Torrenti di parole infiocchettate
scambi d’amorosi sensi inversi
a godersi le gemme reclinate
le declinate gioie di catarsi
genitivi e genitali, gli orinali
pieni, osceni i cuori più dei versi
talent, gara di rispetto, orientali
sapori di spezie, calembour, facezie
e nequizie, sazie le narici, soffici
cuscini, le carni e i vini, inezie,
questo è brutto, l’altro è derelitto,
ha scritto in aramaico, l’ho distrutto,
il top è scollato e il seno sporgente,
teso e sodo, quasi un salvagente, di tutto
e di niente, idrorepellente, Odino
o Ogino, di chi è la colpa per questo bambino?
Calma gente, non me ne sono accorta
intenta a recitare in ginocchio, in preghiera
di sera, alla luce di una candela storta
per creare un gioco d’ombre e d’atmosfera,
calma ancora: lui è asceta, io sono gatta morta.
dove gli umani sono bistratti
voglio una casa piena di sole
e mille fiori là nelle aiuole.

Un bel pollaio,
un allegro granaio.
Che sogno bello,
da far faville
e nel camino tante scintille,
che bel tepore in questa casa
nessuno grida , niente paura
la notte arriva in un fiume di stelle
a metter a letto le pecorelle.
Cala il silenzio nella mia casa,
pigola e miagola ogni piccino
anche l'umano,
nato bambino.
Mi sento privo di parole
In un mondo di persone vuote
L'unica certezza è che la sera dormirò
E il dolore morirà con il mio corpo
Immobile
Fuori dalla realtà
Prendersi per mano
Sospiri, per chi raccoglie un fiore
Senza pensare al dolore
Avere un amore e combattere per non
Soffrire
Baciarlo, evitando di soffocare
Tu, che mi ami, ascoltami se ti dico
Che questo non sono io
Ma un malato, inferocito
Lasciato allo sbando della sua mente
In preda al delirio dell'insuccesso
![coltivazione-del-melograno_NG3[1].jpg](/images/utenti/Grace_D/coltivazione-del-melograno_NG31_e4a05.jpg)
A febbraio
con i mandorli in fiore
scalpitando venisti alla luce
fra una cascata lucente
di coriandoli e stelle splendenti.
Fosti il mio fiore più bello,
il regalo più caro
donatomi in quel giorno
che il cielo sciorinò
in tutto il suo splendore.
Più tardi mio bambino
ti tenni per mano,
ti presentai al mondo
e t'accompagnai
nel tuo gioioso cammino.
Mi proposi
che tu non smarrissi la strada
da percorrere...
ancor oggi che sei adulto e padre
fai parte della linfa
che scorre nella mia pianta
a cui hai sbocciato
un prezioso fiore profumato.
il fiume scuro diventa porpora
quando i colori urlano
la natura attorno grida
nei ritmi della morte e della vita
farfalle nella testa lasciano scie viola
del loro ultimo volo impazzito
qualcosa di nero, una bocca spalancata
il segno dell'angoscia
l'immenso entra dentro violentemente
quando i colori urlano
Da dove arriva questa mancanza?
(per la giornata mondiale della consapevolezza sull'autismo - 2 aprile)
Attendere..
attendere che qualcuno
con in tasca un pezzetto di sorriso
che gli cresca lo voglia dividere con te.
elemosinare parole..
che qualcuno non usa
per poter che il cuore
si sollevi e creda
che davvero le dedichino a lui...
aspettare..
un bacio perso da qualcuno
e trovato per caso.
vivere così
illudendosi che qualcuno ti cerchi
per non perderti più.
sono solo lame
che trafiggono l'anima sola
incapace di gioire
dimenticata nel mondo affollato.
Non dovrei respirarti
sulle incantevoli arie
da soprano dei sensi
con le polveri al naso
dei problemi insensati
e nemmeno ascoltarti
sussurrarmi i tuoi Santi
per averci fatto trovare
con le orecchie tappate
per non sentire la gente
ma non so più guardarti
quando sei bella per me
come mai me lo aspetto
con le bende sugli occhi
a non vedere che vuoti
e perchè dovrei parlarti
con le labbra attaccate
per non urlare di rabbia
sulla spersonificazione
che di fatto mi estrania
se vorrei tanto sfiorarti
in quel punto dell’anima
dove conservi il sublime
potere di saperti sempre
volere innamorata di me…
Lì il tempo non conta
nel quadrante del tempo dei poeti
gl'intervalli sono le risate
ed essere sobri è un vantaggio
la poesia è dentro il coraggio
i paracadute sono aperti
il miraggio è nel raggio di sole
e l'ombra vola distante
nelle rifrazioni di luce
di un (.luminoso.) maggio.
Ricordare e calpestare le aiuole
nel divieto della vita che ci attraversa
lo sguardo è allibito nel dito
che punta alla luna e sfiora la duna di sabbia
i fiori hanno scoperto nuove forme
allungano i petali fino a toccare le illusioni
le canzoni che hai sentito rimandavano
al passato e alla memoria del primo amore
fiorito con i versi di Prevert.
Mesdames e messieurs è mattino
e i fiammiferi si sono spenti prima del tempo
niente è caduto dal cuore
tutto è incolume nel barlume
dell'ultimo chiarore della candela.
&feature=youtu.be
non ha limiti né confini.
L’Africa non è un posto,
né un depliant in un’agenzia di viaggi.
L’Africa è un cammino tortuoso…
un pellegrinaggio per tornare a sé stessi,
uno svestirsi del superfluo fino alle ossa.
L’Africa è il nome dell’anima.
L’Africa ti svuota…
a volte non ti lascia dormire
e ti percuote con immagini e suoni,
poi ti riporta al mondo con il sorriso migliore.
L’Africa è un cordone ombelicale mai tagliato,
un rudimentale cuore secondario
che pulsa seguendo regole non comprensibili.
l’Africa è un battito…
un battito…
un battito…
Oltre in un piccolo prato comparite come sculture non fatte da uomo.
Alberi di pesco come sposi attendendete la primavera e sbocciate in delicate carezze con i vostri colori.
e le bianche spiagge bagnano
gli occhi delle donne.
Amichevoli sguardi,
bocche ridenti
mani sporche dei vostri colori
e scherzi di rosso e viola
sulle tele.
Fremono
sotto bianche vele
e ti aspettano
odorose
in queste calde sere.
I cocktail,
sorseggiati
tra un discorso e l’altro
li a kalamaria,
o sul lungomare di piazza Aristotelou,
dove
dolci, amichevoli mani,
ti sfiorano lievi,
e le frasi, sempre più
languide e calde.
affogano in mille acquarelli.
I tuoi sensi, e mille bocche
e mille mani,
e seni, e visi
e sessi,
non c’e di me neanche il ricordo.
un cocktail frizzante.














