Sospesi su borse in crollo,
i mercati monetari mai sazi,
inondazioni devastano spazi,
dazi per tutti e predazioni
trepidazioni sotto le stelle,
esondazioni nelle stalle,
chi piange sul latte versato,
che strazio l’arrivo del dazio
nei dazi indizi di latente pazzia,
lapidazioni tornano nelle piazze,
il pianeta in mano ai biscazzieri,
tornan dazi dei tempi di Alighieri.
È l’ora in cui si può sentir l’assolo,
tra i rami nota acuta d’usignolo;
è l’ora in cui d’amanti le promesse
sembrano dolci parole sommesse,
e lievi brezze ed acque confinarie
fan musica ad orecchie solitarie.
Ogni fior di rugiada s’è imperlato,
e stelle il firmamento han trapuntato,
e sempre più di blu l’onda è dipinta,
e della foglia è più marron la tinta,
e su in eccelso ciel quel chiaroscuro
sofficemente oscuramente puro,
mentre declina il giorno a notte bruna,
il spegne crepuscolo sotto la luna.
IT IS THE HOUR (testo originale di Byron)
It is the hour when from the boughs
The nightingale’s high note is heard;
It is the hour – when lover’s vows
Seem sweet in every whisper’d word;
And gentle winds and waters near,
Make music to the lonely ear.
Each flower the dews have lightly wet,
And in the sky the stars are met,
And on the wave is deeper blue,
And on the leaf a browner hue,
And in the Heaven that clear obscure
So softly dark, and darkly pure,
That follows the decline of day
As twilight melts beneath the moon away.
TRADUZIONE recentemente comparsa su un noto sito letterario
È l’ora in cui s’ode tra i rami
la nota acuta dell’usignolo;
è l’ora in cui i voti degli amanti
sembrano dolci in ogni parola sussurrata
e i venti miti e le acque vicine
sono musica all’orecchio solitario.
Lieve rugiada ha bagnato ogni fiore,
e in cielo sono spuntate le stelle
e c’è sull’onda un azzurro più profondo
e nei cieli quella tenebra chiara,
dolcemente oscura e oscuramente pura,
che segue al declino del giorno mentre
sotto la luna il crepuscolo si perde.
TRADUTTORE GOOGLE
È l'ora in cui dai rami si ode
l'acuto canto dell'usignolo;
è l'ora in cui i voti degli amanti
sembrano dolci in ogni parola sussurrata;
e venti gentili e acque vicine,
fanno musica all'orecchio solitario.
Ogni fiore è stato leggermente bagnato dalla rugiada,
e nel cielo si incontrano le stelle,
e sull'onda c'è un blu più profondo,
e sulla foglia una tonalità più scura,
e nel cielo quella chiara oscurità
così dolcemente scura, e oscuramente pura,
che segue il declino del giorno
come il crepuscolo che si dissolve sotto la luna.
Alla ricerca della verità
Attraversando ombre inebrianti
Nel soffice ventre di un sogno
Una stella brilla
Nell'immensità del mondo
Mentre respiro senza vergogna
Il riflesso di un dogma
Ormai è tardi per tornare indietro
Il buio e la luce appartengono
All'illusione di un solo cuore.
Se di ascolto fai tuo diritto,
prima pensa a sentir parole
che il vicino rivolge fitto
al tuo udito, tra vento e sole.
Se colore vuoi sul tuo viso
d'emozioni e dolci sapori,
prepara zucchero e sorriso
da donare senza timori.
Se chiedi affetto e vera pace,
certo potresti aprire il cuore,
dare coraggio, esser audace,
fare dal ciel piovere amore.
Forse per vita è soluzione:
"Se un bisogno dono si fa,
chi lo riceve eco farà!"
Mordicchio sogni a colazione.
nessuna discussione,
potente e accattivante seduzione.
E tu anima in pena nella mente,
vorresti conquistare,
il cuore ridondante ed esigente,
non sai più cosa fare,
quando mi vedi immensa e prepotente,
confuso in alto mare,
passione ardente brucia lentamente,
sono una diva, son fotomodella.
Mi vedi articolata, astuta e snella,
non metti in discussione
sorrido e ti regalo un’emozione.
Il sole intanto affonda la sua luce
nel giorno che si schiude,
la tua espressione ebete traduce
un movimento assente non preclude,
il gioco delle parti poi conduce,
lo sguardo al mio vestito a spalle nude;
bianco con grazia e stile si ricuce
e nulla intanto esclude,
incatenato ti ho nella mia cella.
Esplodo e brillo in alto come stella,
muore la discussione,
mi cerchi con profonda convinzione.
L’armani sboccia e vampa nella sera
e sfilo nella piazza ora affollata,
son la tua carceriera,
bava alla bocca ed io come abusata,
da occhiate pattumiera,
calpesto i vostri corpi assai estasiata,
ma pongo una frontiera,
correndo son veloce, son gazzella.
La mia bellezza audace ti accoltella,
nessuna discussione,
il paradiso ambito è una visione.
quando le tue parole hanno spigoli taglienti
quando le poche ore, mie e tue, non hanno ombra.
Ti prego non chiamarmi amore
se di me prendi solo il profumo
e lasci ad altri l’essenza di ciò che sono,
amore e’ il centro esatto del mio cuore
amore e’ indivisibile,
ne briciole o porzioni di me ti servo
ma tutto o niente.
Chiamami amore dunque
se di me avrai davvero fame,
se solo io disseto la tua gola,
chiamami amore con parole
vere.
Quello che aveva visto oscillare
Dietro la tenda
Ieri sera
Quello di un’attrice
Che voleva nascondersi dalle favole
Lui si era perso in certe stanze
Per ascoltare l’eco del firmamento
Tutta colpa di una fasulla eccitazione
L’eterna perifrasi del torbido
Che incombe sulle speranze
Recitare pensò
Non è quello che facciamo tutti
Ovunque
Consapevoli di seguire un branco
Di perdenti o assassini
Non ha alcuna importanza
Abbiamo bisogno di una strada
Per andare chissà dove
Quel pensiero molesto scavava
Tra i meandri del suo cervello
D’un tratto pronunciò ad alta voce
Il nome di quella donna
Ma dalla tenda ottenne solo silenzio
Si chiese se stava impazzendo
La vita non ha senso
Il tempo era fuggito
Lasciando inerme la sua voglia
Doveva cercare quella donna
La sua ostinazione esigeva una fede
La parvenza della salvezza eterna
In una mortale così lontana
Da quella lurida topaia.
di quel che resta sotto i gesti esatti
delle mani che tracciano il confine
tra ciò che è degno e ciò che va nascosto.
Tu dici: è colpa mia, è colpa mia,
mentre il mercato ti ripete sii bello!,
e il sangue diventa merce clandestina,
un rovescio del mondo che non vuoi.
Intanto ne conia altre Costantino, a suo piacimento.
Ma chi ha deciso che il dolore
debba essere elegante, muto,
senza cicatrici che offendono lo sguardo
di chi passa e non vuol vedere?
Ogni taglio è una parola vietata,
un rottame nel tempio della forma
(il gaslighting, la pace dei dazi).
Eppure, quando la sera si fa buio,
anche i trattati sull’acciaio conoscono una tenerezza.
Dov'è il confine tra una lega e un intermetallo?
Non chiederti perché lo fai.
Chiediti chi guadagna
se il tuo male resta invisibile,
se il brutto viene esiliato
e tu, con esso,
diventi fantasma a te stesso.
La pelle è l’ultimo giornale
dove scrivono gli altri,
ma le tue mani
-solo le tue-
hanno diritto di strapparne le pagine.
Mi lascia attonito senza fiato,
L'acqua scorre sul vetro della finestra,
L' animo a tal immagine si funesta.
Si' perché esso più non si dimena,
Rassegnato appare a questa scena,
Il cielo di Pasqua che Resurrezione non porta,
A nessuno di nulla cio' ormai importa.
Tutto tace nelle silenti stanze,
Dove un giorno v'eran fugaci danze,
Una mano che ti dava un sorriso,
Una carezza che ti riempiva il viso.
Nulla rimane di quelle soleggiate giornate,
Se non delle foto sempre più sfocate,
La memoria prende la via del declino,
Rimarrà il sorriso rubato di un bambino.
L’alba è uno scalpello di cielo
sospeso fra nuvole e cuore,
un bucaneve carezzato dal gelo
sembra straziarsi di dolore,
ferisce la solitudine d’aprile
come una vuota altalena in cortile.
E tu, mezzogiorno dei miei ricordi,
rincorri la mia anima
come un romanzo d’amore
scivolato sulla pelle stanca,
sciogli questo abaco di luce
sottratto all’eternità
e poi dimenticami
in questa solitudine d’aprile
come una vuota altalena in cortile.








