l'ho ereditato da mia madre
nel pianto e nel dolore
mentre le nuvole
da bianche diventavano nere.
Custodisco l'amore
l'ho ereditato da mio padre
nell'urlo d'insegnarmi un mestiere
nello stringere i denti
nei passi stanchi
verso l'inferno dei gobbi.
Custodisco l'amore
e l'ho portato da te
ai tuoi piedi
vergine e immacolato
l'ho iniettato
come un insetto
sul fiore piegato.
Custodisco l'amore
nella stanza segreta
dove nessuno è mai entrato
e rimane un rimbombo
sulle pareti dorate
e la voce di un corvo
che lacera e rivive ferite.
Custodisco l'amore
e in questa prigione
mi porto la croce
di un poeta fallito
che la cerca ragione
di questo segno sul cuore.
che mi albeggi
in sguardi d’amore,
come rossetto solare
fra le rovine d’un fiore,
tu,
che mi sradichi
farfalle dal cuore,
come lanterne di cristallo
fra le ciglia della notte,
tu,
che mi stringi d’alfabeti
come il vento le messi,
scrivimi fra i tuoi giorni,
acconciami fra i pensieri,
annodami alle tue labbra
come vela ad una barca.
L’anima è un fiammifero
d’universo
e d’improvviso piove
e siam noi,
due lacrime d’amore
in questo orologio di cielo
sconfinato in quel silenzio
d’onda di mare spento.
sento il tuo profumo
accarezzarmi le narici
e nella sua scia ti seguo
Ti accolgo …
luce dell'aurora
dorata un'altra alba
mi sorprende quando
il sonno da me scivola via
Ti avverto …
ombra che mi segue
ad ogni mio passo
ostacoli di fronte a me nascondi
ed il mio cammino sicuro rendi
Ti vedo …
nel colore dei fiori,
dell'arcobaleno dopo il temporale
E quando cala la notte
rubo una stella al cielo
la cullo tra le mie mani,
nella sua luce vedo i tuoi occhi tanto amati
Una lacrima scivola lenta sul viso
sento le tue labra
cancellarla con un bacio
"Nello spazio nessuno può sentirti urlare."
La pioggia
tarda ancora a cadere,
quest'anno, e la terra piange
i figli che non riesce a nutrire.
Soffre
per noi
che siamo
gli aghi di pino che seccano,
i fiori che avvizziscono,
gli ignoti
e afoni frutti
grigio-nero-blu
che moriranno
inespressi.
Sempre ci sarai...
tra le dita della mia mano
sotto l'ombra di un sorriso
con il mio passo svelto
arrancando non mi lascerai
tra le pieghe del mio cammino.
ricordo quando c'eri
bastava un tuo richiamo
e un brivido nasceva
tra i miei difetti e le tue dolcezze
che facevano aprire il riso.
non solo cuore da contenere
ma anche tutte le amorose parole
e se dovessi perdere la mia anima
so' che la troveresti tu.
la prenderesti per mano
fino a condurla a me.
con me sempre sarai..
tra il vento e il mare
che segue la mia scia.
Salendo un breve segmento.
A perdere qualunque socialità.
appesa sulla porta
di una casa popolare.
Sul marciapiede una signora
aspetta alla fermata il bus
che passa ogni mezz'ora.
Un manifesto invita tutti
al Magica stasera ballo liscio
con Scandiuzzi e i suoi ragazzi.
In piazza c'è il mercato
e in via Cavour la locandina
avvisa che stanotte è morto
il generale e martedì mattina
faranno il funerale.
Oggi è un sabato normale.
Il tempo come ieri
se ne infischia di ogni cosa
e un po' alla volta
ci porta tutti dove vuole.
Esalta i bassi istinti;
eccita smania di potenza;
gusto di assaporare poliedriche voluttà.
Punto di forza della bestia:
creatura prodotta dalla fantasia dell'uomo.
La vessazione è la tortura dell'uomo buono;
sgambetto a chi ha bisogno del bastone
per ambulare;
scandalo
che blocca il cammino sulla retta via.
La coda invidiosa
della bestia
insinua gli esseri
in odore di santità.
Com’è prezioso il canto
magico di virtuose sinfonie
com’è bello sentir suonare le parole
che lasciano una scia di candidi umori.
Com’è forte il suo potere
che nel momento del buio
rischiara la mente
non la lascia mai sola
anche se non c’è nessuno accanto
ci accompagna
con parole che paiono carezze
m'attrae di volta in volta
ad'ogni ora della notte
s'avvince nel tremare
il sapore struggente dell'irrazionale impasse
sosta vietata a mitigar servigi
d'anni fui colto
poi scoperto mi raffreddai
ed oggi è quasi crepuscolo
l'affacciarmi di fronte al muro
nell'inchiodare poveri Cristi mai estinti
poveri madonne mai madri
e non più vergini
non esisto-dissi-ai non morti
non compresero l'insensata organza
e il suono vibrante della mia voce
non compresero perchè erano dell'altro mondo
quello dei vivi-dicono loro
quello in cui d'amore e d'altre storie si può
andare a sbattere
ed in silenziosa ambizione
nel volgare tramonto di luglio
impasse fu la prassi
del guardarci andarcene via
e tu materialista metallurgica
tra pozioni e pozzini
hai inquinato le falde veraci
dell'amore impellente
tu esisti-dici-ti tocchi e mi godi
poi esci e corrodi il mondo
che t'attraversa
qui, accanto al mio cipresso non ti voglio
vai più in la
accanto gli altri non morti
perchè li puoi morire
China il capo adorno di fiori
mille profumi e cento colori
il tuo passo sotto gonne
che danzano al vento
sfiora steli e spine di rosa.
verde marea il prato
ti circonda come tela
e soffusi sono i pensieri
che giungono nella sera
un palpito dentro al cuore
ti ribalta il respiro
che si ferma in gola.
mesta regina tu cammini
sopra un monte e alta poni la fronte
lacrime calde fai cadere
lasci il segno e parti di cuore
senza neppure sfiorare un amore
salva con mano gentile
ogni speranza d'aprile
e regala colombe bianche
che accompagneranno
passo e le anche.








