Ritorno ad Itaca,
dopo un viaggio di millenni.
Il cielo m'acceca la fioca vista, il sole riversa,
e questi luoghi, questi luoghi assordano,
incessanti, il mio roco respiro.
Le vele, spesso, mi hanno tradito,
i compagni, immaginati, dispersi,
e nulla, nulla di te più mi sfiora,
nemmeno Penelope tesse più la tela
nella sua stanza, ormai muta dal tempo.
L'anima s'inarca, mille volte tradita
dalle albe dei troppi inutili risvegli, cosi lontani,
di questi scogli rigogliosi
che hanno visto il giovane Telemaco invecchiare e (poi) morire,
e dei miei figli partoriti
tra gli inganni ed il dolore dell'inutile ritorno.
dopo un viaggio di millenni.
Il cielo m'acceca la fioca vista, il sole riversa,
e questi luoghi, questi luoghi assordano,
incessanti, il mio roco respiro.
Le vele, spesso, mi hanno tradito,
i compagni, immaginati, dispersi,
e nulla, nulla di te più mi sfiora,
nemmeno Penelope tesse più la tela
nella sua stanza, ormai muta dal tempo.
L'anima s'inarca, mille volte tradita
dalle albe dei troppi inutili risvegli, cosi lontani,
di questi scogli rigogliosi
che hanno visto il giovane Telemaco invecchiare e (poi) morire,
e dei miei figli partoriti
tra gli inganni ed il dolore dell'inutile ritorno.

Commenti
MA TU, AMICO, guarda al PRESENTE TUO e metticela TUTTA PER FARLO DIVENTARE DAVVERO futuro...
vita nuova, TUTTA tua!
E' il mio augurio alla TUA POESIA.
BUONA VITA!
Immagini e metafore molto belle. Complimenti!
Un caro saluto, ciao... ^.^