Sto arrivando,
tra nuvole che danzano e raggi che mi cercano,
con il pensiero che corre avanti,
a immaginare i tuoi occhi
quando mi vedranno arrivare.
Il cuore batte piano,
ma ogni battito dice il tuo nome.
Porto con me carezze mai dette,
parole che ho cucito tra le dita,
e un desiderio:
che questa volta tu mi tenga davvero.
Aspettami,
perché anche se non lo dici,
lo so che sei felice di rivedermi.
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Mi prenderò cura di me
come si fa con un fiore fragile
che ha resistito al vento.

Mi parlerò piano,
con parole che curano
invece di ferire.

Mi darò tempo,
spazio per respirare,
pace per sentirmi.

Non cercherò più chi non vede,
non griderò per essere amata.
Sarò io a bastarmi un po’.

E in ogni gesto semplice
– una carezza, un passo –
ritroverò me stessa.

Porterò con me i miei giorni più belli,
li conserverò come fiori essiccati
tra le pagine di un libro amato.

Saranno luce nei momenti bui,
ricordi che sanno ancora di sorrisi,
voci che il tempo non spegne.

Li terrò nel cuore
non per restare ferma,
ma per sapere da dove vengo,
quando vado avanti.

E mentre cammino,
quei giorni mi parleranno piano,
dicendomi:
“Non sei sola. Ci siamo anche noi.”
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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Senza respiro
Verso il declivio
La placida attesa
Del mare illustrato 
Da un cuore indifeso 
Al riparo dal vento
L'amore eterno.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Quartine di quinari a rime alterne.


 

Non c'è panchina,
resto seduto
questa mattina
come sperduto

sopra un muretto
e attendo un treno
che sia diretto
lontano almeno

di quanto serve
per non sentire
quello che ferve
dentro le spire

della mia mente
che disillusa
ed incoerente
cerca una chiusa

con una rima
che non disperda
la mia autostima
dentro la merda…

ne passan pochi,
è una stazione
fuori dai giochi,
senza ambizione.

Eccone uno,
puzza di nafta,
scende nessuno,
mi mordo un’afta;

va verso Est
(fine del mondo)
fallendo il test
del girotondo;

non ho il biglietto
quindi non salgo…
un altro aspetto…
per quel che valgo

non posso certo
immaginare
mi venga offerto
spettacolare

scompartimento
di prima classe
con supplemento
oltre le tasse,

ma pur che fosse
carro bestiame
con moto a scosse
pien di letame,

temo mi serva
qualche biglietto
il che mi snerva,
ora lo ammetto,

perché la tasca,
vuota d’orgoglio,
è floscia, lasca,
non portafoglio

trova rifugio…
senza moneta
tengo l’indugio,
qualsiasi meta

è irraggiungibile;
rimango fermo
spento impassibile
e mi soffermo,

guardo il binario
tornato vuoto
come il diario
del pirla ignoto

che scarabocchio
senza un perché.
Si bagna l’occhio
pensando a sé.


17/04/2025


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Profilo Autore: ioffa  

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E se ti mancano i miei occhi
Cerca bene 
li avrai venduti o persi 
O forse li avrai confusi
Con i mille altri
Nei quali ti sei specchiato
Se a mancarti fosse la mia bocca 
Cerca nei tuoi ricordi 
In quei giorni ormai lontani
dove ancora amore le arrossava
Se mai a mancarti fosse il mio cuore 
non cercarlo invano
perché deluso e illuso
per solitari mari ha navigato.
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Profilo Autore: Marina Lolli  

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Tra reminiscenze leopardiane dedico queste quartine alle poetesse che incontro nel virtuale



Amiche senza nome e senza età
che il vostro cuor svelate e vostra vita
celando le fattezze e la beltà
a quest’anima ignara ed invaghita

d'arrendevol poeta nel virtuale,
risponder con parole e con carezze
vorrei talor se sento che m’assale,
sospinta da poetiche sue brezze,

quell’antica recondita malia
di chi suonare sa propria tastiera
e compone sue note in armonia
seducente suadente messaggera.

Sempre s’aggira in me, fantasma folle,
quello spirto sparvier ch’entro mi sugge,
che inseguire chimere sempre volle
che poi la rëaltà tosto distrugge.

Così la fantasia va nel mistero
a impossibili incontri immaginare,
e mentre in tanto annega il mio pensiero
il naufragar m’è dolce in questo mare.

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Profilo Autore: Sisifo Gioioso  

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Tappeti di sabbia dal Sahara,

duplici gelicidi aggravati da nord,

valanghe di pioggia battente,

uragani all’attacco da est


banchi di nebbia tra libri di scuola,

nubi a sviluppo verticale all’orizzonte, 

venti impetuosi disposti a disporsi da sud,

ventilatori rinfrescano a regime di brezza


attratti dall’occhio del ciclone,

un vortice di sguardi inatteso,

a tratti le note di una tromba,

Marina insegue una colomba.

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Profilo Autore: Paolo Delladio*   Socio sostenitore del Club Poetico dal 12-05-2024

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Resto,
anche quando tutto si scioglie intorno,
anche quando il silenzio pesa più di mille voci.

Resto,
con le mani che hanno stretto troppo,
e con il cuore che nessuno ha saputo leggere fino in fondo.

Sono stanca, sì...
ma ancora capace di luce.
Ancora viva di parole non dette
e sogni che non si lasciano morire.

Voglio abbracciare me;
perché per me ci sono stata poco.
Ma ora ci sono
e non mi lascio più andare via.

Ho dato tanto a chi non meritava.
Ho dato più di quanto avevo.
Ora che mi sono svuotata,
ho bisogno di riempirmi
di tutte le cose che non mi sono mai data.

Io resto;
perché adesso scelgo me.
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Profilo Autore: Giovanna Balsamo  

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L’uomo si protese verso la donna
Alleggerito da un pensiero innegabile
Una luce abbacinante investì il loro cuore
Dando adito a gesti inaspettati
Il tempo si era fermato
I due corpi scivolarono
Sopra un mucchio di foglie scompigliate
Non c’era più dialogo
Né si udì più alcun battito
Due anime serrate nello stesso anfratto
Un cane abbaiò
Contro un nugolo di frecce malandate
Soli e dispersi tra le fiamme
Liberi di opporsi alla morte
Una tempesta si abbatté sulla terra
La loro nave fu data per dispersa
Nessuno riuscì a riportarli indietro
Il cielo abbracciò il loro silenzio.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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Avrei dovuto scegliere
un albergo qua un albergo là
per vivere
meglio se ai piani alti
col cielo in faccia
e solchi di distanze al fianco.
Avrei voluto fitte di stupore
per il rosso e il giallo
l’azzurro e l’ocra
e il nero a notte che rasenta il vuoto
corpo stellato a soverchiare
ogni cosa certa, così
sfiorare il primo degli abissi.
Avrei scorto laggiù una casa
in mezzo ai crocevia, la mia
presa dalle sterpaglie
e senza un cencio di lasciapassare.
D’incanto è fermo ogni rumore
come sull’altra lingua del mar Rosso
e terre nuove
per quanto un tempo nostre
‒ io tocco il vero tu il pensiero ‒
non sarà un ritorno la postilla
di amare l’impossibile
questo modo serrato
di stendere un cretto di addio
mentre la commozione è l’altro taglio
prima che si trasformi in eco
di un soffio nudo e ruvido.






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Profilo Autore: Rita Stanzione*   Sostenitrice del Club Poetico dal 18-07-2015

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Frammento del tuo petto

Inurbato di luce,

Ora del tempo che fugge

Restauro d’anima ad

Elidere il vento.

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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Nel palmo aperto
raccolgo il giorno
che svanisce tra i fili d’oro,
una carezza di cielo
intinta nel luccichio del tempo.
Scivola la luce
come sabbia incantata,
ogni granello un ricordo,
un desiderio sussurrato
alla brezza che sfiora.
Splendono le dita
di promesse silenziose,
mentre il sole s’inchina
al miracolo quotidiano
di essere vivi,
e brillare ancora.
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Profilo Autore: Eleonora Carullo  

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Penso a quel bacio
Alla luce di una stella
Al desiderio e alla passione 
Che inseguono la tormenta 
Sotto la pioggia 
Nel diramarsi di un dubbio 
Pronto a tutto
Pur di volare nel pozzo
Di un umido sogno
Scuotendo il languore 
Che giace nelle viscere 
Delle mie parole
Penso a quel bacio
Ricolmo di gioia
E nostalgica malinconia
Al tepore di un incontro
Durante una fine apparente 
Al sapore di una donna
Mentre raccoglie i frammenti
Della mia anima infranta.
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Profilo Autore: Francesco Gallina*   Sostenitore del Club Poetico dal 09-05-2024

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E poi arriva quel giorno funesto,
Dove non conta niente il resto,
Il tuo animale da compagnia,
Lascia nella tua casa tanta nostalgia.

Ricordi affollano la tua mente,
Lui è lì al suo posto sempre presente,
Puntuale lì ad aspettare la sua razione,
Estate inverno e in ogni stagione.

Sempre arzillo e assai vivace,
Per lui mai pensi all'eterna pace,
Poi torni una sera di primavera,
Lo vedi lì con una strana cera.

Impotente assisti alla sua agonia,
Ti rendi conto che sta per andar via,
Lasciando un vuoto nel tuo cuore,
Amico di vita che dava amore.
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Profilo Autore: Stornello Meneghino  

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E fu il rovente furore di un istante,
il risveglio dal tepore della routine
un'eco offuscato e sordo
del passato permanente
nelle antiche stanze convalescenti
dei giorni fioriti di brume e arie terse
a gremire palcoscenici di vissuti
sfiorendo al calar della sera
nel sapore del suo olezzo.
Poi, via, fingere come se nulla
avesse investito il cuore,
di nuovo, verso il fiato del vento
dilegui il tuo sguardo verso il buio,
dopo quel rivedersi dopo stagioni,
in quel fugace momento in magia
dove le nostre mani incredule,
appena sfiorate nel ricercato errore,
nascondono di essersi toccate
per accarezzare la tenerezza
e l'intensità di quel che era
bramata voluttà in cui aberrarsi.
Ignoti or sono i nostri destini
appena incrociati per sbaglio,
in una sera senza cielo di stelle,
fingiamo sorprese consapevoli
del divampato fuoco appena spento
in un sol istante sperduto tra le vie,
mi hai rubato ancora il respiro
come io ti ho rubato il fiato,
abbiamo incendiato le gote
e il batticuore, ma,
non abbiamo perso ancora
il cuore l'uno per l'altra
nelle fauci dell'errore.
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Profilo Autore: Laura Lapietra  

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