Quando ancora scrivevo

ti avrei dedicato una canzone

o avrei dato il tuo nome

a quel dolce vento primaverile,

che saziava e bruciava l’anima.

.

Quando ancora sognavo

ti avrei incontrata al ballo

dove le coppie innamorate

si sfidano di notte quasi volando

come trottole abbracciate.

.

Quando ancora uscivo

per parlare con chiunque di te

e vederti arrivare da lontano

con quel tuo sorriso aperto

anticipando di poco un bacio.

.

Quando ancora era ieri

non avevo alcun bisogno.

Ero interamente innamorato

sapevo tutto e tutto era in me

così tanto e così per sempre.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Andrea Borselli  

Questo autore ha pubblicato 64 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Un precipizio di farfalle

bacia l’uscio del mio cuore

e poi gioca a confondere

questa galassia d’amore

fra stormi d’alba

e silenzi di margherite,

pianoforti di nuvole

e cicatrici d’abitudine

ma io ti cerco fra la gente,

in queste tasche di universo,

come spiccioli di luna

che mi abitano la pelle.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: rosa dei venti  

Questo autore ha pubblicato 1058 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Scansiamo equivoci

appannando dubbi

per rimanere attratti

dal carretto vincente.



Contiamo di salirci

costi quel che costi.

L’importante



è che, a pagare

siano sempre altri.

Impossibile per noi

… siamo i migliori!


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Bowil da Wilobi  

Questo autore ha pubblicato 197 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Visione onirica in due “ottave” di quinari sdruccioli a rime alternate abababab cdcdcdcd.


La gatta miagola
sul tetto in fregola,
graffia la sagola¹
sopra la tegola,
lì la mandragola
(dannata pegola²)
mina la fragola
senza più regola.

Frattanto sfrigola
dietro la pergola
nell'olio spigola
mentre si bergola³
del buon Caligola
bevendo spergola,
la panca cigola
con la sua vergola°.


¹: corda intrecciata;
²: sfortuna;
³: chiacchiera;
°: “lista sottile di seta o d’oro, tessuta insieme al drappo o a esso sovrapposta per ornamento”… praticamente nel flash la panca era di legno con i bordi nastrati da una rima dorata, poi l’odore della spigola fritta ha distratto il sogno da cigolii e miagolii e dovevo essere più veloce della gatta e smettere di rimare per non restare a bocca asciutta.

18/03/2025


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 816 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Mi scuso per non essere all’altezza
Non si preoccupi signore
Non le faremo mancare nulla
Posso chiederle un bicchiere d’acqua?
Nessun problema
Note appassionate di Bright Mississippi
Aleggiavano tra il soffitto e il cuore
Di chi aveva voglia di ascoltare
Una donna dai capelli lunghi lisci e neri
Con gli occhiali da sole
E un vestito rosso svolazzante
Attraversò la sala del locale
Con un balzo felino
Raggiunse il tavolo dove si trovava
L’uomo di carta
Come stai?
Bene e tu?
Uno di questi giorni potremmo scriverci
Per quale motivo?
Un insolito tramestio invase la sala
Cosa sta succedendo?
Saranno i soliti scocciatori che vogliono aggredire
Chi ha il coraggio di attraversare le dune del tempo
Purtroppo, le vittime d’un tratto spariscono
E dove finiscono?
Non ne ho idea
Me lo sono sempre chiesto
Andiamocene da qui
Ti andrebbe di andare a passeggiare tra i rovi?
Potrebbe essere spiacevole
Sempre meglio che fissare i nostri sguardi
Su questi bicchieri di cristallo
Paura dei riflessi?
Non mi sono mai abituato a parlare con le ombre
Anche se mi rivolgo a loro per un po’ di tregua
Andiamo
La donna cinse l’uomo di carta con un braccio
Da lontano sembravano due innamorati
Da vicino due sconosciuti ancora più lontani
Una volta fuori
Salirono su un piedistallo di fango
E si guardarono attorno per scorgere i rovi
Dei loro inestinguibili desideri.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 642 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
L’ora ha sbriciolato i denti
sul bordo del crepuscolo-
un morso di luce stantia
che fermenta nelle ossa.

Il corpo, centrale elettrica in tilt,
sputa scintille di melatonina:
ogni neurone un trasformatore
fuso nel cortocircuito.

L’aria è garza imbevuta di ozono,
appiccicata alle ciglia,
mentre i minuti si fanno larve
nella clessidra dell’addome.

Sotto l’epidermide, orologi a cucù
si azzuffano con le vene —
il sangue batte quarti
in un fuso mai sincronizzato.

La primavera è un nastro incastrato
nel mangianastri del campo da calcetto,
una cassetta sbiadita che graffia
aprile in loop distorto.

Stanotte il tempo non scade,
si incolla alle suole
come gomma da masticare fredda-
mastico attimi senza sapore
fino all’alba.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Nicola Matteucci  

Questo autore ha pubblicato 544 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
(Haiku libero dalle regole tradizionali)

mustanghi in corsa
quei batticuori trepidanti -
il tramonto nelle tue braccia

30/3/25
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Laura Lapietra  

Questo autore ha pubblicato 445 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Avvinghiati in effusioni emotivamente confuse,

ansimanti i nostri corpi, affamati di pulsioni,

sudati, cosparsi d’amore per un impulso animale,

metabolizzati gli odori, i reconditi sospiri.

 

Atto d’amore e di aggressività sconvolgente,

personalità completamente cambiate,

coerenza lasciata in disparte a guardare,

eccitante gioco portato all’estremo.

 

Crollo verticale della ragione,

innalzamento dell’amore.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: ROTTURA FRANCESCO  

Questo autore ha pubblicato 3 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Un fantasma s’aggira tra i poeti,
quel dell’Intelligenza Artificiale
che guidata in immenso suo scaffale
di poësia può far tutti profeti,
dell’umano sentir facendo strame
soddisfacendo disoneste brame.

Poeti quelli veri, certo intendo,
quelli che hanno un’anima davvero,
quelli che hanno un cuor sempre sincero
che vanno l’infinito percorrendo,
senza usar quella soffice magia
ch’è in poesia implicita bugia.

Non è question da poco quel che dico,
ch’è come di zircone far diamante,
e un genere inquinar già agonizzante,
che ha perso sue radici in suol antico
per far fiorire prosa verticale
a chi è convinto d’esser qual Montale.

So ben ch’evoluzione dello stile
in poesia sancito ha il buon diritto
di usare l’esenzion di quanto scritto
da rime, versi e metrica gentile,
tutto iniziò nel secol novecento
e tale poetar mai fu redento.

Eppur io son convinto che il rifugio,
laddove l’artificio non ci assale
sia sol l’intelligenza naturale,
che dell’artificiale il sotterfugio
dimostra nella sua incapacità
d’in ritmi e rime aver duttilità,
stigma soffice sol d’umanità.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

Questo autore ha pubblicato 133 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
L’uomo formica
Chiese informazioni alla prima donna
Che si manifestò di fronte a lui
Dopo alcuni istanti imbarazzanti
Realizzò di non aver capito nulla
La sua mente vagava altrove
In un altro viaggio
Dentro un incredibile fumetto
La donna
Stufa di quell’essere multiforme
Lo abbandonò alla confusione
Invece di piangere
Anche se la sua anima era di plastica
L’uomo formica scelse di percorrere
La strada più diritta
Fermandosi in un locale ad ascoltare
What do you want to listen to?
Alternando la nebbia del tempo
Con bourbon e un effimero sentimento
Voleva carpire il significato della vita
I sorrisi e gli abbracci
Erano banali espressioni di circostanza
Nello spazio infinito del vuoto
Che avanza
D’un tratto dalla vetrina del locale
Intravide un vecchio a passeggio
Con il cane
Uscì di corsa
Nella sua folle impresa
Prese coscienza della follia
Che attanagliava la sua esistenza
Si paragonò al cane
Impegnato ad annusare il letame
Decise di eludere i convenevoli
Fermò il vecchio per abbracciarlo
Tutti hanno bisogno di sopravvivere
Alla maledizione di un ricordo
La sua dignità aveva le gambe corte
E un prezzo troppo alto per volare
Nel cielo artefatto del pattume
Il vecchio si mise a piangere
Il cane ad abbaiare
E lui disse che non era il caso
Di fare tanto amorevole baccano
Lui infondo era un semplice pupazzetto.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

Questo autore ha pubblicato 642 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

- Trascinati fuori da un corpo umano

La metamorfosi è in atto

Saremo tutti insetti in un barattolo -

           (Sintesi di una notte)

Siamo passeggeri

Un volo col risvolto nero
mi restituisce contorni imprecisi

e un buongiorno dislessico

Ma chi sono questi che tornano?

...ed intanto arriva aria sulla quarta corda
e lingue di plastica.

1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Lilith50  

Questo autore ha pubblicato 75 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Padre, la tua bocca sa di vino e dialetto
che ancora non si fa lingua,
parole che cadono come semi nella banca del fango,
prima che la città le divori.
Sei un fantasma del grano,
un uomo senza lettere, che scrive la vita
con le mani incrinate in impasti interessanti
che non interesseranno a nessuno.

Mi hai insegnato a contare le stelle
sul tetto di lamiera,
ma non hai capito i numeri
che ora bruciano nei miei schermi.
Boomer, millennial: due bestie
nella stessa stalla,
che si leccano le ferite
e poi si mordono la coda.

La tua nostalgia è un bicchiere vuoto
rotolato sotto il letto,
il mio rancore un muro di latrati mai inviati.
Ci amiamo a schiaffi,
in silenzi che sanno di minestra fredda
e telefonate interrotte.

Quella volta che mi chiamasti "traditore"
Oppure "dottore", non ricordo
-era dicembre, pioveva-
il tuo fiato era acido come l’aceto
che usavi per pulire le ferite dei cani.
Ho sepolto quel giorno in un solco
dove nemmeno Dio scava.

Eppure, quando dormi ubriaco sul divano,
ti somiglio:
la stessa tempesta negli occhi,
lo stesso sangue che cerca una foce
tra montagne di errori.

Siamo due analfabeti, padre:
tu non leggi le mie parole,
io non decifro il tuo pianto.
Ci incontriamo al margine del mondo,
dove il passato è un cane randagio
e il futuro un lampione spento.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Nicola Matteucci  

Questo autore ha pubblicato 544 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Quiete si allarga
e sai ascoltare i rumori antichi,
ricordi le voci, e i cantici
distesi sopra i muri
rovinati dal tempo.
Solleva il peso che a volte
asciuga la bocca,
e ti fa adombrare.
E neppure i disegni sulle
labbra che evocano chiarore 
possono sostituire questa calma.
Lontananze si nascondono
sotto la luna è il vento porta via
tutte le parole gettate,
lasciando solo echi.
Nulla resta e le tue mani
abbandonate cercano riparo.


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Marinella Brandinali  

Questo autore ha pubblicato 496 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.

Tre quartine di ottonari a rime alternate.


«A mie no serviti a nenti»¹
dicon l'urla del mattino.

Certo non fonoassorbenti
le pareti e poi vicino

troppo è la mia chiusa stanza
alla fervida cucina
per tener viva speranza
di giornata un po' carina.

Che sian figli o che sia moglie
il rinfaccio è sempre quello
e svaniscon rare voglie,
mi rintano nel baccello.


¹: ”A me non servite a niente”.


17/03/2025


1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: ioffa  

Questo autore ha pubblicato 816 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
L’inverno ci trova impreparati
a cogliere i resti di un amore
che troppo eccitati costruimmo
al sole e all’onda d’una bella estate.

Consumo grigi a passo molto lento,
una ringhiera come primo appoggio
e le mie spalle che ti narrano di già
l’esordio dei ricordi e dei rimpianti.

Orizzonte mutato in un meriggio,
mi concedo alla vista offuscata
di case, strade e palazzi, in attesa
che trovi presto la mia via di casa.

Conterò i lampioni uno per uno
prima di giungere a quei grattacieli
menati da mani di nebbia in ascesa
al pari di steli di rose troppo spinosi.

Sbiadito, come albero sguarnito,
sarà il tuo volto perso nel vuoto,
protetto dal vento che intanto s’alza
mentre va giù il nodo dell’addio.

Ti fisserò nel cuore, come quando
ti conobbi in quella notte d’agosto,
mani in tasca a frugare nuovi amori
e bella principessa in bianco e nero.
1 1 1 1 1
clicca sulle stelle per valorizzare il testo
Profilo Autore: Aurelio Zucchi  

Questo autore ha pubblicato 491 articoli. Per maggiori informazioni cliccare sul nome.
Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
Per maggiori informazioni sui cookie e per gestire le preferenze sui cookie (di prima e/o terza parte) si invitano gli utenti a visitare anche la piattaforma www.youronlinechoices.com. Si ricorda però che la disabilitazione dei cookie di navigazione o quelli funzionali può causare il malfunzionamento del Sito e/o limitare il servizio.