Ti ho lasciata andare

perché la vita si consuma

nella costrizione

 

tu mi hai lasciato andare

perché l’obbedienza è un vizio

dell’anima

 

eppure il nostro viaggio non si è fermato

tanto eravamo presi dall’accavallarsi

di esperienze, amori, tutti differenti

lunghi lo spazio di una notte

al più una stagione

 

continenti

cieli

lingue

cambiavano

ma i nostri sogni rimanevano

gli stessi

il nostro unirsi manteneva

lo splendore dell’alba

 

alla fine di tutto ci siamo ritrovati

di nuovo

al centro dei nostri addii in questo

stanco uruboro

i nostri sguardi consumati dall’esperienza

si incrociarono per eplorare la nostra stanchezza

 

E…

 

subito pensammo entrambi a quell’ultimo saluto

alla fine di tutto

ci siamo chiesti se ne fosse valsa la pena

 

il mondo nell’atrocità del vivere ci aveva cambiati

ma nel ricordo

il nostro abbraccio si eternava nelle costellazioni

nutrito dalla luce delle stelle.

  

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Profilo Autore: Enrico Barigazzi  

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Sul nucleare che attende

c’è l’accordo da firmare.

Voglia Dio

non si metta a parlare.

La tua firma

è indispensabile

ne va della vita, io

devo partecipare

al “galletto migliore”.

Potrei farvi alla brace

alla diavola, potreste

subire un attacco

un bombardamento, dai

non fatemi arrabbiare!

Per me candidato

è troppo, troppo importante

vincere al concorso

e poter rendere la Voglia

… uno dei miei vice.


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Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

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Sonetto minimo a rime alternate (ossia quinari in schema abab abab cdc dcd).


T'attendo ancora.
Con vana fede
ogni mia ora
solo te vede.

Se s'addolora
il cuore chiede,
sogna e finora
al real non cede.

Vana speranza
ti parla in sogno
e con te danza

ma se t'agogno
qui nella stanza
dormo e vergogno.


28/03/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Pinacoteche solari,

Rime di vita ad

Immaginar poesia,

Margherite bianche ad

Alluvionare i prati,

Venti di nuovo respiro

Errori di luce,

Rondini a coreografar

Altalene di nuovi sogni.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Dopo “L’ombelico d’un poeta” pubblico il seguito in versione aulica e solenne, ma pur sempre scherzosa
Ònfalo, che in volgar sei l’ombelico,
ogni giorno ti miro nello specchio
ché sei del viver mio vestigio antico
emblema prenatal in corpo vecchio.

Fanno a te coro gli organi d’attorno
che tu nutristi in vita lor fetale
da placenta, finché videro il giorno,
quel dì che al tuo cordone fu fatale.

E poiché da natura fu deciso
che il tuo destino fosse cicatrice,
l’onore io ti rendo aperto viso
di far ai carmi miei da incubatrice

agli embrioni e feti nascituri
di quando sono ancor in gestazione,
ove aborto temendo fo scongiuri
finché vedano infin pubblicazione.

Tu metafora sei, pensier profondo,
di ciò che, pur mortale, non perisce,
non sol dell’uom ma d’universo mondo
come la storia umana riferisce,

ché pur il mondo par ch’abbia ombelico,
in quel che fu di Delfi antico tempio
tramandato da Pindaro Epinìco, (*) 
e in quanto infin dirò non vo’ far scempio,

ch’ombelico del mondo fu poi Roma
e pur Gerusalemme ‘l fu per Dante,
già allor città di guerra ancor non doma,
finché Leonardo pose in un quadrante

e in cerchio come a dir la Terra e il Cielo,
restituito all’uomo vitruviano,
quel centro il cui centro ora vi svelo:
dell’universo l’ombelico umano,

sicché l’ònfalo mio, per sillogismo,
ch’è er mejo der bigonzo degli umani,
dell’universo è il centro in simbolismo
certezza d’oggi, auspicio nel domani.

(*) Gli epinìci erano canti corali di vittoria negli agoni atletici. Celebri quelli di Pindaro, al quale do l’appellativo “Epinìco” (da epi-nike) non solo per far rima con ombelico.
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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Tra i rami spogli danza la luce,
un segreto sospeso tra i giorni,
mentre l’erba si china
a sussurrare ricordi.
Il cielo, limpido come pensiero puro,
abbraccia il respiro degli alberi,
alcuni ancora in attesa,
altri già pronti a rinascere.
E là, in fondo, le montagne,
custodi silenziose dell’orizzonte,
osservano il lento risveglio
di una stagione che torna a parlare.
Ogni passo su questa strada
è un invito al silenzio,
una promessa di vento,
un sussurro d’eterno.
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Nella tua stanza
Ho conosciuto 
Il piacere dell'inferno 
Quando i tuoi sguardi 
Consumavano
I miei sentimenti 
Schiavo della tua libertà 
A un passo dal cielo
Vivo ogni secondo
Innamorato della follia
Mi arrendo al silenzio
Desiderando ogni notte
Il tuo corpo
In un letto senza tempo.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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La tinta dell'attesa è trasparente, 

forse un giallo sopr'ali di farfalla. 

Gentil brezza, d'amore evanescente

profuma mite l'anima che balla. 


S'afferra la speranza saldamente

restando in equilibrio, si traballa. 

Sol fiammella, sfavilla soavemente:

dolce sogno nel mare resta a galla.


Con fiato in sospensione, si sta muti, 

mentre il cuore alza fragile canzone. 

Lenti e sordi trascorrono i minuti. 


Della storia rimane sol stagione:

addio buio e fantasmi più sperduti!

Oggi danza il destino in ribellione.

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Profilo Autore: MArTe  

Questo autore ha pubblicato 40 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Cara amica mia,

ho pensato di scriverti

quello che dirti non so.

 

Non c’è volta

in cui non mi lascerei andare

a baciare il tuo respiro,

a cullare le tue paure,

a stringerti al mio corpo

e a non lasciarti andare via.

 

Non c’è volta

in cui non ruberei i versi ad un poeta,

per cantare la tua bellezza,

o il pennello ad un pittore,

per mettere i tuoi occhi tra le stelle.

 

Non c’è volta

in cui non ti griderei il mio amore,

ma mi toglie la voce

sapere che sei innamorata e felice

con un uomo che non sono io.

 

Cara amica mia,

scrivo quello che non posso dirti

su un foglio che non ti spedirò,

perché ne farò un aquilone

che sarà portato via dal vento,

perdendosi tra le onde del mare.

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Profilo Autore: Antonio Crispino  

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Dorme ancora la città, 
ognun nel suo letto se ne sta,
io invece esco alla buon'ora,
mi alzo come fossi una suora.

Non ho messe da andare ad ascoltare,
ma commissioni urgenti da sbrigare,
le strade si mostrano con veste inconsueta,
regna la calma e una pace discreta.

I parcheggi non sono un miraggio,
la domenica non si paga neanche il pedaggio,
un raggio di sole illumina un qualcosa che non  c'era,
il tutto è avvolto da una magica atmosfera.

Sembra un mondo nuovo e sconosciuto,
mi ci muovo in vero un pò stordito,
non abituato a questa calma apparentemente,
ma per il lunedì si sta sol ricarcando tutta la gente.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

Questo autore ha pubblicato 517 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Garzone di bottega che non sei altro,

che vai fischiettando con le mani in tasca,

quel berretto in testa, forse ti dona,

ma l’aria da spavaldo non ti abbandona!

 

Si, di gioventù ancora ne hai tanta,

ma stai facendo i conti senza l’oste,

la vita costa molto e lo sai bene,

domani farai famiglia, notabene!

 

Il tempo passa in fretta e sarai grande,

la vita è dura e non la puoi ignorare,

devi pensare oggi, al tuo domani,

se non vuoi che tutto, cada dalle mani.

 

Se pensi a questo, forse ti salverai,

toglierai le mani dalla tasca e le userai,

ti passerà la voglia di fischiettare,

toglierai il berretto e ti darai da fare.

 

Il mondo è già pieno di pelandroni,

ci sono anche ladri ed imbroglioni,

serve solo gente onesta e laboriosa,

gente buona ed umile, non boriosa!

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Profilo Autore: Giò For  

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Le carezze sono sospiri senza tempo
Tra le mani che stringono promesse
La luce traspare dolcemente dai canti
Di piccoli esseri trasparenti
Dalle loro melodie suadenti 
Scintillanti riflessi volano nel cielo
Annuciando il ritorno
Di un amore mai dimenticato 
Nel ventre di un'angusta primavera 
Riecheggiano i passi dell'oblio
Sollecitati dai desideri impassibili 
Che governano le profondità dell'io 
Sinuose ombre ormai stanche
Per cogliere il senso di una sfida
Si inerpicano pacifiche
Sui rami dell'albero della mia vita.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 642 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Vorrei essere un mattino d'inverno
al mare o nei campi di grano,
nell'aria presente il ricordo, 
inondato d’intenso profumo
scolpito, portato per sempre.

Nelle tiepide mattine d’autunno,
con i prati di bianca rugiada,
di te… del tuo immenso pallore,
chiudo gli occhi, una lacrima appare
fra le rose e la foto sbiadita
che consuma e ferisce il mio cuore.

Per partir quando vien primavera,
ecco il mandorlo e il glicine in fiore,
il ruscello borbotta dal monte,
volan rondini in cerca del nido,
ma il ricordo di te non scompare
fra i cipressi di un verde smeraldo.

Le stagioni, la vita che corre
e la morte che presto compare,
mi riporta alle dolci visioni,
ricoperte da campi di grano.

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Profilo Autore: Aug94  

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Limerick AAbbA.


È facile capir cos'ho sbagliato:
soltanto tutto! In nulla c'ho azzeccato.

Ma a quale sia il motivo
ancora non ci arrivo:
perché senno bacato m'è toccato?


24/03/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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Non pensarci
Non serve aggredire il tempo
Per sputarlo in faccia al destino
Non dire ti amo
Se poi non ci sei
Nel vuoto incommensurabile
Che attanaglia l’intestino
Tu sei magia del cuore
Quando le speranze
Valgono meno di un cane
Che ascolta note randagie
Nella quiete della fame
I tuoi passi sono film muti
In cerca di una vaga esistenza
Come l’arancione che permea
L’anima delle nuvole
Tra le silenti chiacchiere
Della loro essenza
Alla fine, non ti perdi niente
Quattro passi intorno all’isolato
Con un cenno virtuale
Che usa parole per fingersi uguale
Ricominciamo daccapo
Riconoscendo la verità del silenzio
Là dentro
Aleggia il rimprovero di chi dice
Posso fare quello che voglio
Ti prendo
E ti avvolgo col mio mantello
Di una cosa sono certo
La crudeltà non otterrà mai
Il rispetto di un vero sentimento.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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