Dalla terra in cui nacque

si portò dietro il sole

la terra brulla,l’emozione

d’acqua salmastra,suoni

allegri, amiche vere, donne more

sangue fraterno, corde vocali tese

nel canto e gocce di colore.

Il vento caldo della notte

inciso nelle vene, l’odore

di zagara d’inverno, la piena

delle ombre a mezzogiorno.

E quel giorno che li ritrovò

negli occhi che lo guardavano

si sentì a casa, nel suo divano

vecchio, nello specchio retrò

dall’oblò da cui sfogliare il giorno.

E le lune gemelle della notte serena

accarezzate con le dita,il languore

del corpo che cede al peccato,le rotte

aperte del ritorno a casa, il sapore

dei baci tradotti all’infinito, il mese

che tutto iniziò fuori dal calendario a ore

le distanze annullate nell’abbraccio, i toni

e le sfumature dell’oro nella canzone

del cuore, sino alla fine delle parole

il battito impazzito, che mai più tacque.

 

 
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Commenti  

Hera
+1 # Hera 22-07-2017 21:20
E' forse molto autobiografica?
Sei tu, che tu sei portato dietro le tue radici, che ti senti di nuovo a casa, con un batticuore immenso?
Molto molto bella e davvero emozionante... saluti...HERA

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