Forse un dì,
tutto ci fù vero, più chiaro e bello.
Anche il cosmo era più fermo
e i passi eran sicuri.
Le stagioni erano
dolci promesse che ci portavan grano.
Gli antichi... erano con noi!
Ora... la pena, la pura dannazione,
il dubbio, la feroce delusione.
Soli, andiam per i deserti.
Io, che amo ugualmente…...disperatamente!
Ma che spenta miseria:
né rivoluzioni, né canti,
né rivoluzioni, né canti,
né miti, né racconti.
Le letture apocalittiche
rendono il cervello
un tormentoso demone.
Si certo!
Si certo!
Chi riuscirà ad aver meno fiducia,
esser più dubbioso,
calcolare il meglio per sé
sarà modello, alle generazioni.
Anzi, sarà invidiato
Anzi, sarà invidiato
per l'indolore prova,
immemore
del senso “ tragico del mondo”
del senso “ tragico del mondo”
con cui era bello vivere…
Luce...eterno lume,
giocoso e vittorioso dono!


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VERSI CHE BUSSANO UN CELERE RIFLETTERE PER NON SCENDERE SEMPRE PIU' NEGLI ABISSI.
LIETA SETTIMANA HERA.
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