E’ come se il buio trattenuto all’arcano collassasse
e i volti del dolore formassero un guazzabuglio di forme
trame senza orientamento nella perdita della misura
in agonia col tempo spappolato d’illusioni rianimate per errore
e identità confuse imbustate dimentiche di indirizzo o ragione
come un rasoio rigonfio d’eventi senz’armonia e senza destino
reciso alla vena del sogno nella consapevolezza finale d’aver ceduto
la semina d’una qualche felicità devota di speranza all’unione fatale
nella rassegnazione vigliacca che ci sia valore nello svendersi alla prima occasione.
Difficile sottrarre la mente alla perdita d’aderenza alla realtà
quando quel che resta è imburrare il primo pensiero per ingoiare la verità
nell’assenza di prospettiva imbavagliando il cuore astemio all’estensione.
Un nodo a una stringa già piena di nodi per il gioco alla noia
tradito l’incanto risalente l’abisso e sanguinante silente simboli all’ignoto
ricco di follia nella ricerca della presunta chiave di svolta.
Quant’è reale il bisogno riverso su sé stesso se la vita mura viva la sua arte?
Se non v’è selezione vivificatrice di senso alla fine della luce, quale la scelta?
La visione ultima d’una anima in piena?
e i volti del dolore formassero un guazzabuglio di forme
trame senza orientamento nella perdita della misura
in agonia col tempo spappolato d’illusioni rianimate per errore
e identità confuse imbustate dimentiche di indirizzo o ragione
come un rasoio rigonfio d’eventi senz’armonia e senza destino
reciso alla vena del sogno nella consapevolezza finale d’aver ceduto
la semina d’una qualche felicità devota di speranza all’unione fatale
nella rassegnazione vigliacca che ci sia valore nello svendersi alla prima occasione.
Difficile sottrarre la mente alla perdita d’aderenza alla realtà
quando quel che resta è imburrare il primo pensiero per ingoiare la verità
nell’assenza di prospettiva imbavagliando il cuore astemio all’estensione.
Un nodo a una stringa già piena di nodi per il gioco alla noia
tradito l’incanto risalente l’abisso e sanguinante silente simboli all’ignoto
ricco di follia nella ricerca della presunta chiave di svolta.
Quant’è reale il bisogno riverso su sé stesso se la vita mura viva la sua arte?
Se non v’è selezione vivificatrice di senso alla fine della luce, quale la scelta?
La visione ultima d’una anima in piena?

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LIETA SERATA.
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