,
partire
al diavolo il paese fetente,
sei una girovaga,
una nomade;
addio al paese dicevi,
tu ci credevi,
e adesso,
anch’io
che sono qua,
e chissà dove sei,
che fai;
e siamo sempre qui,
con desiderio
di a ndare via,
da questo posto fetente,
da questo paese perdente,
cambiare ,
andare,
bisogna sempre andare.
Com’è bello reinventarsi,
È come vivere due volte,
Si può conoscere la vita
Da un’altra prospettiva,
E oltrepassare per magia
Quell’orizzonte lontano
Che ti sembrava negato.
Prendi per mano il bimbo
Che ti ha sempre guidato,
Vai decisa e determinata
E avrai la soddisfazione
Che quanto hai potuto
L’hai anche realizzato.
Vivere la vita senza rimpianti
Cogliere i dettagli, l'estasi di un si
Rialzarsi dalle trappole delle illusioni
metterci la faccia, il coraggio e la rabbia
padroni di se stessi, sedotti dai traguardi
Mai spegnersi .
Navigare senza conoscere la fine
di un mare infinito e tempestoso
Scegliersi le strade, i rischi, i desideri
Rincorrere il mistero dell'esistenza
persi nel fascino più irripetibile
tra luci ed ombre sul filo dei brividi
Mai spegnersi.
ritraggo mute consonanze
d' abbecedarie geografie,
briciole allunate e diamanti,
silenzi ortografici e geometrie,
spremute d' esuli orizzonti,
nebbie d' arterie naufragate,
pulsazioni d' immago innevate,
paesaggi accecati di malinconia,
passionali cicatrici d' autonomia.
attraversa ogni stagione
sfida il vento
da nord a sud
unisce occhi e cuore
accompagnando sempre
pensieri e parole
affonda i suoi pilastri
nell’anima e nei ricordi
quasi scivolando
sopra di te
arcata dopo arcata
si allunga verso me
mantenendo stretta
la mia speranza
dietro ogni goccia
e lacrima di dolore
e sempre lì
silenziosamente sussurra
dolcemente saluta
e ricorda che la libertà
è ancora lì
questa via gremita.
Già ti ci vedo
spersa
a guardare gli altri vivere
chi meglio, chi peggio.
Già vedo una lacrima scendere;
un vecchietto che ti chiede
se tutto va bene
mentre tutti ancora vanno,
tutto va,
ma non te: lì, ferma
che sorridi sconsolata
a quel pio samaritano.
Pensi già più a lui che a te;
povero vecchio,
ha visto una giovane infelice.
Bisanzio sta aspettando ancora
e le tue mani calde
divennero fredde
mentre sorridendo
donavi il tuo corpo a me stesso
ignavo ed egoista
anima greve
tra i bicchieri di primitivo
tracciai il solco
per arrivare al tuo cuore
dritto come le curve che portano al mare
sorridi donna
stasera sarà l'alba di una nuova vita
stasera mano nella mano
andremo
su strade opposte
e un tramonto roseo
e una sfera dipinta di giallo,
in un cielo scolpito nel nulla.
Lontano, oltre le alture balze
un sogno,
un pensoso irreale sogno,
di una vita altrui
che al fatidico cuor mio piacque.
Or torna a morir sotto i miei occhi
non più il tramonto,
ma il sorriso suo celeste
che nel pensier mio s' increspa e cade
sotto le ombre oscure
che piano piano forman la sera.









