Dalla terra in cui nacque
si portò dietro il sole
la terra brulla,l’emozione
d’acqua salmastra,suoni
allegri, amiche vere, donne more
sangue fraterno, corde vocali tese
nel canto e gocce di colore.
Il vento caldo della notte
inciso nelle vene, l’odore
di zagara d’inverno, la piena
delle ombre a mezzogiorno.
E quel giorno che li ritrovò
negli occhi che lo guardavano
si sentì a casa, nel suo divano
vecchio, nello specchio retrò
dall’oblò da cui sfogliare il giorno.
E le lune gemelle della notte serena
accarezzate con le dita,il languore
del corpo che cede al peccato,le rotte
aperte del ritorno a casa, il sapore
dei baci tradotti all’infinito, il mese
che tutto iniziò fuori dal calendario a ore
le distanze annullate nell’abbraccio, i toni
e le sfumature dell’oro nella canzone
del cuore, sino alla fine delle parole
il battito impazzito, che mai più tacque.

Commenti
Sei tu, che tu sei portato dietro le tue radici, che ti senti di nuovo a casa, con un batticuore immenso?
Molto molto bella e davvero emozionante... saluti...HERA