
A volte mi domando: “Per chi scrivo?”
per me, per il mio gusto, il mio diletto,
per gli altri, per donare con affetto
i miei pensieri, quel che provo e vivo
o perché quello che nel cuor coltivo
e che nei versi ho scritto in modo schietto
dopo di me, col suo pregio e difetto,
rimanga qual consiglio positivo?
Non so qual è la giusta soluzione
ad un quesito così vago e incerto
che forse rappresenta un’illusione;
per me è un grande svago, questo è certo
ma è anche un moto in più di riflessione
su quello che ho goduto ed ho sofferto.
Commenti
Ciao collega
Grazie
C.