Dipingimi di storie,

di inciampi lunari

alle porte del cuore,

d’azzurro fiore,

dipingimi d’abbracci,

d’amache di cielo

fra le aritmie del pensiero,

d’accenti del silenzio,

dipingimi di baci,

di foulard stellati

fra respiri di mani,

d’un naviglio di sguardi

fra le occasioni del domani.

Dipingimi,

amami, stringimi.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Il libro d’Isaia però non lo era

Mancava una postilla alla passione

 

Sarebbe finita così che dei tali nel ventunesimo secolo

Avrebbero messo le teste fuori la croce

E sopra ci sarebbe passata la strada, un pullman e una musica dolce

E sotto sarebbe cresciuto il grano e la rete veloce

Gli sguardi però erano già coordinati alle intenzioni

Dalla nascita dico, destinati a guardare vuoti e impostare le ossa

Non è splendido il rivoltarsi di lattina?

 

Mancava qualcosa al sacrificio

Come un respiro di topo in una stanza vuota

Dove il sole avvita le ombre

Una ad una nelle porte negli usci sulle sdraie

Mentre gli azzurri muoiono, infilzando mari e donne

 

Qualcuno stampa banconote false nel sole

E le nuvole corrono come furgoni blindati

L’operazione  è conclusa con grande soddisfazione

Nessun resto dal distributore muto

 

=



Prendersela col le facce immerse nei lavandini, i rubinetti di altre vite passeggere

Prendersela con la mobilità inneggiando code alle cornette

Signori, era già previsto nel libro dell’Emanuele

Che sarebbe stato così

che si sarebbe verificata un’assenza di resto dal distributore di benzina

 

La Gerusalemme perfetta nelle mani delle gang

qualcuno è responsabile in prima persona di tutto questo?

 

Hopper aveva un occhio solo per prendere la mira e lanciare la biglia

ho scelto lui come operatore, chi altro, esente da psicofarmaci fa questo naturalmente

di predire ed avvitare colori a circostanze. La donna buttata giù dal letto

da una forza che risiede nelle lenzuola, è nostra amica

dobbiamo consolarne il flusso dalla bocca

la verginale impotenza di fronte all’angelo crudele

l’abbiamo vista mentre incrinava il silenzio 

 

L’universo ingurgitava plastica per ruotare su una stecca da biliardo

come una ballerina di Toulose Lautrec zampillava piacere invece di afflizione
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Profilo Autore: fintipa2  

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Questa notte ti ho pianto sotto la pioggia
per confondere le mie lacrime,
sapendo che oggi sarei rimasto qui da solo
e non t’avrei più avuta con me.
Devo pensare che diventerai un indimenticabile ricordo,
come una vecchia e romantica melodia che cantavo per amore.
Perderti senza aver potuto fermarti fa molto male,
quando l’orgoglio
è un bicchiere che hai riempito senza mai vuotare,
perché a te appare vuoto.
Così la solutine mi tiene prigioniero dei ricordi,
a chi potrei gridare la mia rabbia se nessuno mi ascolta
e allora vago nella notte per confidar nella pioggia
che sappia consolare le lacrime e non farle sentire sole.
La voce più non mi sostiene,
così abbraccio il silenzio,
credimi la luce si è spenta
e davanti a me non vedo più nessuna strada,
che mi possa portare nel luogo dove sei andata tu. 
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Lo chiamano Jack squartatore

e le sue vittime

si sentono a pezzi


Ma nell'antimateria


per tutti lui è squartato Jack

e le vittime sue

sorridono.
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Profilo Autore: Luca Gandossi  

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A che scopo ogni domanda
se stiamo già vivendo?
Ecco i frutti, le foglie, i rami;
primavera-estate,
autunno-inverno.
Una  fanciulla corre per i campi,
 ama perdersi;
ha tra i bianchi denti
 un sorriso che somiglia a un sì
 Il suo nome è Gaia
e parla sempre così:
 voglio insegnarvi a vivere io:
perché esistete?
 E da capo:
 come esistete?
Ma ci siete veramente?
Con il corpo e l'anima,
oppure ?
Io guardo spesso nel giardino di  Mirò
gli alberi di fragole e i canditi da raccogliere
accanto alle favole poggiate sul comò.
Alice è ancora nel paese delle meraviglie
e si va di qua e di là;
s’arriva da dove,
no si sa.
S’arriva dove,
non si sa
   per l’emozione dell’attesa e la felicità.
E poi, non esiste un’altra libertà che
che non si chiami mare
superficie d'argento nella notte,
chiara abbronzatura lunare.
E i colori?
Bisogna diventare qualità,
ampliare il calendario delle belle arti
per cogliere i lillà, le rose e ogni altra rarità.
 Ah, l’oro dell’abisso!
L’icona sacra
della luce dei tramonti,
 il sole fisso.
A che scopo ogni domanda
se stiamo già vivendo (che non è banale).
Anzi!
Forse il più delirante degli istanti.

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Profilo Autore: Hera  

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Questa mia poesia è libertà
Freschezza di gioia tra il torpore del corpo
Stanco
Mi sento come un brivido poco frequente
Che in lontananza
Percepisce senza ottenere

Tutto 
Cioè niente
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Profilo Autore: Marco  

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Abita
proprio qua,
esattamente qui
con me, purtroppo.
Nel perimetro scaleno
che fa l'ombra del naso,
in quel niente che vedo
e che credo sia tutto.
È la mia bramosia
di essere il solo
senza smettere
di essere idea
molteplice.
Sbaglierò,
e non ci sarà
niente di strano;
però questo spazio
è troppo piccolo.
La vita troppo
breve
per
me
che
non so
mai scegliere
da che parte è il male.


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Profilo Autore: Charlie  

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Ho messo i piedi in due scarpe vecchie

per fermarmi a guardare la lampada,

sempre pende col suo ombrello di pergamena.

Si fermarono in silenzio una sera

una falena

e tanti anni dopo

un'altra, e un'altra stasera,

e sembra che la stanza dorma

bionda bionda.




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Profilo Autore: Alberto Automa  

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Col cielo in tasca

assaggio il riflesso di te

in questo emisfero di primavera

caduto come buia parola

sulle distanze del nostro cuore.

 

Un gomitolo di lacrime

inneva l’alveare del ricordo,

la piuma del freddo s’incendia,

chiacchiera col tempo dell’anima

e siam ramo di ciliegio

caduto fra le stelle del pensiero.
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Profilo Autore: rosa dei venti  

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Seduti su una panchina

le nostre mani si sfioravano.

Davanti a noi 

soltanto il mare.

Tutti i rumori implacabili

di quella serata 

pian piano svaniti nel nulla

lasciarono il posto 

a noi due.

confuso guardavo 

le sue labbra,

desiderio infinito,

ritornai in me e volsi nuovamente

lo sguardo al mare;

supplicai Dio,forza misteriosa,

gli dissi"dammi il coraggio "

ma la paura 

superò le vane preghiere,

ci guardammo negli occhi,

ancora ed ancora,

attimi,minuti,ore 

passarono fulminei

come gazzelle imbizzarrite,

i miei occhi erano lucidi,

I suoi incerti e stanchi,

era tardi,

era ora di andare.
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Profilo Autore: Lorenzo vanità  

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A volte siamo leggeri come una foglia.
Ma, quanto pesa una foglia?
Eppur pesa e poi... cade.


A volte siamo pesanti come l'odio.
E quanto pesa, l'odio!
Eppur con leggerezza... vola dentro di noi!
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Profilo Autore: Loris Marcato  

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Soffice
morbida
la tua mano
che mille lavori ha visto
che la stanca schiena
ha aiutato
che il tempo ha ingrigito
senza darti
quanto dovuto
come marmellata al gusto
burro appena sciolto
adesso ritorna padrona
nel toccare
leggera e libera di poggiare
gustarsi ogni movimento
passato molto tempo
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Profilo Autore: Valerio Foglia*   Sostenitore del Club Poetico dal 28-02-2024

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Mi svestirò del passato,
per non contare di quanti istanti sono fatte le emozioni
che fluiscono dal cuore,
avendo, su di una lacrima, scritto ti amo.
Se tu fossi qui,
ti regalerei un sorriso, una stella,
un mio sogno colorato di fantasia.
Di quante cose è fatta la vita,
amici persi e poi ritrovati,
di segreti celati
che poi così tanto segreti, non lo sono mai stati,
perché li avevamo raccontati alla notte
che, silenziosa, restava ad ascoltarci.
Cammino a piedi nudi, calpestando la terra,
ma i sogni li lascio liberi di volare tra le stelle,
son esse che mi sanno continuamente nutrire,
di quel magico mondo che ogni giorno vado a scoprire.
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Profilo Autore: Horion Enky  

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Dalla terra in cui nacque

si portò dietro il sole

la terra brulla,l’emozione

d’acqua salmastra,suoni

allegri, amiche vere, donne more

sangue fraterno, corde vocali tese

nel canto e gocce di colore.

Il vento caldo della notte

inciso nelle vene, l’odore

di zagara d’inverno, la piena

delle ombre a mezzogiorno.

E quel giorno che li ritrovò

negli occhi che lo guardavano

si sentì a casa, nel suo divano

vecchio, nello specchio retrò

dall’oblò da cui sfogliare il giorno.

E le lune gemelle della notte serena

accarezzate con le dita,il languore

del corpo che cede al peccato,le rotte

aperte del ritorno a casa, il sapore

dei baci tradotti all’infinito, il mese

che tutto iniziò fuori dal calendario a ore

le distanze annullate nell’abbraccio, i toni

e le sfumature dell’oro nella canzone

del cuore, sino alla fine delle parole

il battito impazzito, che mai più tacque.

 

 
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Profilo Autore: mybackpages  

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Cuore di madre
quante pene sopporterai
quanti strappi troverai

e ogni volta faranno male
deglutisci bocconi dove il fiele e
e' miele
poni l'anima tra le mani
come stella luminosa
e per lei chiuderai

occhi e bocca.
dei tuoi figli ormai svezzati
non latte e amore
ma solo flebili parole
feriranno i tuoi orecchi
le tue carni strapperanno
senza porsi nessun problema

del tuo amore viscerale
resterà soltanto una scia
che su i tuoi capelli bianchi
sarà come pioggia lasciva.

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Profilo Autore: Marinella Brandinali  

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