La pioggia canta sommessa nei gelsi,
sparsi sui rami, i garruli nidi
posano muti, sola, una piuma
palpita leggera al vento;
fu solo ieri l’ultimo concento:
nel ciel si dileguò, lontano, lontano.
Coglie le ancora odorate foglie
una mano, e poi il guardo volge in terra,
e gli occhi serra:
fu solo ieri l’ultimo concento
e or già m’odia e m’avversa;
come, amor non era?
E lacrimando per la stagione persa
pensò alle nuove rondini
e alla nuova primavera.
sparsi sui rami, i garruli nidi
posano muti, sola, una piuma
palpita leggera al vento;
fu solo ieri l’ultimo concento:
nel ciel si dileguò, lontano, lontano.
Coglie le ancora odorate foglie
una mano, e poi il guardo volge in terra,
e gli occhi serra:
fu solo ieri l’ultimo concento
e or già m’odia e m’avversa;
come, amor non era?
E lacrimando per la stagione persa
pensò alle nuove rondini
e alla nuova primavera.

Commenti
la primavera. Un saluto!
Ciao
Aurelio