dopo un viaggio di millenni.
Il cielo m'acceca la fioca vista, il sole riversa,
e questi luoghi, questi luoghi assordano,
incessanti, il mio roco respiro.
Le vele, spesso, mi hanno tradito,
i compagni, immaginati, dispersi,
e nulla, nulla di te più mi sfiora,
nemmeno Penelope tesse più la tela
nella sua stanza, ormai muta dal tempo.
L'anima s'inarca, mille volte tradita
dalle albe dei troppi inutili risvegli, cosi lontani,
di questi scogli rigogliosi
che hanno visto il giovane Telemaco invecchiare e (poi) morire,
e dei miei figli partoriti
tra gli inganni ed il dolore dell'inutile ritorno.
come é ricca di particolari?
Vi ho messo un cielo ed un sole che splende,
di notte ci sono la luna e le stelle.
La pavimentazione vi é fatta di fiori e ciuffi d'erba
che cadano a pioggia dalle roccie,
l'edera si arrampica come una bimba ai piedi di un albero.
Vi ho messo gli animali e insetti,
il batter d'ali ed il cinguettio degli uccellini.
Vi ho messo note musicali per far ascoltare la mia voce
e trasmettervi nel cuore la poesia,
perché possiate essere presenti e consapevoli che vi amo.
Con tutti i richiami che vi ho fatto continuate a farmi male,
ad incolparmi dicendo "la natura si ribella".
Non avete capito che non sono io a fare disastri,
siete voi che distruggete con le vostre mani ció che non vi appartiene.
Io sono la casa dove state sono l'acqua che bevete,
sono l'ossigeno che respirate, sono il cibo che mangiate.
Mi presento, sono il pianeta terra, la vostra madre terra.
Scrive la terra in un immenso prato verde
cala la mano sinuosa
accarezzandone i manti.
Scivola nutrendo le valli la neve
da altissimi monti
china la testa che ne scruta i segreti.
Soave l’oceano culla dolci creature fantastiche
magico idillio per la fortunata sognatrice.
Sognate pure sogni miei
E’ un isola l’esistere nel vuoto resistente degli addii,
troppo il tempo sul deciso niente
ha predisposto in sorte.

Una curiosità
mi porto fin qua.
Lo stimolo di una gara
entusiasmante.
Sono arrivata
a casa di amici.
Un'accoglienza
riservata a pochi.
Qua fra di voi
ho ritrovato la serenità.
Ho spiccato il volo
ad ali spiegate.
Volo
senza paura.
Combattendo
le ingiustizie.
volo...
come un Airone.



Mani veloci si muovono in giochi inventati
come mimi che simulano vento
sotto la luna chiara che si raffredda Man mano
rischiarando terra e boschi
leggera brina cristallizza ogni cosa
ricoprendo di bianco
lente nuvole scorrono in cielo senza fare ombra
e tu
cammina sotto questa algida notte d'inverno
ricoperta di foglie sul cuore
messo a riposo in attesa del risveglio
senza battiti ed emozioni violente
quasi morte apparente
dove gli strascichi di dolore sono solo ricordi
e diventati pulviscoli in volo
soffia piano sulle mani e riscaldale solo con un respiro
dallo a loro
Mi sono fidanzato a sua insaputa
con una che nemmeno mi conosce
e gli ho comprato casa a sua insaputa
le ho messo le chiavi tra le cosce
e letto il contratto dal notaio
poi siamo andati a farci una bevuta
al bar dell’albergo del Rosario
e sempre casualmente mi è caduta
sul pisello, no, non è una mignotta
l’ho detto alla giornalista astuta
che mi ha fatto assaggiare la pagnotta
in cambio di una Ferrari a sua insaputa.
Poi ho letto la storia sul giornale
l’ha scritta la baldracca a mia insaputa
sulla Ferrari nulla, quello è personale.
Mi ha detto di non fare storie, sputa
nuota e saluta, è un mondo di pescecani
e di squali in abito da sera, l’idiota
cioè io, ci casca come un pollo e se domani
volessi incontrarla di nuovo a sua insaputa
l’indirizzo posso trovarlo nell’uovo di Pasqua
che mi ha rifilato al posto della ricevuta.
Poi è andata a intervistare la sconosciuta
sulla casa a sua insaputa, non ne so nulla
ho trovato le chiavi per strada, ero in tuta
e stavo correndo, dice che era una villa?
non me ne sono accorta, ero come sperduta
l’indirizzo come l’ho trovato? Nel biglietto
del mazzo di rose sull’asfalto, a mia insaputa
restituisco tutto, se me lo chiede il gatto
del mio capo o la giunta riunita nella tenuta
che a mia insaputa un altro sconosciuto mi ha donato.
Ho sognato mille lune d'amore, per noi,
ed ho attraversato i sogni con il cuore
per cercare il tuo volto da sfiorare
dolcemente con le dita.
Ho legato pergamene di poesia,
come aquiloni sono volate via.
Oltre il verde dei tuoi occhi
navigo nel tuo amore.
Se questo é un sogno
non voglio più svegliarmi,
tu lasciami il bacio sulle labbra
al quale io risorgo ogni giorno.
Vivo solo nelle tue braccia,
sei fonte d'ispirazione
di luce in cuor mio.
eteree opacità,
guizzi di colore e illusione di forme,
così l'arte ci appare
sonorità ardite e pacificatrici,
versi sublimi e incommensurabili semplici espressioni del nostro sentire,
danze senza tempo che corpi muovono in eterno sogno,
possano esserti cari l'amore,
l'anima,
la follia,
la sensibilità
che consentano
come intricato filo
di cucire la trama dell'umiltà e della grandezza
dell'umana essenza.
e la neve ha imbiancato le montagne
i camini sui tetti delle case
danzano fumo verso il cielo.
E' inverno...
Colorato dai cristalli
reso lieto dai bambini,
giocano felici a tirar palle di neve,
uno cade ma non piange
è troppo preso per giocare con gli amici.
E' inverno...
C'è chi dice che fa venire il magone,
ma a me piace,
trovo tempo da passare in casa
nel calore del mio piccolo mondo,
dove c'è un terrazzino
di un metro quadrato
ed io da li ci vedo molte cose
E' inverno...
Per fortuna è un'altro inverno
e domani è un'altro giorno
come piace a me,
coi bambini che continuano a giocare,
con il lago colorato dai cristalli,
ed i fumi che danzano
sui mattoni di cemento
è tutto vero,
ma sembra un film
in bianco e nero...
e gli occhi, si perdono nel tramonto
accompagnato da nuvole stanche
verso segreti che, l'anima nasconde.
Un tempo, pregavo ad ogni respiro
e le parole, come un fiume agitato
scorrevano segnando i passi della vita
senza mai, arrendersi alla pioggia.
Adesso, solitaria, la polvere si posa
sulle mani stanche e le gambe tremanti
e piano, piano, si spengono le stelle
sul sorriso lunare, dove la notte si sposa.
il vuoto che ti manda in pezzi;
solinga, inattesa esitante,
spesso giunge a sorpresa
da quel profondo lontano
quando al tuo frantumarsi
ribellarsi è vano.
Mille orme cancllate,
insidia fatal della speranza,
richiamando scorre.
Più volte, per pudor frenata,
solitaria e schiva,
da rivolo chiaro e trasparente
si fa gemito e pianto,
scroscio, mugolio, singulto,
da forte rovescio, un acquazzone.
È duol sociale, è uguale per tutti,
né la prode vanità può farne a meno.
A chi si scotta e chiede aiuto
per bontà troppo indulgente
sovente insaporisce l’anima.
Inezia, minuzia, dettaglio di vita,
forse fatale realtà, che come venuta
sommessamente piano se ve va.
Questa è la mia lacrima.











