Gemerò fra la polvere  
per averti leccato
gocce di veleno
dagli occhi bagnati
e sol quando dai seni
ti avrò a lungo succhiato
il caldo siero della vita
sol allora smetterò
di gridare la mia gioia,
ma via non fuggirò
e ancor più assetato
ti stringerò le cosce
per berti senza respiro
la dolce linfa del grembo,
le vene dei polsi poi

coi denti ti strapperò
così che nella coppa
delle tue mani congiunte
le labbra potrò affondare
a calmare per sempre
l'arsura del cuore

e all'ombra di una smorfia
infine addormentarmi  ,
sporco ed ebbro
della tua rossa anima .
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Commenti  

Hera
+2 # Hera 01-09-2016 21:23
Se non fosse per quel (Sol) che smorza la musicalità..... direi che è una poesia enormemente passionale in cui racconti benissimo il sacro momento....Complimen ti!
Silvana Montarello*
+1 # Silvana Montarello* 02-09-2016 11:35
Più che amore io l'avrei messa in erotico...molto affascinante, ciao.

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