Sono sogno!
Seguo sussurranti stelle
su selvagge strade sterrate.
Sollevo sofferenti solitudini
servendogli sollievo.
Stacco sorrisi, senza secondi scopi
scardinando silenziose serrature.
Scorgo sguardi supplicanti
sorpresi su sconosciuti sospiri.
Sono sogno!
sopravvivo
setacciando scortesi signori saccenti
spocchiosi
sentenzianti sconfitte.
Sono soli senza sole
Suole senza sale
sperduti se stessi.
Sono sogno!
Se stai sul sentiero seguendolo
splenderò sempre
sorreggendoti.
coccio dopo coccio,
l'amore trem,
si spezza un cuore.
Fredda scure,
che implacabile affondi,
in una materia molle e fragile,
provai gratitudine profonda
nel tuo nobile gesto,
ebbi conforto eterno da allora,
sollievo e leggerezza,
la pioggia cade ora copiosa
mentre osservo un'immagine nitida
ancor dietro uno specchio.
o Achim il musulmano
con la sua auto piena di vestiti per le donne
in attesa in fondo al viale,
prima dell'uscita degli scolari.
Oggi il sole è piuttosto alto,
persino il Vesuvio è diventato azzurro sebbene
indossi ancora un berretto di neve
e qualche nastro di luce mi tiene le caviglie
sotto il glicine potato appena.
Passiamo.
Forse non c'è asilo per le anime sulla terra
e seguitiamo il nostro giro
in mezzo ai fiori di magnolie e il vento
quando solleva gli orizzonti.
Arrivederci ambulanti, arrivederci Achim.
Guardami,
Guardami,
Tratti distinti
su visi assopiti rispecchiano sogni perduti
mai realizzati
vuote le tasche senza piccole conchiglie
dove ascoltare la voce del mare
il soffio del vento ormai spento
non circonda come abbraccio
vi è solo foschia
che copre la mente
ormai stanca di elaborati connubi
accompagna passi che lentamente
portano senza meta
raminghi e persi nel tempo che passa
illusioni come stormi prendono il volo
Alza il pugnale scarica la pistola sull’innocente di turno
poi metti un like sul post del tuo guru e un cuoricino
sul gattino della tua bella. L’ultima stella si è spenta
stasera il cielo non ha più fiammelle e i pianti
sono affidati alla pioggia torrenziale che inonda
la città dei corrotti. I morti li hai visti sono dappertutto
è guerra di strada ma guerra. L’ha dichiarata
l’uomo del deserto la civiltà è inorridita
i tagliatori di teste hanno spiegato ora c’è il lutto
ma domani sarà il paradiso chi ha la fionda
la usi come mannaia sul vicino. Gli amanti
fanno sesso distratto presto ci sarà la conta
degli spermatozoi di tutti e chi sarà bambino
lo resterà per sempre perché più non nascerà il giorno.
Chi è arrivato alla fine del percorso non è partito
e chi è rimasto fermo è senza memoria la storia
è scritta sulla sabbia il lettore cieco l’ha marchiata
sulla pelle e il santo dei poveri declama versi
in mondovisione per gli ambasciatori dei mendicanti.
Gli ispettori delle docce fanno spallucce le grucce
degli storpi sono armi di offesa da usare per la razione
di cibo quotidiana la sottana della moglie del presidente
è finita all’asta di beneficenza sarà un presente
per l’amante del segretario di Stato o la ragione
di un nuovo reality di vip. Chi ha prodotto le cartucce
dei signori del terrore ha otto camerieri quattro badanti
e amanti in ogni porto della terra. Dicono che se gli orsi
sono in via d’estinzione la pacchia è proprio finita
chi si dà alla macchia è ricercato da una vecchia gloria
del teatro. Il plotone d’esecuzione è stato avvertito.
Nel cuore della notte, di straforo,
ravaglio fra arzigogoli sconnessi.
Ragioni e assiomi vari faccio fessi:
ricuso forma, regola e decoro.
Il raptus è potente più d'un toro.
L'aratro affonda in tumidi recessi
portando in superficie vermi lessi:
buon humus, trasformabile in ''alloro''...
Trascritta la buriana, tutto tace.
La mente butta fuori anche Godzilla,
e Hyde e Jekill fan di nuovo pace.
Nel cuore scombinato la scintilla
s'infila, stanca morta, sotto brace.
S'attizza. Poi riscoccherà, più arzilla.
Mi discosto
torno bambina
e raccolgo senso e dolcezza.
I copioni
diventano versi
gli affreschi
costumi colorati e jabot in pizzo macramè
le parole
sillabe tramate da sensazioni sottili.
Volano da bocca in bocca
e improvvisano la vita.
Per qualche malinconico silenzio
ritrovo il passo .
Si spengono le luci
e di quel drappo rosso vellutato
che s'apre
ne ascolto il battito.
Silenzio!
Si va in scena...
il mio respiro
Abbracciami amore mio
fammi capire che mi vuoi
fammi sentire che sono ancora importante.
Così nel bel mezzo della nebbia
o quando il freddo è pungente.
Abbracciami amore perché ho bisogno di te
in queste piccole ore
quando il mondo si chiude
nel buio più profondo
e dimmi che ti va di rinascere del mio amore
così come nasce un fiore.
Non dire niente
fatti solo guardare
della tua bellezza posso inventare il sole
anche se fa freddo potrà scaldare il mio cuore
così come si scalda al fuoco
un sogno appena acceso.
Dai! Dimmelo ancora
che ti piace essere amata come dico io
e come tu lo dici...
"Il vetro, le lamiere, i metalli, il legno, le ossa dell’essere umano e animale, e l’occhio e lo spirito, si controllano attraverso il riflessivo fascio magnetico catotico; sono materie viventi le immagini che hanno una temperatura, e muoiono anche due volte."
(NOF4)
L’odore forte
della liana di vaniglia
non è cosa per la pupa
e il suo lepidottero:
che lui, si sa,
preferisce
soltanto
qualche
spunto
di grandezza.
Noi, se ci siamo,
e se ancora esistiamo,
è per puro scopo esplorativo;
e così, quando dimenticheremo
anche l’ultima mutazione fallita,
ci ritroveremo artisti totali,
impensabilmente soli.
I non-noti figli
di puttana
che
della
estrema
molteplicità
del pensiero
ne hanno fatto
un grossolano,
elaboratissimo
e dolce riparo.
Una voragine
praticamente.
"Quei lavori creati dalla solitudine e da impulsi creativi puri ed autentici - dove le preoccupazioni della concorrenza, l'acclamazione e la promozione sociale non interferiscono - sono, proprio a causa di questo, più preziosi delle produzioni dei professionisti."
quelle che, piccine, ci lasciano tènere la mano,
mentre una lacrima, un sorriso
o solo un pensiero birichino le lascia fuggire via lontano.
Si dice che sia un luogo di luce,
dove le animelle dei poeti s’incontrano e chiacchierano a non finire
facendo un gran baccano,
vestiti candidi di luce, mentre tutti si tengono felici per mano.
Non fanno altro che mangiare tutto il tempo leccornie e cioccolate,
ciarlano, ridono e cantano serene,
ogni tanto ci guardano da lassù
e, bambine, ci sorridono.
virgolettano la sera,
son focacce di cielo fiorito,
drappo di nuvola assopito.
Pistilli d’anima nell’etere
mieton pensieri d’arena,
estuari di cuore s’annegan,
inscenan ortografia di crepa,
disgregan gomitoli d’attesa.
Sguardi d’orizzonte svendon
bocche lacrimate d’intesa,
sfamo sinossi d’anima accesa,
soffia il gelido alveare della resa.














