mi ricordano spaventapasseri in campi di grano.
Una morte senza gusto e odore chemorte è?
Una morte, senza occhi, che cava le pupille altrui
per sentirsi alla pari.
Trattati come insetti dannosi
qualcuno ha pensato bene, per osservarci,
di partire a studiarci dall'esterno.
La morte di Umanità, così,
non è più maledetta
di quella di ogni altro uomo.
Quel grano
è maturato per due maniche vuote
sbandierate in mezzo al campo

M'mmergo nei ricordi
dei miei scuciti pensieri.
Il tramonto li accende come lumini di cera
che va sciogliendosi di sangue vivo
fluendo nella loro fiamma
che vivida illumina i contorni
dei loro occhi supplicanti.
In questo chiaro scuro
ch'emana la loro luce tremula
frantumo rari gingilli
e preziosi cristalli
che si spargono per la stanza
ferendo le mie carni.
Ho il cuore gonfio
e gocciolano i miei occhi
avvinti dalla pena
ch'emana la mia anima
mentre il tempo rotola
in muto canto.
il cervello inebriato
la visione più vera
è quella che supera
la barriera degli occhi
e danza selvaggia nella mente
senza chiedersi cosa sia vero
e cosa sia sogno
Le pupille devono essere fori
verso l'oltre
I sensi sono una fenomenale porta
ma stanno solo sulla soglia
perciò devi spingerti più in là
Il pittore quando dipinge lo sa
un quadro non si guarda soltanto
un quadro si sente
Una statua non è solo pietra
lo scultore lo sa
Senza emozione l'arte muore
senza follia l'artista non esiste
Il tuo labbro era di poche parole
ma giusto era il tuo cuore
nessuna scaglia lo copriva
sapevi di vento caldo d'africa
e leggera neve.
tra le tue mani callose
portavi il tuo animo greve
eppure senza mai un lamento
ritto era il cammino
con in tasca una manciata di sogni
e castagne secche.
eri dolce come un tramonto dorato
e la terra che amavi ti faceva da corona
come un re senza scorta e blasoni.
te ne sei andato
in silenzio sopra un letto sfatto
che ti ha costudito come un nido
e un gran vuoto hai lasciato dentro
ai miei occhi ormai più da bambina...
E non capisco il senso della sfida, ibrida è l’emozione
autentica sino alle appendici superiori del cuore
poi s’ingrotta per riapparire in superficie
al termine di un’elaborazione complessa.
Come morta o ripiegata su sé stessa
è la sfida persa, la battaglia rimossa
l’errore ripetuto come in catalessi.
Eppure sembriamo gli stessi, paradossi
viventi tra i solchi della terra smossa
le braccia in cordata e la lingua morsa
dalla paura. Tutti hanno cantato alla messa
il deputato, l’operaio, la casalinga con le guance
rosse, il giudice pentito, lo scolaro tricolore
la donna che piange e il prete che fa lezione.
Nessuno però ha confessato, gli sbagli, gli scarti
le parole stonate, i volti scordati, il fiele
immesso nel sangue degli altri, le stalle
abitate ogni giorno e le grotte per nascondersi
dal giudizio comune. E poi arriva per tutti
il giorno dei bilanci, la scossa che tutto cambia
il clima da ultima spiaggia, le spine nella pelle
e i brividi nella schiena, la notte è senza stelle
e lontano schiuma il mare, senti la gabbia
ti scordi ogni cosa, nuoti e scappi dai flutti
e respiri il profumo delle onde. Persi
smarriti sino a quando non si trovi una valle
tra i fili astratti dei pensieri o del miele
di una bocca antica che dica di amarti.
E adesso godiamoci
la storia riscrive la storia.
Anche se il nostro
la ristrutturazione multilevel del cuore,

radiazioni temporali
del mio intimo naufragio,
in te ritrovo
petali d’aurore nuove
e tappeti di sogni
e mieto emisferi d’anima,
spegnendo questa notte
come sigaretta di cielo,
cristallo di cuore cieco
che lacrima in silenzio.
Interno notte adesso,
i sogni hanno ali
di piombo, randagio
il cuore che ha amato
vaga tra luci sfumate di stelle
saluta sassi e comete, ribelle
segue scie luminose, la memoria
è che c’è stato un flusso di acque
sorgenti, limpide gocce di gioia,
aironi in planata su fili d’argento,
a ribaltare il profilo dello sfondo
e i contorni delle ombre trasparenti.
Vaga nell'aria
come aquilone sospeso
fatti trasportare
senza chiedere nulla.
ed a ogni tocco di vento
sali e scendi in balia di esso
come trappola chiusa che anela libertà.
volteggia come piuma sospesa
impalpabile senza peso.
sospinto da un grido che squarcia
indistinta ala d'uccello
ti fai portare
senza fare resistenza d'amore...











