chiudi tutto
apri solo le tue grazie
concediti per questa notte
poi domani va da lui
ma porta nei tuoi occhi
il segno
del mio esistere in te
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Profilo Autore: fgl  

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Cuori in battaglia

son tremule foglie nel vento,

belligeranti palpiti di bozze solari,

tempesta geometrica di matite lunari,

invidiabili arcobaleni d' errori infedeli,

screziate perle tra grumi labiali,

rubini sartoriali nel silenzio annegati,

dizionari d' orizzonti esistenziali.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Il volto di cera
si scioglieva
credendo ci fosse il fuoco

Un idiota immateriale
ora era una nuova strada
od un nuovo parco giochi

Ed ero lì
ad accartocciare il tessuto spazio - temporale
come l'ennesima bozza sbagliata

Era difficile
ma dovevo accettare il fatto
che ci fossero quelli deboli di cuore

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Profilo Autore: Nicola Matteucci  

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Se seguirai
la coda del lupo,
ti condurrà dove
l’onta a se stessi
non è che
lo strano
inganno
di un
doppio
cieco;
e
dove
il pudore
ha il profilo
del pane secco,
e la mortificazione
l’esiguo valore
di un segno
di croce.
Ma
se rincorrerai
lo spirito del pescatore
al di là della scia del gozzo;
o l’animo ruvido del contadino
lungo la mezza ellisse della zappa
e al di qua del gambo del fiore:
ecco che fra la schiuma
del mare assonnato
e la tiepida bruma
del primo
mattino,
o
fra la
fredda brina
dell’inverno
avanzato
e
l’eterea
sospensione
degli elementi
su una terra
compatta,
mi
vedrai
affiorare,
sbocciare,
sbagliare,
fallire:
e
poi,
alfine,
espiare
gli errori
e i miei
tanti
peccati
di uomo.
Decantando
le tue speranze
nel caldo umido
di quel piccolo
smisurato
sogno,
al
quale
soltanto tu
hai saputo
infondere
il dolce
soffio
della
vita
.



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Profilo Autore: Charlie  

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Muta l’innocenza bagna il tempo

della paura che accoglie impotente il cordoglio

irto tra labirinti di vuoti e inganni

origami d’avvento con ali di falsa libertà

promettendo maschere all’ ombre dei dolori.

Fiacca sanguinante fino a divenire fiore

calice fragile al tepore dello scavo

l’abisso ha le sue favole in un cielo di parole

ancorando l’essere alla carne di poesie

pretese azzeranti prive d’estasi

fossa comune di fatue malinconie .

Un abbraccio cosmico salva il tormento

dialoga con la bimba nel pianto della sera

e le confessa nostalgie a bocca chiusa

stringendo tra i denti la sua soglia obesa

verginità false d’informe guscio succhiato

e accoglienze puttane di solitudini povere.

Intuisco il mistero nella sua fragilità alla paura.

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Profilo Autore: Rosaria Chiariello  

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Dove sei?

Perchè ti nascondi?

Basta, riflettere i colori
che non sono tuoi
basta, fare l’eco
ai suoni che senti lontani
è ora del massimo ascolto!

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Profilo Autore: Giuseppe Casazza  

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Sembra pelle

come la muta di un serpente

questa patina di falsità che

si stacca dal mio corpo.

Cammino e mi ritrovo a brandelli

gli occhi puntati addosso

da gente sorpresa; neanch’io

mi riconosco; perplesso

allo specchio tolgo gli scarti del mio passato

e mi ritrovo nudo, privato

del corpo di chi più non sono.
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Profilo Autore: Tortei92  

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Or il popolo del vanto vinto
s' unisce ,
alle torbide acque dei possenti fiumi,
ai deserti di guerrigliere ombre.
Così, il pensare arduo della culla terrestre
disdegna dell' amicizia innanzi
fuggendo il senso della nobil casta.
Avanti l' anime delle frustrate membra;
tra siepi e sabbie del trafugato amore;
odori e stridii d' acciaio e piombo
fra i pendii mobili dell' alta intelligenza.
Gli dei fuggiti dai feroci gesti
indietro ansando chiaman le mani al petto,
or che di presenti lutti il fiorir di idee sinistre
cancellano le pietre scritte da Profeti amori,
l' esaltazione suona, le idee vaneggiano
negli ori di battaglie perdute.



Perderete il tempo
e di fama umilierete i popoli
e gli eroi vostri dalle troppe illusioni
prostrati,
alle fiamme delle spaventose memorie
cantano le nenie dei Sommi
guardando il tramontare sospiro
nelle notti di tormentosi fantasmi.
Guardate le folle degli spiriti caduti
e i loro pensieri traditi:
il vento di famosi vampiri
ha mischiato oro alla sabbia,
oro di pianto e amori rapiti.
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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Figlia d’Albion venisti sulla spiaggia,

sedesti accanto a me sulla battigia,

un cappellone co le grandi tese

e occhiali neri, a protezione de pupille accese.

Ti sei sdraiata accanto a me a rimirare

er cielo azzurro, er sole caldo e  er mare.

Dorci armonie sotto la tua pelle

da riuscì a turbà le stelle,

bianco er candore delle tue gote,

rosso il colore di due labbra immote.

Io nun ce posso fare proprio gnente,

de la finezza sono dipendente.

Poi me guarda, decide che je vado

me fa ‘n sorriso che n’arto po’ io cado,

e dar borzone toglie a colazione

pane, sarsiccia e sugo a profusione.

“Magnate come noi” je dissi strano,

ed io pensavo… dissi in italiano.

“Che voi pensà e prendine si voi,

e magna come a li paesi tuoi !”

Che, sei italiana ? Nun ce posso crede…

io come ‘n inglesina te stavo a vede !

C’hai un colore bianco lattescente,

capelli biondi…fai voltar la gente.

Dovevo ditte prima “ e dai magna!”

pe sapè che nun sei da Gran Bretagna ?

Però…vabbè…ma tanto che me frega,

sei bella uguale, pur si nun sei straniera.

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Profilo Autore: Bronson  

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Fragori plaudono i giorni

dal mio pensiero

che col labbro tuo chiami,

di te amore odo .

Non gettare via l’anima mia !

La rosa rossa ,che resiste all’intemperie ,

è come uccidersi dentro …

è una lenta agonia che non dà respiro.

Non farlo!

Resta confusa nell’abbaglio ,

ti farò da guida e troveremo la nostra strada ;

nello strillo delle cicale

ovunque alba,l’azzurro del tremulo cielo.

No , non gettare via questo amore !

Lascia limpida l’acqua dei tuoi pensieri ,

risorgi viva; semina con me un fiore,

tu che mi lasci nelle pensose attese

disperato fuggo ,nella più tetra ombra .

E se col pianto di stelle ti vai a coricare

dalle tue labbra rosse esce la malinconia ,

metti tra le tue braccia la mia anima al sicuro

è ascolta  aria di neve

Tu , la  Mia , amata e musa .

Non gettare via questo amore !

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Profilo Autore: poetanarratore  

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Poi arrivano
questi giorni
che esci
e il sole offende
talmente i tuoi occhi
da non riuscire
a vedere più in là,
e il gelo
ti blocca le mani
e ti chiude la testa.
Vorresti rientrare,
finalmente restare
e contare
i pochi colpi rimasti.
Poi respiri,
ti appelli ad un Dio
che non trovi,
dici
sia fatta la sua volontà
e riprendi
sperando di donargli
tutto il bene
che puoi.
Anche sbagliando
di certo,
ma donargli
tutto il bene
che puoi.
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Profilo Autore: Carlo Marconcini  

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Candida come sei
magia ovunque tu diffondi,
pur il cuor sensibile accarezzi,
lasciando in esso, a volte,
spine di dolore.

Col bianco tuo passaggio
ogni color cancelli alla natura,
bianco persino ciò ch’è nero,
e all’animo gentile
incuti altresì un po’ paura.

L’altra faccia della neve,
e lei, triste donna,
mai più t’amò.

Tra la coltre tua gelida
immaginava lo scricchiolio tuo
sotto le scarpe malridotte,
e la sua anima pareva udire
starnuti, tosse, respiro affannoso,
del suo uomo lassù,
tra i monti russi.

Ti odiava oh neve,
pensar quel corpo, chissà, steso su te,
col viso suo affondato
tra i tuoi fiocchi ormai ghiacciati,
senza aiuto o affetti alcuno.

Ancor più saperlo
versare su te quel sangue
ancora giovane e caldo d’amore,
goccia a goccia,
trasformato dal gran gelo,
in petali di rosa rossa.

L’altra faccia della neve,
bianca, pura, candida,
ma senza caldi colori.








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Profilo Autore: Cosetta Taverniti  

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Filtrano tra smeraldi d' aghi d' abete,

confetti d' una corteccia d' ombre di sole,

boccioli rinnegati di vino silvestre,

nastri di resine argentate orlate d' estate.


Filtrano tra smeraldi d' aghi d' abete,

arruffati cristalli di linfa sanguigna,

mercurio atmosferico d' acrilica mattina,

gomitoli d' ossigeno, d' erba e di brina.


Filtrano tra smeraldi d' aghi d' abete,

metastasi incantevoli d' un vento di giugno,

nuvole relazionali d' astratti firmamenti

anonimi autografi di sogni differenti.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1060 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Il silenzio grava sui sogni
delle mie nebbiose speranze:
terre aperte, cavalli fuggenti,
tuoni e fulmini
oltre il vasto arduo pensiero,
mi capovolge il frutto mio
essere,
m' inchina,
piegandomi nella fissa povertà
sparata da cialtroni
a cui morde il senso della beltà,
a cui,
il sigillo di una croce
alta nell' orizzonte
se perduto
tra pagine rosse e polvere umana.
Chi siamo noi !
mortali assassini, figli di guerre
e produttori di morte;
giudichiamo l' offeso
e calpestiamo il perso .
Essere vili è una chiave
che ci porta in rette parallele all' infinito;
a voi,
artisti di numeri e segni
ricavare l' esatto di questo infinito.
Mi giunge il tocco dell' ora più tarda
rimprovera, l' esistenza mia, fallita
e la grande eco dell' eterno spazio
mi consuma, mi sbricciola

sopra un deserto arso di nuova sabbia.

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Profilo Autore: Adriano Trestini  

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Me so bevuto un bicchier di vino

che l’oste m’ha portato , malandrino,

pe festeggià ‘n anno, me ha detto

che m’hai lassato solo e senza letto.

Me dici che ce potevo fa ?

Ero stregato dalla tua beltà.

Si respiravi, respiravo anch’io,

sinnò schiattavo e ringraziavo Dio.

Che ne sapevo che, mentre te amavo,

co ‘n tipo scarcagnato combattevo,

brutto, untuoso ma con er portafojo,

come avrei fatto a superà sto scojo ?

Te sei portata via quello che avevo

puro ‘e mutanne che ormai non usavo,

m’hai fatto una gran risata

te ne sei annata e mai più tornata.

Ora me bevo sto bicchier de vino

che l’oste m’ha portato, birichino,

me faccio ‘na risata, so sereno,

er can pe l’aia certo nun lo meno.

Bevo p’a riacquistata libertà,

pe avé saputo puro conservà

na cosa granne, chiamata

Dignità.
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Profilo Autore: Bronson  

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